Unicredit vede il Monte di Pietà ? Dove finiranno i nostri pegni ?

01/mag/2018 11:21:59 luca pagni Contatta l'autore

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Lo scorso novembre Unicredit ha annunciato la firma di un accordo per la vendita della sua attività sul pegno, meglio nota come Monte di Pietà, con oltre 300 anni di storia, all'austriaca Dorotheum.

Da più di un anno sta passando  in sordina la trattativa tra Unicredit e la casa d'aste austriaca Dorotheum per cedere il ramo di azienda dei crediti su pegni in italia, attività divenuta negli ultimi anni molto redditizia.

Al momento nessuno, neanche i sindacati, conoscono  i termini di questa cessione e la fine degli impiegati, ne per quale motivo Jean Pierre Mustier che rappresenta la maggioranza francese di Unicredit, non ritenga di dover trattare anche con le banche italiane.

A questa operazione pare fosse  interessata anche il credito valtellinese ed una Cassa di Risparmio.

Non è chiaro, come intendano gestire il credito sui pegni garantiti dai preziosi degli italiani, con l'attività principale della vendita all'asta dei preziosi, considerato il netto contrasto delle predette attività  fra di loro.

Sarebbe come vedere un chirurgo che mentre esercita la propria professione, apre anche una impresa di pompe funebri.

Per chi è costretto a ricorrere al pegno come ultima forma di finanziamento, verrebbe meno.la garanzia  di poter disimpegnare i preziosi senza il rischio di vederseli mettere all'asta per impossibilità nel rinnovo delle polizze 

Cosa succederà agli ori degli italiani in caso di fallimento della casa d'aste, che diverrà una società e non sarà più un istituto di credito con regole bancarie chiare e vincolanti ?

Non è chiaro neanche se le aste si terranno in Italia o a Vienna, come  avviene attualmente, e se i preziosi degli italiani verrano conservati nei caveau in italia o viaggeranno verso Vienna.


Queste sono solo alcune delle domande poste dai
Fratelli D'Italia al M5S ed a Nicola Zingaretti, prima delle ultime elezioni.

Ad oggi questa richiesta di chiarimenti sembra essere caduta nel vuoto e non se ne parla a nessun livello istituzionale.

Purtroppo a ben vedere, non si tratta di una mera operazione finanziaria, da far conoscere solo sui quotidiani economici, ma dovrebbe arrivare a tutte quelle persone che per varie vicissitudini ricorrono sempre più numerose al pegno come ultima forma di finanziamento, e stiamo parlando di categorie molto diversificate tra cui anziani, famiglie che non arrivano a fine mese, commercianti ed imprenditori. 

Tutti Cittadini hanno il diritto di sapere che i loro ricordi prezioni  rischiano di non essere  più custoditi in "cassaforti sicure"  come si è pensato dal' 500 fino ad oggi, ma che esiste un possibile rischio di speculazione. 

A fine precauzionale i Fratelli D'Italia si raccomandano che, prima di firmare qualsiasi polizza, se ne devono leggere attentamente tutti gli articoli,  soprattutto quelli scritti in carattere più piccolo.
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