Dopo Povia a Ferrara: Intervista a Claudio Pisapia,

28/feb/2017 10:15:46 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Perche Povia?

Il Gruppo Economica Cittadini di Ferrara (GECOFE) cerca da anni di diffondere i meccanismi e il funzionamento della macroeconomia e questo vuol dire cercare di riportare la verità su cosa è realmente il debito pubblico, come funziona la moneta e quali effetti ha il suo uso errato all’interno dell’economia reale e sul benessere dei cittadini, il funzionamento dell’euro, la globalizzazione, le disuguaglianze create da un sistema monetario totalmente a favore dell’elite finanziaria e bancaria, le asfissianti regole europee sul bilancio.

Cosa c’entra Povia in tutto questo? Tantissimo e per capirlo basta leggere i testi delle sue canzoni ad esempio  “il debito pubblico”, “la soglia del 3” e “job act” dove in maniera semplice, e per quello che può concedere una canzone di 5 minuti, riesce praticamente a dire tutto. Geniale direi. Certo poi il problema è quello che viene dopo, o meglio quello che dovrebbe venire, cioè la curiosità delle persone di approfondire questi temi. La nostra voglia di approfondire e di conoscere, e questo lui lo dice in altri testi tipo “ignorante” e “la terminologia dei bimbiminkia”.

Già il fatto di non vedere Povia in televisione la dice lunga su come si cerchi di tenerlo ai margini. In televisione ci va solo chi rilassa la mente e non fa pensare.

Uno che cerca di informare sui grandi sistemi e magari vuole dire qualcosa di più (tutti sono contro la guerra o la fame nel mondo ma nessuno dice veramente perché queste cose succedono) viene esiliato, mai invitato. Del resto un piccolo dissenso legittima il sistema, lo fa sembrare democratico mentre un grande dissenso potrebbe, anzi sicuramente, lo distruggerebbe. Quindi il dissenso e la verità devono essere una roba di nicchia.

Ti faccio l’esempio più semplice possibile. Tutte le politiche di austerity che ci vengono imposte vengono giustificate dall’”alto debito pubblico” che abbiamo. Noi diamo per scontato che questo sia giusto poiché ce lo dicono dagli anni 80 e oramai per noi è diventato pane quotidiano, quindi vero. E in nome del debito pubblico alto legittimiamo aumenti della tassazione, scomparsa della classe media, ospedali che chiudono, servizi che diventano sempre più fatiscenti, ecc.. Cosa succederebbe se all’improvviso la gente si svegliasse da questa specie di incubo? Scoprisse che ha fatto austerity inutilmente e senza motivo per anni, ha perso il lavoro, migliaia di aziende hanno dovuto chiudere, i medicinali sono aumentati per nulla? Forse scenderebbe in piazza, pretenderebbe un cambio di direzione politica, quanto meno si incazzerebbe non credi?

Ecco Povia dice queste cose nelle sue canzoni, ci stimola ad aprire gli occhi e noi dovremmo sostenerlo di più perché ci aiuta a farci le domande giuste e forse prima o poi tutti noi cominceremo a farlo e la nostra vita sarà migliore. Cioè smettiamo di chiederci come fa Babbo Natale a consegnare in una sola notte i regali a tutti i bambini del mondo, perché la domanda è sbagliata. Quella giusta è: esiste Babbo Natale? Allo stesso modo dovremmo smettere di chiederci come ripagare il debito pubblico o continuare a guardare a quel numero che di anno in anno cresce e cominciare a chiederci se esiste davvero, se va ripagato, se realmente è un problema oppure perché non è un problema per il Giappone che ha il suo debito al 240% e la sua moneta continua ad essere un bene rifugio.

Dovremmo imparare a non darci le risposte suggerite dai nostri politici, nei talk show all’italiana, o dal FMI e dalla BCE. Dovremmo imparare a darci le “nostre” risposte e Povia ha iniziato a farlo.

Ecco tutto questo  il filo conduttore della scorsa serata del 17 febbraio, con al centro un artista che ha sacrificato fama e soldi facili per darci una mano ad incuriosirci. Facciamoci un regalo. Diamoci la possibilità di guardare le cose da un’angolazione diversa, magari ci piaceranno di più.

 

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