Bibliothè Contemporary Art | dal 15 febbraio al 7 marzo 2017 | Sergio Ceccotti

14/feb/2017 12:39:03 InEvoluzionet Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
COMUNICATO STAMPA/INVITO

Inaugurazione Mercoledì 15 Febbraio 2017 alle ore 19.00

 

Bibliothè Contemporary Art

Trentacinquesimo appuntamento della rassegna

 

Unum

a cura di Francesco Gallo Mazzeo

Le roman d'un soir

Un'opera unica di Sergio Ceccotti
Testo di Cesare Biasini Selvaggi


“Tutto si conduce ad unità �“ afferma Gallo Mazzeo - [...] nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.”

L’esposizione resterà aperta fino al 7 Marzo 2017.

Orario: dal lunedì al sabato: 11.00/23.00

https://www.facebook.com/events/1788576134797694/

Info: (+39) 06 6781427

Sergio Ceccotti, uno sguardo nell’invisibile
di Cesare Biasini Selvaggi

Sergio Ceccotti è, eminentemente, pittore di città e di certe città, perfino anzi di determinate porzioni e ambientazioni di quelle medesime città, sempre ben riconoscibili, per cogliere tranches de vie. Parigi, innanzitutto, oggetto di indiscrete violazioni voyeristiche e, più frequentemente, scenario di vicende singolarmente sospese tra l’ordinaria quotidianità e l’avvisaglia del dramma. Ecco i bordi del canale Saint-Martin, dove appena comincia a fare caldo, i giovani organizzano picnic quasi ogni sera; al di là del ponte le facciate del quai de Jemmapes, su una delle quali un nome attira l’attenzione Hôtel du Nord, quello del romanzo di Eugène Dabit e del film di Marcel Carné; senza tralasciare la Rive gauche, tra la Senna e Saint Germain, con i vecchi palazzi del secondo Ottocento incoronati dalle caratteristiche mansarde. E poi la periferia di Roma, in un pomeriggio d’estate: piazza De Cristoforis è deserta: una vettura sul passaggio pedonale in primo piano proietta un’ombra violetta da destra a sinistra, al centro c’è un’aiuola con l’erba un po’ ingiallita, in fondo un grande edificio formato da due ali convergenti verso di noi, unite da un arco che dà accesso a un grande cortile con alberi; a sinistra dell’edificio ancora degli alberi in prospettiva lungo il viale che si perde all’orizzonte. Altro riferimento al cinema: il grande edificio in questione degli anni Trenta che ospita case popolari figura nel film Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini come domicilio di Anna Magnani. Ma ci sono altri luoghi da visitare nei quadri di Ceccotti: ancora delle vie di Parigi e di Roma, i canali di Venezia o un quartiere di Londra. Qualche volta illuminati dalla luna, altre volte da una luce vespertina, quando gli ultimi raggi di sole conferiscono una tonalità rosa-arancione alla statua di un generale o di un centauro per creare una sospensione “metafisica” che diviene la scena privilegiata degli enigmi dell’artista, lo scenario assurdo dei suoi misteri metropolitani, di quei drammi che, con sapiente regia, sono preclusi al nostro sguardo (ma non a quello dei personaggi raffigurati) e che possiamo solo immaginare.
Nei dipinti di Ceccotti gli abituali nessi tra gli oggetti non mancano di essere stravolti per licenza creativa, fino a risultare a-logici, surreali, enigmatici, inquietanti. Si veda in tal senso, e in linea con una “poetica dell’oggetto”, la serie di interni Atelier ovvero lo studio dell’artista, dove viene posto al centro del quadro, su un cavalletto, un altro quadro (un quadro nel quadro, come ne Le mille e una notte, il racconto nel racconto) e, in primo piano, non manca mai del cibo e del vino, oppure una moka. Sullo sfondo dell’opera talvolta si scorge una seducente donna in déshabillé scendere una scala a chiocciola. I dipinti della serie Atelier, colmi di “frammenti d’uno specchio universale”, con queste loro tensioni per la poesia e la magia del ricordo, non rispettano i prevedibili, gli attesi legami di tempo e di luogo. In Ceccotti il tempo è folgorato nell’eterno presente insistente su una spazialità immota, dove l’istante appare irrevocabile. Le storie dipinte da Ceccotti, come in Le roman d’un soir (2010), ne guadagnano tanto di ambiguità quanto di interesse, più per lo stato d’animo creato con il suo metodo, che per quell’universo di dettagli quasi maniacale e un po’ accumulativo che raffigurano. L’innovazione e, al contempo, la poesia di Ceccotti risiedono proprio in questo, nel suo modo originale di presentare le evocazioni atmosferiche di tempo, di spazio e di memoria ovvero della riconsiderazione a posteriori del reale. I dettagli di uno spazio, come quelli di un appartamento della middle class (un soggiorno, una camera da letto, una stanza da bagno) che sembra uscito dal set di una sit-com televisiva, permettono allo spettatore di ricorrere alla propria memoria e soggettività per interpretare quel che vede nel dipinto e, attraverso questo procedimento, se stesso. Anche un insignificante utensile da cucina può cominciare, allora, a farci paura, assumendo una valenza che prima non aveva. Sfugge, infatti, alla nostra illusoria comprensione. Non è questo, forse che si chiede all’Arte? Aiutarci a meditare sul mistero dell’esistenza? Aiutarci a cogliere i rapporti segreti e invisibili intessuti intorno a noi o dentro di noi? Il metodo di Ceccotti rappresenta insomma l’alter ego pittorico delle macchie di Rorschach in psicologia: è un sofisticato strumento d’indagine della personalità, il cui scopo è quello di far affiorare nello spettatore emozioni inconsce, conflitti interiori attraverso la stimolazione visiva degli spazi (interni o esterni) inscenati sulla tela. Al riguardo, appaiono illuminanti e sorprendentemente attuali le parole di Philippe Soupault, il poeta e scrittore surrealista francese autore del testo di presentazione della prima monografia su Ceccotti: «Tutte le notti sogno e tutte le mattine mi sforzo di ricordare i miei sogni. Io posso, non senza sforzo, riconoscere dei personaggi, uomini, donne, bambini, ma non mi riesce mai di ricordarmi degli ambienti, delle atmosfere, della luce in cui sono stato immerso durante la notte e che spariscono al mattino. Tuttavia, un terzo della mia esistenza l’ho vissuta nella spazio e nell’illuminazione dei sogni, senza potermici mai ritrovare. È grazie a Sergio Ceccotti che ho riconosciuto il “teatro” dei miei sogni. Guardando le sue opere, ho provato lo choc del riconoscimento». Ecco allora conseguito quel primo piacere estetico, quel riconoscimento (l’“agnizione”) postulato da Aristotele nella sua Estetica.
Quel piacere di cui lo spettatore gode quando, di fronte a un’opera d’arte, riconosce un brandello di realtà, di sé, malgrado gli appaia sotto forma di sogno, di illusione, di sguardo nell’invisibile.

 

Sergio Ceccotti, nato a Roma nel 1935, svolge la sua attività tra Roma e Parigi. Allievo di Oskar Kokoschka a Salisburgo nel 1956 e 1957 e dei corsi di disegno dell’Accademia di Francia a Roma dal 1956 al 1961.

A Parigi, dove ha tenuto dodici mostre personali, ha lavorato  per 23 anni con la galleria Alain Blondel.

Numerose altre  mostre personali a  Roma, Milano, Bruxelles, Monaco di Baviera, Genova, Firenze, Napoli, Palermo, Alessandria, Ancona, Pescara,Terni, Monopoli. Una menzione a parte meritano le quattro  personali in musei: Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo 1987 , Upplands Konstmuseum di Uppsala 1993, Galleria Comunale d'Arte Moderna di Articoli Corrado 2004-05,  Casino dei Principi di Villa Torlonia, Roma 2014-15 e le cinque  in spazi pubblici: Sala Comunale di  Genzano di Roma 1992 , Cloître des Cordeliers di Tarascon 2003. Centro Cultural Borges di Buenos Aires 2010, Università del Molise di Campobasso 2012, Istituto Italiano di Cultura, Buenos Aires 2015.

Tra le mostre collettive di particolare rilievo vanno citate: Arte in Italia 1960-1977 alla Galleria Civica di Arte Moderna di Torino 1977; Italie aujourd’hui - Italia oggi alla Villa Arson di Nizza 1985; la XI e la XIII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma 1986 e 1999 ;Aspectos da pintura italiana de após guerra aos nossos días al Museu de Belas Artes di Rio de Janeiro e al MASP di San Paolo del Brasile 1989; Die Kraft der Bilder al Martin Gropius Bau di Berlino 1996; Sui generis al PAC di Milano 2000; Futuro italiano a Bruxelles, Parlamento Europeo 2003;  Millenovecentotrenta - Sergio Ceccotti Carlo Maria Mariani, Ruggero Savinio  al d'Ac di Ciampino 2006;  Philippe Soupault, le Surréalisme et quelques amis al Musée du Montparnasse,  Parigi 2007; Arte italiana 1968-2007-Pittura  al Palazzo Reale di Milano 2007; Ah, che rebus! Immagini da decifrare all’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma 2010; Padiglione Italia 54a Biennale di Venezia sez. Lazio  al Palazzo Venezia di Roma 2011; XLV premio Vasto e LVII premioTermoli 2012;100 sguardi su Roma,Galleria d’arte moderna di Roma Capitale 2012; Still life -Style of life 24 Beaubourg,Paris 2016.

A Parigi ha partecipato al Salon de la Jeune Peinture, a Figuration Critique, a Comparaisons, al Salon d’Automne e inoltre alla FIAC, al Salon de Mars, al Salon de Montrouge, a Grands et Jeunes d’aujourd’hui, e ad altre rassegne

 

Opere pittoriche di Sergio Ceccotti sono conservate in varie raccolte pubbliche, tra cui i Musei Vaticani- Collezione d’Arte Religiosa Moderna , lo Staatliches Lindenau Museum di Altenburg, le gallerie comunali d’Arte Moderna di Bologna e di Arezzo, il Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria ecc.

Monografie di riferimento:

Edward Lucie-Smith: Sergio Ceccotti, Lachenal & Ritter, Paris 2001

Cesare Biasini Selvaggi- Stefano Liberati: Sergio Ceccotti- catalogo generale dell’opera grafica, Unione europea esperti d’arte, Roma 2002.

È incluso nell'Allgemeines Kunstlerlexikon,1997,vol17°, p.446 e nel dizionario Bénézit: edizione francese 1999, tomo III, p.397, edizione inglese 2006 ,vol.III, p.648.


Progetto Unum in cooperazione con Enzo Barchi

Ufficio stampa InEvoluzionet
Progetto grafico di Mauro Aquilanti

Bibliothè Contemporary Art

Via Celsa, 4/5 �“ 00186 Roma

T. + 39 066781427

bhagavatlibrary@yahoo.it

http://www.bibliothe.guru

Ufficio stampa:

Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet

mob.:  (+39) 392 7295258

http://www.facebook.com/InEvoluzionet

mailto: inevoluzionet@gmail.com


Ai sensi del D.lgs n. 196 del 30.06.03 (Codice Privacy) si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. According to  D.Lgs. 196/30.06.03 please be informed that this message may contain confidential and/or privileged and/or proprietary information. If you have received this message in error or you are not authorized to receive this for the addressee, please destroy it and notify the senderimmediately, Any unauthorized use, copying or disclosure of the material in this email or of parts hereof (including reliance thereon) is strictly forbidden.





blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl