La letteratura come alchimia nel gioco del labirinto a Cosenza mercoledì 9 marzo Pierfranco Bruni in una conversazione su: "Lo sg uardo dello sciamano"

La letteratura come alchimia nel gioco del labirinto a Cosenza mercoledì 9 marzo Pierfranco Bruni in una conversazione su: "Lo sg uardo dello sciamano".

Persone Maria Zambrano, Fernando Pessoa, Giovanni Papini, Carlos Castaneda, Albert Camus, Sibilla Aleramo, Carlo Michelstadter, Mircea Eliade, Cristina Campo, Agostino, Giacomo Leopardi, Cesare Pavese, San Paolo, Sant'Agostino
Luoghi Cosenza, Bandar Seri Begawan
Argomenti cristianesimo, letteratura, religione

09/mar/2016 12.08.43 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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La letteratura come alchimia nel gioco del labirinto

a Cosenza mercoledì 9 marzo

Pierfranco Bruni in una conversazione su: “Lo sguardo dello sciamano”.  Un intreccio tra Leopardi e Cristina Campo, tra Mircea Eliade e Cesare Pavese

Conversazione di Pierfranco Bruni dedicata alla letteratura del labirinto e dei riferimenti sciamani dal titolo: “Lo sguardo dello sciamano”.  Punti di riferimento Giacomo Leopardi, Carlo Michelstadter, Cesare Pavese, Sibilla Aleramo, Mircea Eliade, Albert Camus, Carlos Castaneda, Giovanni Papini, Fernando Pessoa, Cristina Campo e Maria Zambrano.


Una relazione  articolata in cui Pierfranco Bruni, esperto in Culture delle minoranze etno - linguistiche del MiBACT, pone all’attenzione lo sguardo della letteratura che si riflette nello specchio dell’alchimia. Il tema è affascinante, “Lo sguardo dello sciamano”, e si parlerà  dei passaggi segreti di una scrittura nella quale la magia e la grazia si incontrano, il misterioso e il viaggio sono un gioco infinito in cui la parola diventa sguardo e le rivelazioni sono riferimenti di archetipi che proiettano immagini in una scrittura tutto vissuta sul filo simbolico.

Un tracciato in cui la ragione non esiste e la spiritualità è l’antefatto di una cultura antimaterialista. Soltanto la bellezza, sulla linea dostoeskiana, farà da sfondo tra  le maschere che opprimono la scrittura e l’apparire e il linguaggio che è l’espressione più vera dell’anima - cuore.

È una tematica che annulla la storia per dare spazio completamente al senso dell’infinito. Si parte appunto dal concetto di infinito che è quello leopardiano ma si vive, nel lavoro di Bruni, un legame con l’indefinibile e il misterioso che incarnano la parola di san Paolo e di Sant’Agostino. Sia Paolo che Agostino sono i primi visitatori di una cultura sciamanica che approda al cristianesimo, ma una cristianità che riesce a dialogare con i ricordi della perdizione vissuti sia da Paolo che Agostino.

“In fondo la letteratura è perdizione, sottolinea Pierfranco Bruni, e soltanto chi crede alla parola come fatto comunicante di una grazia è un toccato dagli occhi  e dallo sguarrdo dello sciamano. Lo scrittore al quale faccio riferimento non è né un professore né un accademico né un saccente ma è un graziato dal linguaggio della luna. Lo scrittore ha bisogno, soprattutto oggi di capire gli occhi dello sciamano e proprio per questo non ha bisogno di una cattedra per esprimersi e vivere ma della vita che chiede allo spazio, afferma sempre Bruni, e al tempo di annullare completamente sia la ragione che la storia. Lo scrittore è oltre la storia ed è quindi oltre ogni forma di concettualismo anche filosofico in quanto è dentro le dimensioni oniriche della poesia”. L’incontro, organizzato dal Sindacato Libero Scrittori, si svolgerà mercoledì 9 marzo alle ore 21.00, Terrazzo delle Culture, Cosenza.

























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