PER VERDI: OMAGGIO A PAVAROTTI, Roma 21/12/07 - 24/02/08

PER VERDI: OMAGGIO A PAVAROTTI, Roma 21/12/07 - 24/02/08 M O S T R A M u s e o N a z i o n a l e d e g l i S t r u m e n t i M u s i c a l i PER VERDI Omaggio a Luciano Pavarotti Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Roma, Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9 21 dicembre 2007 - 24 febbraio 2008 COMUNICATO STAMPA Giovedì 20 dicembre 2007 il Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali Danielle Mazzonis inaugura la mostra "PER VERDI - Omaggio a Luciano Pavarotti" a cura di Luciano Marchetti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Renato Meucci, Università degli Studi di Milano e Pierluigi Petrobelli, Direttore dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani.

20/dic/2007 06.22.00 Novella Mirri Contatta l'autore

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M O S T R A

M u s e o N a z i o n a l e d e g l i S t r u m e n t i M u s i c a l i

PER VERDI
Omaggio a Luciano Pavarotti

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
Roma, Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9

21 dicembre 2007 - 24 febbraio 2008


COMUNICATO STAMPA


Giovedì 20 dicembre 2007 il Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali
Danielle Mazzonis inaugura la mostra "PER VERDI - Omaggio a Luciano
Pavarotti" a cura di Luciano Marchetti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Lazio, Renato Meucci, Università degli Studi di Milano e
Pierluigi Petrobelli, Direttore dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani.
L'esposizione, dedicata al genio del grande Maestro dell'Opera Italiana e alla
innovazione da lui apportata nella concezione dello spettacolo operistico e
dell'orchestra, vuole essere anche un omaggio a uno dei suoi maggiori
interpreti, l'indimenticabile Luciano Pavarotti.

La mostra, che si terrà dal 21 dicembre 2007 al 24 febbraio 2008 al Museo
Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, è promossa dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, dalla Direzione Regionale per i beni culturali e
paesaggistici del Lazio e dal Polo Museale Romano in collaborazione con
l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma, il Teatro dell'Opera di Roma,
Radio RAI e Rai Teche.

Saranno eccezionalmente esposti bozzetti di scenografie, fotografie, figurini e
costumi moderni disegnati da grandi artisti accanto a una selezione di strumenti
musicali tra cui le "perle" del Museo: l'Arpa Barberini, il Cembalo Müller, il
Pianoforte di Cristofori, le tibie in avorio e osso del II sec. d.C.; il tutto
accompagnato da registrazioni audio e proiezioni video.
La mostra è realizzata e organizzata da Comunicare Organizzando di
Alessandro Nicosia.

L'esposizione intende mettere in evidenza l'importanza dell'aspetto visivo nello
spettacolo verdiano, come pure gli strumenti musicali che ebbero una rilevanza
nella diffusione della musica del Maestro anche al di fuori della sua sede
originaria, e cioè il teatro.

Come afferma Francesco Ernani, Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma:
"Il Teatro dell'Opera Pantheon di tutte le opere in cui esse si fondono, frutto della
genialità non isolata di una sola arte ma compendio di musica, poesia e arti
figurative, nasce e vive per realizzare Cultura musicale e trovare in essa la sua
immortalità".

Il percorso della mostra delle opere verdiane si svilupperà nelle sei sale del
Museo degli Strumenti Musicali, e tre saranno dedicate a Luciano Pavarotti, il
gradissimo tenore recentemente scomparso.

La sezione realizzata da Nicoletta Mantovani con partiture appunti, fotografie,
locandine degli spettacoli, registrazioni audio e video delle sue interpretazioni, i
programmi di sala, i costumi indossati per il Rigoletto, il Trovatore, l'Aida e il
Don Carlos, vuole testimoniare il grande amore del tenore per Verdi e per le sue
opere, a cui deve alcune delle sue più famose interpretazioni.

"Se ripenso alla voce di Pavarotti l'altra cosa che mi viene subito alla mente è la
giovinezza. Da quando ha debuttato nella Bohème di Modena fino a quando ci ha
lasciati, la sua voce ha continuato ad essere quella di un ragazzo, esprimendo
tutto l'ottimismo, la voglia di conquistare il mondo, i sogni della giovinezza.
Anche i personaggi che sono rimasti indelebilmente legati a Pavarotti sono tutti
giovani uomini che debuttano nel gran teatro della vita... Cantando quei ruoli,
Pavarotti era riuscito a combinare le doti dei due più grandi tenori italiani fra le
due guerre mondiali, la bellezza timbrica di Beniamino Gigli e la dizione nitida e
coinvolta di Tito Schipa" (Carlo Majer, già Direttore del Teatro Regio di Torino e
del Teatro di San Carlo di Napoli).

Prima di Verdi la scenografia era in buona sostanza solo uno sfondo neutro
davanti al quale l'opera si cantava, per Verdi invece l'ambientazione della
vicenda drammatica, i movimenti sulla scena dei cantanti-attori e il gioco delle
luci sono tutte componenti altrettanto importanti quanto la parte musicale. In
questa mostra sono esposti i bozzetti delle scenografie di opere per le quali
abbiamo notizia, diretta o indiretta, di interventi del Maestro riguardanti anche la
loro realizzazione scenica.
Le visionarie e rivoluzionarie scenografie di Giuseppe Bertoja per la prima
assoluta di Attila alla Fenice di Venezia, del 1846 e quelle ideate per Macbeth nel
1873-74, le scenografie di Carlo Ferrario e Giovanni Zuccarelli per Don Carlos
del 1884, ed esposte per la prima volta le scenografie ideate dall'austriaco
Andreas Leonhard Roller, scenografo ufficiale dei teatri imperiali di Pietroburgo,
per la prima rappresentazione de La forza del destino (1861-62).
Una sala è dedicata completamente alle scenografie per il Rigoletto,
interpretazioni sceniche a partire da quelle per la prima rappresentazione alla
Fenice di Venezia nel 1851 di Giuseppe Bertoja, affiancate dalle interpretazioni
di Alessandro Prampolini e di Filippo Peroni e da quelle novecentesche di Carelli
e Furiga . Un'altra sala è completamente dedicata all'ultimo capolavoro verdiano,
il Falstaff, con i bozzetti ideati da Adolfo Hohenstein per la prima alla Scala del
1893 e le successive interpretazioni novecentesche di Parravicini e di Mario
Vellani Marchi.
Nella sala dedicata ad Aida, le scenografie delle prime rappresentazioni italiane
del 1872 alla Scala di Milano e al Regio di Parma, grazie alle quali Gerolamo
Magnani trovò la convinta approvazione di Verdi. Speciale risalto è dato alla
scenografia ideata da Alessandro Prampolini per Il trovatore la seconda scena
del primo atto. Questa scenografia, creata appositamente per la prima
rappresentazione dell'opera al Teatro Apollo di Roma nel marzo 1853, è stata
scoperta da Olga Jesurum durante la preparazione di questa mostra.

Particolare rilievo verrà dato nella mostra a quattro strumenti di eccezionale
rilievo che fanno parte della collezione del Museo Nazionale degli Strumenti
Musicali. Soltanto tre sono gli strumenti superstiti fra quelli costruiti
dall'inventore del pianoforte Bartolomeo Cristofori, quello datato 1722 fa parte
della collezione romana. Sempre nel campo degli strumenti a tastiera il Museo
possiede il più antico clavicembalo tedesco, costruito da Hans Muller nel 1537.
L'Arpa Barberini, opera forse di G. B. Soria e risalente al 1630, è uno stupendo
esemplare che glorifica, anche con il suo aspetto esteriore, i fasti della famiglia
principesca. Completa questa sezione della mostra, dedicata agli strumenti
d'eccellenza del Museo, un esemplare di tibie doppie romane, risalenti al II
secolo d.C. restaurate a cura dell'Istituto Centrale per il Restauro. Esse facevano
parte della collezione di Evan Gorga, noto collezionista di antichità (1865 - 1957).
La loro provenienza è incerta, anche se sono state riscontrate analogie tecniche
e stilistiche con le tibiae conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di
Napoli. Il restauro è stato una importante occasione per studiare le tecniche
esecutive e funzionali di questo tipo di strumento. Nel corso del trattamento di
restauro le tibiae sono state sottoposte ad interventi diagnostici di cui si dà
ampio conto nei pannelli della mostra.


La mostra verrà inaugurata il 20 dicembre alle ore 18.00.
Seguirà alle ore 20.00 un grande concerto aperto al pubblico nella adiacente
Basilica di S. Croce in Gerusalemme.
La Nova Amadeus Mozart Chamber Orchestra diretta da Stefano Sovrani
eseguirà un programma con musiche tradizionali natalizie tra cui il Concerto
Grosso n. 8 Fatto per la Notte di Natale di Arcangelo Corelli, Stille Nacht di Xaver
Gruber e White Christmas di Irving Berlin.
Accanto a queste anche esecuzioni di grande suggestione come l'Ave Maria di
Bach/Gounod, l'Adagio in sol minore di Tomaso Albinoni, Thais Meditation per
violino e orchestra di Jules Massenet, la Sonata in Sol Maggiore di
AntonioVivaldi, il Canone in d di Johann Pachebel e Pizzicato Polka di Johann
Strauss.



Sponsor: BNL Gruppo BNP PARIBAS
Realizzazione e organizzazione: Comunicare Organizzando
Catalogo: Comunicare Organizzando a cura di Maria Cristina Bettini con testi di
Carlo Majer, Renato Meucci, Pierluigi Pietrobelli e Francesco Reggiani

INGRESSO LIBERO
Orario: dal martedì a domenica 10.00 - 18.00; chiusa il 25 dicembre e il 1 gennaio
Informazioni: 06/7014796

Ufficio Stampa:
Novella Mirri, tel. 06/32652596; cell. 335/6077971; e-mail:
ufficiostampa@novellamirri.it


Roma, dicembre 2007


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