IL RESOCOTO DEL PRMO WORLD AFÈ DI FERARA CITT DELLA COOSCENZ

10/feb/2016 20.18.31 FUTURGUERRA Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
From: lacittadellaconoscenza@gmail.com
To: astronave3000@hotmail.it
Date: Wed, 10 Feb 2016 08:48:22 +0000

IL RESOCONTO DEL PRIMO WORLD CAF? DI FERRARA CITT? DELLA CONOSCENZA
Carissimi, dopo il grande successo del world caf? dello scorso dicembre ? giunto il momento di tornare a parlare di Ferrara Citt? Della Conoscenza: prendendo spunto da ognuno dei tavoli di lavoro, vi inviamo dei brevi resoconto corredati da alcune parole chiave. 

Vi ricordiamo che potete inviare qualsiasi contributo utilizzando, sui social media, l'hashtag #FerraraCitt?DellaConoscenza, o commentando sulle pagine di Ferraraitalia al link
http://www.ferraraitalia.it/manifesto-per-ferrara-citta-della-conoscenza-64794.htmlattraverso il quale da oggi sar? possibile consultare, oltre al manifesto, tutti gli articoli, i file multimediali e tutti i contenuti relativi al progetto. 

Restate aggiornati e a breve tutte le novit? sui prossimi incontri pubblici

TAVOLI GIALLI - I BISOGNI

Cos’e? un bisogno? Da un lato, esso si mostra come una mancanza, un deficit rispetto ad uno standard o uno stato atteso (ho bisogno di assumere un certo numero di calorie per vivere); dall’altro, esso si manifesta come una spinta all’azione, un impulso ad agire (ho fame: quindi agisco per trovare cibo).Non e? facile identificare i bisogni di conoscenza in un’epoca caratterizzata da uno straordinario eccesso di informazioni che sfuggono alle limitate capacita? di elaborazione del singolo; non e? facile identificare i bisogni anche per la polisemia di significati del concetto stesso di conoscenza che rimanda sempre ad altri concetti complessi come apprendimento, saperi, competenze, capacita?, comunicazione, formazione, informazione. Un termine dunque che e? interpretato in base al senso comune in modi diversi da persone differenti, che puo? essere concettualizzato e definito in modi diversificati e da diverse prospettive anche nell’ambito della “Citta? della Conoscenza”.

Internet e le tecnologie digitali hanno consentito ad ogni fruitore dellinformazione di diventare a suo modo produttore e non piu? e non solo destinatario passivo. Esse tuttavia, creando abbondanza, hanno introdotto anche nuovi problemi, primo tra tutti quello della qualita? ed attendibilita? delle informazioni circolanti; esse tendono paradossalmente ad isolare ancora di piu? i soggetti davanti al video del proprio computer e dei dispositivi mobili, aumentando il rischio di dipendenza e solitudine (non a caso la Comunita? Europea finanzia progetti per affrontare questo problema). La facilita? nel reperire informazioni da parte degli utenti si coniuga con la difficolta? nel trovare modi nuovi per attrarre l’attenzione di soggetti sempre piu? difficili da sorprendere e molto abituati a ricevere stimoli i piu? diversi. Questa situazione pone in discussione il concetto stesso di conoscenza, mettendo in risalto gli aspetti tecnologici, ideologici e l’impatto di questi sulla psicologia delle persone.

Dunque, malgrado l’indubbia importanza delle tecnologie digitali - e dei social media in particolare - emerge un forte bisogno di socialita?, di comunita?, di relazione personale diretta. E si intuisce anche la necessita? di disporre di tecnologie ancora piu? avanzate in grado di aggregare e sintetizzare grandi insiemi di informazioni disperse. Non a caso viene segnalato ripetutamente un problema di scarsa informazione circa i servizi offerti (a Ferrara molto numerosi) e una forte frammentazione che porta a diffondere l’informazione entro circuiti separati e non comunicanti fra loro; piu? in generale, si rimarca l’esigenza, come cittadini, di poter disporre di informazione attendibile e di qualita?. A fronte di questo, emerge un forte bisogno di “fare” che vada oltre le informazioni (cognitive) per coinvolgere i corpi e le emozioni delle persone. I giovani, maggiori beneficiari della conoscenza, sono ritenuti la porzione di popolazione che a queste tematiche dovrebbe essere piu? vicina, tenuto anche conto che l’eccesso di informazione produce (paradossalmente) ignoranza e che l’immersione nel presente mediatico ha portato ad un drastica perdita della memoria storica e della capacita? critica. 

TAVOLI ROSSI - LE RISORSE

L’individuazione delle risorse della conoscenza si scontra spesso con il problema del “dato per scontato”: forse per questo nelle conversazioni non sono emersi con forza attori che lavorino direttamente sulla conoscenza (come l’Universita?), che producano ed usino conoscenza (come le imprese) o che conservino conoscenza in forma codificata (come molte organizzazioni pubbliche). Ne? sono emersi luoghi ed artefatti che incorporano conoscenza come musei, chiese, piazze, palazzi, macchine, eventi e installazioni. Un fatto strano per una citta? come Ferrara che si offre come un libro gigantesco alla lettura di quanti ne possiedano i codici. D’altro canto, l’identificazione di risorse implica una chiara definizione di cosa sia conoscenza, di come si produca, si mantenga e degradi. Eppure di attori, processi, istituzioni, ambienti, strutture e tecnologie della conoscenza (le risorse appunto) bisogna necessariamente parlare per avviare la “citta? della conoscenza”.

Il sapere delle persone emerge comunque come componente fondamentale in svariate forme: attraverso il racconto di storie, il portare in piazza il sapere, condividere esperienze, imparare e mettere in mostra vecchi mestieri, la valorizzazione dei prodotti culturali tangibili (come il cibo). Si tratta di modi attraverso i quali esprimere tanto la conoscenza esplicita e pubblica che quella tacita e personale attraverso processi di socializzazione, interiorizzazione, esteriorizzazione, combinazione capaci di generare conoscenza in nuove forme realmente utilizzabili. Ed e? proprio questa creazione di conoscenza la base per un innovazione a livello locale capace di creare un vantaggio competitivo o, meglio, un incremento della fiducia sottesa alla presenza di un robusto capitale sociale.

Emergono come luoghi di apprendimento istituzioni e famiglie, anche se viene pero? sottolineata la mancanza di collegamento, di rete, di comunicazione sistematica che possa consentire di valorizzare il mondo frammentato che c'e? a Ferrara. Uno sforzo ulteriore deve essere dunque fatto per individuare gli attori chiave e per definire i luoghi, per capire il territorio per trovare persone che incarnano l'anima della citta? e della cultura locale.

Infine, viene ribadita l’importanza della potenza della tecnologia digitale che si manifesta attraverso le piattaforme capaci di ospitare e gestire in modo integrato e diffuso nell’ambiente cittadino pannelli, data base, totem informativi, APP installate su dispositivi mobili, archivi multimediali, interazioni intelligenti con le persone e le cose.

Tutto questo mette in risalto come la ricerca di risorse disponibili sia un aspetto critico, difficile da gestire, un tema che, per essere affrontato seriamente, richiede un cambiamento di prospettiva, uno spostamento dalla critica e dalla negativita? alla creativita? e al positivo, un passaggio dalla soluzione pensata a priori alla scoperta basata sull’apertura e il confronto. 

TAVOLI VERDI - IL FUTURO 2020

La futura citta? della conoscenza e? immaginata come sostenibile (green), identitaria e chiaramente riconoscibile, sociale e responsabile, aperta e molto tecnologica, chiaramente orientata in architettura alla scelta della bio-edilizia e alla qualita? della vita. Una citta? intelligente (smart city) dove l’ampia diffusione delle tecnologie digitali sembra garantire la qualita? e la diffusione capillare dell’informazione, sostenendo la generazione di conoscenza, senza dimenticare che essa si crea soprattutto nei rapporti tra le persone, quando viene co-generata attraverso le conversazioni dirette e la diretta esperienza degli esseri umani. Proprio il valore delle persone e? essenziale nella citta? della conoscenza: esso riguarda giovani e vecchi, generi e classi occupazionali. La citta? del futuro e? infatti citta? inclusiva ed accogliente, dove i bisogni sono soddisfatti dalla comunita? prima ancora che dai servizi, la cui struttura urbanistica e? definita a misura d'uomo e di fragilita? umane, con spazi d'incontro adeguati: essa si mostra come insieme integrato di luoghi di aggregazione e di crescita piuttosto che di consumo.

E? una citta? che ha investito sulla scuola aprendola e collegandola, portandola in nuovi spazi educativi, spingendola ad andare oltre l'apprendimento formale, ristrutturandone la funzione dall'interno. L’Universita? stessa sara? aperta verso l’esterno mentre prospereranno nuove opportunita? di formazione centrate su mestieri recuperati ed aggiornati e nuovi lavori altamente creativi e tutti da scoprire.

La forte identita? culturale e storica, la diffusa conoscenza del passato e la valorizzazione dei manufatti e delle architetture che incorporano conoscenza vecchia e nuova rendera? possibile un turismo relazionale ed emozionale in grado di costruire capitale sociale, anziche? distruggerlo.
Il
capitale sociale di questa citta? produce fiducia e creativita?, fantasia e vivacita?, viene costantemente alimentato. E? una citta? che inizia a viversi come post lavorativa, forse non piu? caratterizzata dalla assoluta centralita? del ciclo lavoro-consumo che aveva connotato pesantemente la precedente fase industriale.

Per costruire e mantenere la brillantezza della citta? della conoscenza servono soggetti con professionalita? precise, capaci di facilitare la connessione di persone, gruppi, organizzazioni ed istituzioni; capaci di comunicare e costruire reti, di entusiasmare spingendo al cambiamento, di stimolare la crescita della comunita?, di progettare e gestire pezzi di cambiamento, di scovare le competenze informali e non formali e di metterle in rete.

La citta? della conoscenza scaturisce da un capitale umano forte di cui Ferrara gia? dispone (anche se servono imprenditori e nuove opportunita? di lavoro creativo). Nel futuro sara? in grado di valorizzare le persone e non respingerle, sara? piu? fondata sulla comunita?, sulle reti e la partecipazione, orientata ad una visione sistemica e con una cultura di supporto ai deboli. Sara? innovativa, creativa e guidata da un codice etico in grado di ispirare in modo coerente le scelte pubbliche e le azioni private. 

Copyright ? 2016 Sistemi Umani, All rights reserved.
Hai ricevuto questa mail grazie alla tua sottoscrizione al manifesto di Ferrara Citt? della Conoscenza

Our mailing address is:
Sistemi Umani
via Borgo dei Leoni 88
Ferrara, Fe 44124
Italy

Add us to your address book


 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl