Bracciano, riscossione tributi e dati sensibili affidati a condannati, il comune sapeva.

Bracciano, riscossione tributi e dati sensibili affidati a condannati, il comune sapeva..

Persone Manuela De Alfieri, Anelli, Giuliano Sala, Biancamaria Alberi
Luoghi Umbria, Bari, Bracciano, Bitonto, Mariglianella, Caraffa di Catanzaro, Crosia, provincia di Bari
Organizzazioni Associazione Salviamo Bracciano, CE.R.IN, CERIN SRL, Carabinieri, Guardia di Finanza
Argomenti diritto, diritto commerciale, diritto penale, diritto pubblico e amministrativo

15/feb/2016 16.13.43 salviamo bracciano Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
BRACCIANO, RISCOSSIONE TRIBUTI E DATI SENSIBILI DEI CITTADINI AFFIDATI
A CONDANNATI PER CORRUZIONE. IL COMUNE SAPEVA
Bracciano, 15-02-2016: Nel gennaio scorso il signor X riceve il sollecito di
pagamento scaduto nel 2010, della tassa sui rifiuti, la TARI, dall'Ufficio
Tributi del Comune di Bracciano. La comunicazione spiega che "ai sensi
dell'art.12, lettera d), comm3 D.Lgs n.473 del 18.12.1997 il contribuente
potrà definire la controversia con l'adesione formale, previo pagamento
delle sanzioni dovute ridotte a un terzo nonché degli interessi". Non è la
prima volta che al signor X, arrivano queste comunicazioni. Già in
precedenza, recatosi allo sportello per versare il suo tributo, aveva fatto
notare all'impiegato di turno che la sanzione per il ritardato pagamento
avrebbe dovuto essere calcolata su un quarto dell'importo, anziché su un
terzo, come recita appunto il decreto in questione, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 1998.
L'impiegato non fa una piega, ammette l'"errore", corregge e ricalcola
l'importo da versare, ovviamente più basso. Ma l'anno successivo, e così
fino all'ultima bolletta del 2016, l'Ufficio Tributi continua a chiedere la
sanzione calcolata su un terzo anziché su un quarto. Mentre questo signore
sarà costretto a tornare all'Ufficio Tributi per contestare l'ennesimo
"errore", proviamo a chiederci quanti cittadini continuano a pagare,
fidandosi dei calcoli di questo ufficio , e quanto rende a chi lo riscuote,
questo "regalo" sommato al totale degli ignari cittadini. Non si è spenta
l'eco delle bollette del servizio idrico 2015 "gonfiate", anche con cifre da
capogiro, emesse sempre dall'Ufficio Tributi e, una volta contestate,
annullate, ricalcolate, rispedite agli utenti con tante scuse da parte
della responsabile dell'Area Sviluppo Economico e Risorse Tributarie,
Biancamaria Alberi (altra dirigente rinviata a giudizio per dichiarazioni
false rese al PM). Chissà se, come aveva dichiarato l'ex sindaco Giuliano
Sala, ora indagato per associazione a delinquere, le migliaia di spese
postali relative all'invio delle bollette sbagliate, saranno restituite alle
casse comunali da chi ha commesso l' "errore". Ma di promesse Sala ne aveva
fatte tante!
La dott.ssa Alberi risulterebbe però responsabile di ben altro, tanto che
qualche giorno fa sospende, " in regime di autotutela, con effetto immediato
tutte le attività ad oggi gestita in proroga dalla Soc. CERIN srl per conto
del comune di Bracciano" (Det.122 del 05-02-2016). Cosa è successo e chi è
la CERIN?

Fin dal 2010 il Comune di Bracciano aveva affidato alla CERIN le attività
connesse al servizio di accertamento, verifica e recupero dell'evasione
relativa ai tributi ICI e TARSU, prorogando il contratto poi nel 2015
(Det.1061 del 15/7/2015). Eppure, già nel 2011 i Consiglieri Comunali di
minoranza e gli Uffici avevano segnalato i gravissimi inadempimenti
contrattuali della CE.R.IN, senza che i responsabili provvedessero
all'accertamento sulla società, nonostante la sua "pericolosità" gestionale
fosse già manifesta e contestata all'Amministrazione con comunicazioni
scritte del legale stesso del Comune, Avv. Anelli (esperto di questioni
sulle gare d'appalto e altro). La stessa Guardia di Finanza di Bitonto nel
2014 chiede al nostro Comune di fornire contratti ed eventuali contenziosi
per conto della Procura di Bari che ha aperto un procedimento penale.

La lista è veramente lunghissima. Nel 2009, prima dell'avvenuto conferimento
di incarico da parte del Comune di Bracciano, la società di Bitonto (Bari),
adibita all'accertamento e alla riscossione delle entrate comunali, era
stata indagata dai Carabinieri per il servizio di riscossione della tassa
rifiuti del Comune di Castelvolturno nel triennio 2003-2006, perché non
inviava correttamente al comune tutte le somme percepite dai cittadini.
Inoltre, subì provvedimenti penali a seguito di indagini e provvedimenti di
natura cautelare con conseguente sequestro di ingenti importi di denaro.
2011: Rescissione del contratto da parte del Comune di Caraffa di Catanzaro
"per grave inadempimento contratto per l' affidamento del servizio di
accertamento e riscossione imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle
pubbliche affissioni". 2012: coinvolta in vicende giudiziarie riguardanti
il servizio rifiuti del Comune di San Vitiliano. 2013: l'amministratore
viene arrestato e poi condannato per avere corrotto un funzionario del
comune di Mariglianella con 30mila euro per aggiudicarsi una gara di
appalto, vinta nel 2011 (sempre per il servizio riscossioni tributi). E
così via con altri comuni come Crosia, Giano nell'Umbria (nel 2014 esclusa
dalla gara per avere omesso di dichiarare di avere subito risoluzioni
contrattuali), Farfagnano (esclusione dalla gara). La lista comprende ancora
18 comuni, di cui 6 in provincia di Bari.
La società CERIN SRL di Bitonto, dal 6 aprile 2011,ha dichiarato il falso in
atto pubblico in tutte le gare di appalto a cui ha partecipato (la legge
prevede l'esclusione per le imprese che si sono rese responsabili di gravi
inadempienze nell'esecuzione di contratti). Ovviamente questo è stato
possibile anche con la complicità dei funzionari comunali e di alcuni
amministratori. La sentenza del TAR riconosce che le gare vinte dalla CERIN
successive al 6 aprile 2011 sono state affidate in modo illegittimo.
Alcuni giorni fa la procura di Bari nell'ambito di una indagine denominata
"Cornucopia" arresta i responsabile della CE.R.IN spiegando che "emergono
anomalie e perplessità che saranno oggetto di approfondimento anche sulle
forme di controllo esercitate dagli uffici comunali sulle attività del
concessionario, articolate su base esclusivamente formale e fiduciaria, in
quanto fondate sui rendiconti e le (false) attestazioni fornite da CE.R.IN.
s.r.l."

Conclusioni: Visto che il Comune di Bracciano sapeva, perché le ha affidato
l'incarico nel 2010 e 2011? Perché non lo rescinde dopo il 2011 (come fece
un'altra P.A.)? Perché continua il rapporto anche dopo le vicende che
coinvolgono la società nel 2013? Perché mantiene i rapporti nonostante la
comunicazione riservata della GdF di Bitonto nel 2014? Perché nel luglio
2015 ha prorogato il contratto nonostante le preclusioni esistenti? E
perchè il nuovo Segretario Generale e responsabile per l'anticorruzione
dott.ssa Manuela De Alfieri, già insediatasi, non si è opposta a questa
proroga? Tutte informazioni accessibili su Internet.

Siamo di fronte ad una gravissima ed ingiustificabile omissione e abuso
commesso dai responsabili nei riguardi dei cittadini, non solo per il danno
economico, ma anche per i rischi relativi alla sicurezza, essendo la società
in possesso dei dati sensibili dei proprietari degli immobili. Attendiamo
doverose spiegazioni dal Palazzo comunale ed in particolare dalla
Responsabile per l'Anticorruzione.
Ass.Salviamo Bracciano



Associazione Salviamo Bracciano
Tel. 339.4641014
Salviamo.bracciano@gmail.com
http://www.facebook.com/salviamo.bracciano.9
C.F.97796940589

Se non desideri ricevere le nostre e-mail puoi cliccare sul link
'Disiscriviti' .



blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl