Bracciano Ambiente, il Comune ricorre contro Regione Lazio per i 10mln negati

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26/feb/2016 14.17.01 salviamo bracciano Contatta l'autore

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BRACCIANO AMBIENTE,  PARTE IL RICORSO DEL COMUNE SUI 10 MILIONI PROMESSI E NON CONCESSI DALLA REGIONE  LAZIO. CUI PRODEST?

 

Bracciano, 25.02.2016. Quello che non era riuscito a fare l’ex sindaco Sala poche ore prima di dimettersi con tutta la giunta il 30 novembre scorso, lo realizza la nostra Commissaria straordinaria, dando mandato ai “suoi” legali per fare ricorso contro la Regione Lazio che aveva promesso 10.373.619,40 euro alla Bracciano Ambiente per poi cambiare idea.

Sempre per quel contributo che la Giunta Regionale  aveva stanziato per riconoscere le spese che la giunta Sala diceva di aver sostenute per il post mortem della discarica (collegate al buco di decine di milioni di debiti della B.A.), ma che non risulta siano mai state dimostrate. Forse per l’indagine della Corte dei Conti  e la successiva convocazione di Zingaretti dal PM che indaga sulla nostra amministrazione comunale, fatto sta che la precedente delibera fu revocata, negando così quel contributo che avrebbe dovuto consentire con  un salvataggio in extremis l’assestamento di bilancio di previsione 2015, e la cui revoca ha contribuito alla debacle della  nostra amministrazione 16 giorni dopo (Del. 727 del 14/12/2015). 

Il 23 us la nostra Commissaria  ha deciso di impugnare la delibera regionale incaricando il solito avv.Silvetti  che, insieme a un collega, cureranno il ricorso contro la decisione della Giunta Regionale,  al prezzo di 66.387,40 euro prelevati dalle casse comunali, dopo una “trattativa” partita da 87.547,20 euro (ma se è un rapporto di fiducia, non dovrebbe applicare da subito le tariffe più favorevoli all’Amministrazione?).  Forse Salviamo Bracciano con la sua puntuale informazione ha disturbato questa trattativa? Non lo sapremo mai.

Ma questi conti sono inezie al confronto delle conseguenze che ci attendono per una decisione di cui non si ravvisa alcun “interesse pubblico”, visto che la Corte dei Conti e lo stesso presidente della Regione Lazio Zingaretti avevano bloccato l’operazione.

Mentre, da un lato la Commissaria rifiuta di liquidare la parcella di 80.000 euro agli avvocati Fiore e De Crescenzio, incaricati da Sala per la causa contro Rainews, per non aver sconsigliato il Comune, in quanto non si ravvisa “l’interesse pubblico”, dall’altro decide di intraprendere un’azione legale contro la Regione Lazio che si prospetta un altro buco senza fondo, come tanti altri contenziosi legali che hanno contribuito all’attuale situazione disastrata. TAR, appelli, ricorsi, Consiglio di Stato… per trasferire, senza alcuna garanzia di successo,  soldi pubblici dei cittadini a beneficio della B.A. e del nostro Comune, sempre a spese di altri cittadini già vessati al limite delle loro disponibilità.

Non sarà un’altra manovra per eludere  le annose responsabilità e la mancanza di controllo da parte anche degli Uffici della Prefettura da cui proviene lo stesso Commissario?  La situazione della Bracciano Ambiente e del Bilancio, come riporta la stessa delibera della Commissaria (insieme a delibere e sentenze di condanna della Corte dei Conti nei confronti del Sindaco e di funzionari comunali), non si è creata in un giorno o in un anno, ma risalgono nel tempo. Dove era l’Ufficio della Prefettura quando anni or sono veniva informato da un Consigliere, Armando Tondinelli,  sulla gestione della Bracciano Ambiente, sulla mancanza di un fondo rischi adeguato per i contenziosi, e chiedeva il parere sul grado di criticità dei contenziosi ? Se non andiamo errati era il 2009 o il 2010.

Di sicuro, dopo oltre un lustro di silenzio  da parte dei funzionari degli enti preposti alla tutela e controllo del territorio avallando la “gestione personalistica della cosa pubblica” dell’Amministrazione Sala,   la magistratura oggi  non può permettere agli stessi soggetti di tentare di recuperare 10 milioni di euro dalla Regione per continuare nella catastrofica gestione di mezzi e denaro pubblico.

La popolazione di questo territorio domani, sabato 27 alle ore 17.00 si è mobilitata con una grande manifestazione  a Ladispoli contro il salvataggio della discarica di Cupinoro, tuttora gestita dalla stessa Bracciano Ambiente  e dagli stessi personaggi  imputati e indagati chiamati a  rispondere dei loro reati.

Se la Bracciano Ambiente non si può muovere da sola perché è una partecipata che fa capo al Comune, perché salvarla dopo il disastro che ha combinato sul bilancio?   Il problema oramai non è più il passato con la sparizione di milioni di euro, ma riguarda ormai il futuro  garantito da una gestione oculata, la messa in sicurezza della discarica, il controllo delle falde acquifere, lo smaltimento del percolato  e tutto quello che il post  mortem  richiederà nei prossimi 30 anni.

Ieri sono scaduti i 30 giorni entro i quali la nostra Commissaria avrebbe dovuto rispondere alla richiesta di  Salviamo Bracciano per fissare un incontro. Silenzio  completo. Le domande e le spiegazioni  che avremmo desiderato sul cammino intrapreso  e  su dove ci porterà  rimangono senza risposta. Troveremo un altro modo per affrontarle.

Ass. Salviamo Bracciano 

 

 

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