L'ITALIA DI GARIBALDI- ROMA, COMPLESSO DEL VITTORIANO - MARTEDI' 30 OTTOBRE 2007 A GIOVEDI' 6 GENNAIO 2008

Nella Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano dal 31 ottobre al 6 genanio 2008, l'esposizione, che nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, a cura di Giuseppe Talamo, Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ed organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, vuole celebrare il pensiero e l'azione dell'Eroe attraverso centocinquanta opere tra olii, disegni, stampe originali, incisioni, documenti dell'epoca, dagherrotipi, filmati e fotografie molte delle quali inedite, e che ripercorrono filologicamente l'immagine dell'Italia così come si presentava al momento delle imprese di Giuseppe Garibaldi: l'Italia come la vedeva Garibaldi.

30/ott/2007 12.20.00 Novella Mirri Contatta l'autore

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SOTTO L'ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE
GARIBALDI

M O S T R A

L'Italia di Garibaldi

Roma - Complesso del Vittoriano
Sala Zanardelli, Ingresso Ara Coeli
mercoledì 31 ottobre 2007 - giovedì 6 gennaio 2008


COMUNICATO STAMPA


In occasione del Bicentenario della nascita dell'Eroe dei due mondi, il Comitato Nazionale per le
Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, presieduto da Andrea Marcucci,
sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, e composto da autorevoli accademici,
uomini di cultura e da rappresentanti delle istituzioni, promuove in stretta collaborazione con
l'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, la mostra L'Italia di Garibaldi.
Nella Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano dal 31 ottobre al 6 genanio 2008, l'esposizione,
che nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, a cura di Giuseppe
Talamo, Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ed organizzata e realizzata
da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, vuole celebrare il pensiero e l'azione dell'Eroe
attraverso centocinquanta opere tra olii, disegni, stampe originali, incisioni, documenti dell'epoca,
dagherrotipi, filmati e fotografie molte delle quali inedite, e che ripercorrono filologicamente
l'immagine dell'Italia così come si presentava al momento delle imprese di Giuseppe Garibaldi:
l'Italia come la vedeva Garibaldi.

La mostra
La mostra celebrativa "L'Italia di Garibaldi" vuole contribuire alla costruzione di una più
consapevole coscienza nazionale, in un momento storico particolarmente delicato quale è il nostro,
con l'obiettivo di salvare valori che non tramontano con le mode, incentivando la conoscenza della
storia e favorendo lo sviluppo delle iniziative territoriali in forme concrete ed attuali, promuovendo
la crescita della morale individuale attraverso forme di viva partecipazione, volontariato e
responsabilità sociale.

La biografia di Garibaldi è intrecciata con tappe e momenti di fondamentale importanza per la storia
dell'Italia del Risorgimento: dalle vicende della Repubblica Romana del 1849 all'impresa dei Mille;
dalle guerre d'indipendenza al ritiro nell'isola di Caprera. Questi fatti hanno trovato spesso una
immediata traduzione visiva nei pittori e nei fotografi che accompagnavano, durante le imprese,
l'Eroe dei due mondi. Pittori, fotografi che erano allo stesso tempo patrioti e soldati e che erano al
fianco di Garibaldi in guerre e in singole imprese. Si trattava di soldati-pittori che documentavano
visivamente gli avvenimenti ai quali avevano partecipato, riproducendo sulle tele o sulle fotografie
"in diretta" i fatti della storia dell'Italia risorgimentale: dei veri e propri reportage.
Vedendo i dipinti di Girolamo e Domenico Induno o le fotografie di Stefano Lecchi sulla Repubblica
Romana del 1849 o quelle di Alessandro Pavia dell'impresa dei Mille, è come se si vedesse l'Italia
dell'Ottocento così come si era presentata e mostrata a Garibaldi al momento delle sue imprese.
Questa iniziativa espositiva vuole mostrare queste immagini - coeve ai singoli avvenimenti -
mettendole in relazione con brani tratti dall'epistolario di Garibaldi o dalle sue memorie
autobiografiche. In questo modo si è creata una sorta di saldatura documentaria e concettuale tra le
immagini e i pensieri dell'Eroe.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: Un ritratto di Giuseppe Garibaldi - con materiali
fotografici originali che ritraggono l'eroe, stampe che costituiscono veri e propri esempi di
trasfigurazione dell'immagine di Garibaldi nella produzione iconografica dell'Ottocento, immagini di
Garibaldi nella stampa coeva a testimonianza della satira politica dell'epoca - L'Italia di Garibaldi -
con disegni dei partecipanti alla Repubblica Romana del 1849, inedite tavole originali di Castelli del
1849 della Repubblica Romana, fotografie, stampe e incisioni della Sicilia del 1860, alcune inedite
fotografie della visita a Pompei e del soggiorno nella Reggia di Caserta, dipinti aventi per tema
l'Aspromonte e dipinti di Girolamo Indumo sulla Terza guerra d'Indipendenza, foto Alinari sulla
sconfitta delle forze garibaldine a Mentana per mano dei Franco-Pontifici, Inoltre, ci sarà una
particolare sezione dedicata ai Materiali multimediali - con "Caprera. Isola Sacra", un raro filmato
dell'Archivio Luce, "Giuseppe Garibaldi. Il diavolo rosso", filmati di Rai Educational e della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, materiali documentari e digitali forniti dall'Istituto per la Storia
del Risorgimento Italiano, "L'eroe dei due mondi" di Maurizio Nichetti, Istituto Luce.

La vita
Giuseppe Garibaldi, carattere irrequieto e desideroso di avventura, già da giovanissimo si imbarca
come marinaio per intraprendere la vita sul mare. Nel 1832, appena venticinquenne è capitano di un
mercantile e nello stesso periodo inizia ad avvicinarsi ai movimenti patriottici europei ed italiani
(come, ad esempio quello mazziniano della "Giovine Italia"), e ad abbracciarne gli ideali di libertà
ed indipendenza. Nel 1836, a seguito di un provvedimento di condanna da parte del Regno
Sabaudo, sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in cui si
impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Combatte in Brasile e in Uruguay ed
accumula una grande esperienza nelle tattiche della guerriglia basate sul movimento e sulle azioni
a sorpresa. Questa esperienza avrà un grande valore per la formazione di Giuseppe Garibaldi sia
come condottiero di uomini sia come tattico imprevedibile. Nel 1848 torna in Italia dove sono
scoppiati i moti di indipendenza, che vedranno le celebri Cinque Giornate di Milano. Nel 1849
partecipa alla difesa della Repubblica Romana insieme a Mazzini, Pisacane, Mameli e Manara, ed
è l'anima delle forze repubblicane durante i combattimenti contro i francesi alleati di Papa Pio IX.
Purtroppo i repubblicani devono cedere alla preponderanza delle forze nemiche e Garibaldi il 2
Luglio 1849 deve abbandonare Roma. Di qui, passando per vie pericolosissime lungo le quali perde
molti compagni e l'adorata moglie Anita, riesce a raggiungere il territorio del Regno di Sardegna.
Inizia quindi un secondo periodo di esilio, che lo porta a New York, in Perù, in Cina e in Australia.
Tornato in Italia, acquista nel 1855 l'isola di Caprera, che diventerà sua stabile dimora.
Nel 1858-1859 si incontra con Cavour e Vittorio Emanuele, che lo autorizzano a costituire un corpo
di volontari, denominato "Cacciatori delle Alpi" e al cui comando fu posto lo stesso Garibaldi.
Partecipa alla Seconda Guerra di Indipendenza cogliendo vari successi, ma l'armistizio di
Villafranca interrompe le sue operazioni.
Nel 1860 Giuseppe Garibaldi è capo della spedizione dei Mille; salpa da Quarto il 6 maggio 1860 e
sbarca a Marsala cinque giorni dopo. Da Marsala inizia la sua marcia trionfale; batte i Borboni a
Calatafimi, giunge a Milazzo, prende Palermo, Messina, Siracusa e libera completamente la Sicilia.
Il 19 agosto sbarca in Calabria e, muovendosi molto rapidamente, getta lo scompiglio nelle file
borboniche, conquista Reggio, Cosenza, Salerno; il 7 settembre entra a Napoli, abbandonata dal re
Francesco I ed infine sconfigge definitivamente i borbonici sul Volturno. Il 26 ottobre Garibaldi si
incontra a Vairano con Vittorio Emanuele e depone nelle sue mani i territori conquistati: si ritira
quindi nuovamente a Caprera, sempre pronto per combattere per gli ideali nazionali.
Nel 1862 si mette alla testa di una spedizione di volontari al fine di liberare Roma dal governo
papalino, ma l'impresa è osteggiata dai Piemontesi dai quali viene fermato il 29 agosto 1862 ad
Aspromonte.
Imprigionato e poi liberato ripara nuovamente su Caprera, pur rimanendo in contatto con i movimenti
patriottici che agiscono in Europa. Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza al comando
di Reparti Volontari. Opera nel Trentino e qui coglie la vittoria di Bezzecca (21 luglio 1866) ma,
nonostante la situazione favorevole, Garibaldi deve sgomberare il territorio Trentino dietro ordine
dei Piemontesi, al cui dispaccio risponde con quel "Obbedisco", rimasto famoso. Nel 1867 è
nuovamente a capo di una spedizione che mira alla liberazione di Roma, ma il tentativo fallisce con
la sconfitta delle forze garibaldine a Mentana per mano dei Franco-Pontifici. Nel 1870-71 combatte
per i francesi nella guerra da questi sostenuta contro la Prussia dove, sebbene riesca a cogliere
alcuni successi, nulla può per evitare la sconfitta finale della Francia. Torna infine a Caprera, dove,
sempre in contatto con i movimenti politici e patriottici di tutta Europa, passerà gli ultimi anni e dove
si spegnerà il 2 giugno 1882.

Hanno permesso la realizzazione della mostra:
Arcus spa
Gioco del Lotto - Lottomatica
Sponsor ufficiale delle attività culturali del Complesso del Vittoriano

Particolarmente significativi, a corredo delle singole sezioni, i filmati storici dell'Archivio Storico
dell'Istituto Luce, di Rai Educational e della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Organizzazione Generale: Comunicare Organizzando
Catalogo: Gangemi Editore, a cura di Giuseppe Talamo


INGRESSO LIBERO
Orario: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Dal venerdì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso 45 minuti prima)
Per informazioni: tel. 06/69202049
Ufficio stampa:
Novella Mirri, tel. 06/32652596; fax 06/36001003; cell. 335/6077971; ufficiostampa@novellamirri.it


Roma, ottobre 2007


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