Ed è ancora Rapallo-Gheist

Ma Renzi > ha denunciato, forse con maggior decisione di altri in passato, tutta > l'ipocrisia della Germania, che, in barba alle sanzioni contro Mosca, > continua a fare affari vantaggiosi con la Russia (in ossequio proprio > a quell'intramontabile Rapallo-Gheist).

Persone Pierluigi Casalino, Vladimir Ilyich Lenin
Luoghi Roma, Italia, Mediterraneo, Libia, Medio Oriente, Sud, Russia, Milano, Germania, Berlino, Mosca, Africa del Nord, Rapallo
Organizzazioni Gheddafi, Unione Europea
Argomenti politica, storia, istituzioni

07/gen/2016 23.52.42 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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> Lo chiamarono Rapallo-Gheist, più noto da noi come Lo Spirito di
> Rapallo.Ed è ancora oggi così. Fu quell'intesa, che aldilà del
> connubio del patto naziovietico del 1939 e dello contro nella Seconda
> Guerra Mondiale, ha visto da allora volare di conserva la Germania e
> la Russia. Una verità ormai consolidata nella storia delle relazioni
> internazionali, nonostante le ricorrenti ed apparenti ragioni di
> dissenso. In altri termini l'eterna alleanza tra tedeschi e russi da
> quando da un lato la famiglia dello zar e dall'altro Lenin i contesero
> i favori di Berlino per uscire dalla tragedia della prima guerra
> mondiale in modi opposti, ma non necessariamente separati,
> nell'economia di un rapporto privilegiato tra due mondi che già in
> passato avevano avuto contatti frequenti. Quando Renzi e la prende con
> la Merkel, ma in Germania i media non hanno dato grande risalto a
> queste esternazioni, si s copre dunque l'acqua calda, con buona pace
> del Presidente del Consiglio, che comunque il merito di aver gettato
> un sasso in piccionaia. Mai come in questi giorni il futuro
> dell'Unione Europea e la sua sicurezza, non solo energetica, sono
> strettamente legate alla stabilizzazione del Mediterraneo, al futuro
> del Medio Oriente e del Nord Africa, Libia soprattutto, e" last, but
> not least", la lotta all'Islam politico radicale, in un momento di
> rinnovate ambizioni della Russia. Renzi ha ancora una volta posto il
> dito nella piaga ed ha messo in evidenza la scarsità di coordinamento
> delle politiche europee, anche a danno di paesi come il nostro: una
> scarsità di coordinamento che risente, in realtà, della grande
> capacità di Berlino di condizionare le istituzioni europee. Ma Renzi
> ha denunciato, forse con maggior decisione di altri in passato, tutta
> l'ipocrisia della Germania, che, in barba alle sanzioni contro Mosca,
> continua a fare affari vantaggiosi con la Russia (in ossequio proprio
> a quell'intramontabile Rapallo-Gheist). E tutto ciò quando all'esterno
> l'Italia viene percepita come la grande amica di Putin. D'altra parte,
> va detto chiaro che lo stesso Renzi non ha potuto non constatare
> quanto comprimario fosse persino Hollande, durante il negoziato della
> Merkel con Putin e l'ucraino Poroshenko. Non basta meravigliarsi ed
> insorgere adesso, infatti, quando il governo italiano ha fatto da
> comparsa nel vertice russo- tedesco di Milano del 2014. Il filo rosso
> tra Berlino e Mosca non si è mai spezzato, né si spezza. A meno che
> Renzi ( e forse tale impressione appare veramente fondata) non abbia
> intuito che l'Italia potrebbe davvero, a margine di questa partnership
> russo-tedesca, riaffermare una mai abbastanza conclamata leadership
> italiana nel Mediterraneo, secondo una tradizione che risale
> all'antico e quindi non solo all'epoca di Mattei, ma addirittura, si
> passi la circostanza, al 1935. Uno scambio di favori, mascherato dalle
> polemiche, tra la linea tedesca a Nord e quella italiana a Sud, con il
> consenso ribadito e ritrovato della Russia di Putin. Un ritorno in
> forze di Roma su quella che un tempo fu chiamata la Quarta Sponda,
> dopo l'infelice esperienza della guerra a Gheddafi, di matrice
> anglofrancese, sarebbe quindi il terminale del processo promosso da
> Renzi. Vedremo.
> Casalino Pierluigi, 21.12.2015
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