materiale spettacolo "Il BurberoBenefico" con Nando Gazzolo 4/23 Dicembre Roma teatro Ghione

20/nov/2007 11.20.00 carola Contatta l'autore

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Comunicato stampa

Nando Gazzolo

in

Il Burbero benefico"

 

di Carlo Goldoni

regia di

Maurizio Faraoni

con Margherita Adorisio e Carla Guido

Lo spettacolo “Il Burbero Benefico” con Nando Gazzolo, per la regia di Maurizio Faraoni, debutterà in prima nazionale martedì 4 dicembre 2007 al Teatro Ghione di Roma.

La voce e l'eleganza del celebre attore Nando Gazzolo accompagnerà il pubblico alla scoperta del Burbero Benefico di Carlo Goldoni, un testo poco frequentato da attori e registi, una produzione della Compagnia Scenastudio di Lecce.

Nando Gazzolo, un nome di spicco del teatro italiano da oltre mezzo secolo, baluardo della grande tradizione del teatro italiano, nella sua maturità di interprete per i colori e lo spessore della sua recitazione è capace di cogliere con la stessa qualità il comico e il drammatico. Grazie alle straordinarie qualità della sua voce e della sua interpretazione darà vita a Geronte, protagonista di questa commedia acuta e divertente, scritta in francese da Goldoni nel 1771 durante il suo periodo parigino. La prima rappresentazione avvenne alla Comédie Francaise  il 4 novembre 1771 e fu accolta da un vero trionfo, Carlo Goldoni fu trascinato a braccia dagli attori e coperto di applausi. L'oggetto principale della commedia è la beneficenza, virtù dell’anima che si scontra con il difetto di temperamento del protagonista, rozzo e scortese; l’autore, in questo lavoro, ha avuto il grande pregio di far conciliare i due aspetti.

Commedia degli equivoci dove non è difficile trovare il nostro quotidiano sforzo nel tentativo di comprendere l’infinità di messaggi che spesso confondono e scompigliano le nostre informazioni.  Il pubblico trova sulla scena una sorta di specchio nel quale rivede se stesso, con le normali passioni, speranze, sentimenti, pregi e difetti d’ogni essere umano.

Nelle scene goldoniane si ha la sensazione di un'insanabile irrequietezza, che si sospende con il lieto fine tradizionale. Conscio dei conflitti che possono sorgere tra le varie classi e dando spazio nel suo teatro al conflitto tra nobiltà e borghesia, per Goldoni un uomo si può affermare indipendentemente dalla classe cui appartiene.

Accanto a Nando Gazzolo troviamo: Margherita Adorisio nel ruolo di  Costanza Dalancour,           Carla Guido nel ruolo di Marta,           Maurizio Faraoni nel ruolo di Dorval, Nicola Ciccariello nel ruolo di             Leandro Dalancour, Stefania Benincaso          nel ruolo di Angelica, Giovanni Magno nel ruolo di         Valerio e Gianluca Delle Fontane nel ruolo di Picard.

Dopo le anteprime nazionali di Lecce  il 20 e il 21 novembre e di Viterbo l’1 e il 2 dicembre, dopo Roma lo spettacolo proseguirà in una lunga tournée tra Puglia, Marche, Piemonte e Lombardia.

 

“Il Burbero Benefico”

debutto sabato 4 dicembre 2007 Teatro Ghione

Via delle Fornaci, 37 Roma tel. 06 6372294

lo spettacolo proseguirà fino al 23 dicembre 2007

Ufficio stampa Carola Assumma

Tel. 06 3725743 mobile mobile +39 338 6927855

Nando Gazzolo, figlio d’arte, inizia a recitare molto giovane alla radio e a soli vent’anni, nel 1948, debutta in teatro accanto a Gandusio. E’ del ’51 il primo ruolo importante nell’allestimento dell’Antonio e Cleopatra di R. Ricci, Contemporaneamente interpreta il lavoro di doppiaggio e una ottima carriera televisiva, complice la sua voce intensa e particolare che arricchiva le sue ottime doti recitative e spesso gli faceva impersonare personaggi alteri, come l’ormai leggendario Duca di Vallombrosa in Capitan Fracassa. Altre parti di rilievo sono: Freddi Hamson nello storico sceneggiato La cittadella e quella da protagonista nella serie televisiva Sherlock Holmes. Nel ’71 è Thomas nei Buddenbrook e il narratore de Il mulino del Po. Parallelamente al suo lavoro in televisione ha continuato a recitare in palcoscenico soprattutto in un repertorio di teatro classico. Memorabile e contrastato è stato l’allestimento della pièce di Dario Fo, Chi ruba un piede è fortunato in amore (’70). E ancora, con S. Sequi in Come vi piace, l’Anfitrione di H. von Kleist con la regia di Pagliaro. E’ diretto da W. Manfrè in Il gioco delle parti di Pirandello. Nel 1998 ha avuto un notevole successo nella parte di Shylock ne Il mercante di Venezia. Ha allestito un recital shakespeariano, un collage di brani tratti da numerose commedie e tragedie del drammaturgo inglese.

Lungo tutti gli anni '70 è stato elegante testimonial dell'Amaretto di Saronno in caroselli in cui declama brani teatrali e poesie, parla di eventi storici e di tradizioni del costume italiano, legge frammenti di opere narrative e conversa con gli ospiti a tavola.

 

Il Burbero benefico (Geronte) è un uomo buono ma dal temperamento collerico, temuto dai suoi nipoti Leandro e Angelica, che non osano parlargli apertamente dei loro problemi. E' la governante Marta che lo informa della disperazione di Angelica, poiché il fratello Leandro vuole chiuderla in convento per non doverla mantenere, essendo oberato di debiti per amore della moglie. Così Geronte pensa di trovare un buon marito per la nipote. Intanto i creditori minacciano di fare arrestare Leandro se non paga i suoi debiti. La situazione si complica e, alla fine, dopo peripezie e sotterfugi, il Burbero Geronte messo al corrente dell'intera situazione, si commuove e per amore dei nipoti sistemerà ogni cosa.

Le riforme goldoniane. Goldoni riuscì nel difficile intento di costringere l’attore ad abbandonare l’improvvisazione per adeguarsi a un copione scritto e imparato a memoria; le trame non sono complesse, l’interesse è tutto rivolto allo scavo psicologico dei singoli individui.  Lo stesso Goldoni, nella prefazione alla prima stampa delle sue commedie (1750), afferma che l’osservazione del mondo, della vita reale, sta alla base del suo teatro.

Carlo Goldoni  nasce a Venezia il 25 febbraio 1707. Attratto dal mondo del teatro segue una compagnia di comici fino a Chioggia dove risiede la madre. Ricopre molteplici incarichi che lo portano in molte città d'Italia fino al 1747, anno in cui torna a Venezia dando inizio al periodo più felice e fecondo del suo teatro che vide nascere tra le altre La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La locandiera, Le massere,  Il campiello. Nel 1758 si reca a Roma, non ha però una buona impressione dei teatri della capitale e ritorna a Venezia, dove scrive tra le altre opere I rusteghi, La casa nova, Sior Todero brontolon, Le baruffe chiozzotte. Il 1762 vede l'addio a Venezia e all'Italia, accompagnato dalla moglie a dal nipote si reca a Parigi, lavorando prima per la Comédie Italienne e poi a corte come insegnante di italiano; a Parigi scrive in francese Il burbero benefico e quella che sarà la sua ultima opera, i Mémoires. Malato e ridotto in povertà muore a Parigi il 6 febbraio 1793 mentre infuria la rivoluzione. 

 

Note di regia

Un dialogo su due linee parallele basato su argomenti diversi che si incontrano e scontrano è l’origine del malinteso su cui si basa la commedia. Un equivoco linguistico, dunque, durante una partita a scacchi che viene sempre rimandata perché la storia si intromette e sovrappone. Come la partita vede di fronte due avversari così questi personaggi  goldoniani sono sempre doppi. Il titolo è già doppio (burbero e benefico, parole in contrapposizione tra loro) è doppio il “nostro” Burbero che nasconde una duplice indole, una qualità negativa (burbero) e una positiva (benefico) Così tutta la comicità nasce proprio dalle sue qualità negative che muovono i malintesi della storia. Sono doppi anche il nipote e la moglie, descritti come figurine vanesie, tipiche di un settecento frivolo e inconsistenze, mentre nascondono qualità umane che nello svolgersi della vicenda prenderanno corpo.

Il “Burbero” sviluppa la grande tradizione della commedia goldoniana, appartiene alla categoria dei “todari” che non parlano ma brontolano. Questa duplice personalità del vecchio Geronte e degli altri personaggi la si è voluta vedere come conseguenza di un forte cambiamento di pensiero che si andava attuando nel 700 inparticolare in Francia dove Goldoni si era trasferito, ma,  non più giovane e abituato ad una realtà italiana più statica, aveva difficoltà a liberarsi delle strutture sperimentate e a sposare per intero la visione illuminista. Questo stato di sospensione crea nella commedia un gioco che l’abilità consumata dell’autore sa tessere con maestria. I personaggi sono sempre diversi da come appaiono, così però escono definitivamente dalla commedia dell’arte

Anche oggi ci troviamo in una fase di cambiamenti continui, che generano, nei soggetti più sensibili, una sorta di sospensione. E’ questo l’aspetto che si è voluto evidenziare con il nostro allestimento. Pur rimanendo in una tipica ambientazione goldoniana, si sottolinea la difficoltà generata  dal parziale consumo della comunicazione che impedisce agli interlocutori  di comprendersi appieno. Non quindi un Goldoni malinconico e lezioso, ma una commedia ricca di umanità, dove i personaggi si muovono senza comprendersi tra loro. Questa dimensione “astratta” coincide con un senso ironico della vita da cui scaturisce una deliziosa comicità

                                                                                                                      Maurizio Faraoni

 

Note dell’adattatore

Il burbero benefico, scritto in francese e rappresentato per la prima volta  con straordinario successo alla Comédie Française il 4 novembre 1771, appartiene ai capolavori  di Goldoni, ma, in questi ultimi anni, è stato stranamente poco frequentato dai nostri attori e registi. L’edizione che si propone, nell’adattamento di Giovanni  Antonucci, drammaturgo ma anche studioso di Goldoni e autore di una fortunata edizione  in cinque volumi dei suoi Capolavori,  parte dal testo francese che, soprattutto nel dialogo, è più sciolto e più brillante rispetto alla traduzione in italiano che ne fece lo stesso autore. L’intenzione è di  restituire nella nostra lingua  l’umorismo e la comicità insieme del testo originale .

Un altro elemento fondamentale che l’adattamento intende sottolineare è il goldonismo del “ Burbero benefico”, spesso negato dalla critica e anche da alcuni interpreti. In realtà Goldoni non imita Molière , come troppe volte è stato scritto, ma resta se stesso nel cogliere il rapporto fra il protagonista Geronte e la società che lo circonda. D’altra parte, la struttura della commedia ricorda quella di altri capolavori goldoniani, come “ La casa nova” e “Sior Todero brontolon”, riletti peraltro in una chiave diversa, dopo aver assimilato in modo stupefacente la tradizione della commedia francese.

L’adattamento si propone, infine, di cogliere meglio lo spirito illuminista che è a fondamento della commedia e che le dà una vivacità  singolare di temi e situazioni.

                                                                                                              Giovanni Antonucci

 


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