mostra a loreto: il paesaggio marchigiano nelle foto di Floriano Grimaldi

07/apr/2008 13.49.00 Gabiella Papini Contatta l'autore

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FOTO DI FLORIANO GRIMALDI

Antica e moderna spiritualità

 

Loreto, Sala degli Svizzeri del Museo Pinacoteca

fino al 31 maggio 2008

 

da Marco Aurelio, a Francesco di Assisi, a Pascal e Tolstoi

la voce del vento, l’occhio di una colomba,  il profumo di un prato, la luna nella notte 

la spiritualità del paesaggio marchigiano

 

 

 

COMUNICATO STAMPA -

La rappresentazione del paesaggio è sempre stata uno degli aspetti più interessanti  della fotografia.

Tradizionalmente è fatta  di ardimento, di vette, di crepacci, di gole, di avventure oltre il limite. Niente di tutto questo nella mostra  attualmente  allestita  a Loreto nella  la Sala degli Svizzeri  del Museo Pinacoteca, dove più di 100 scatti di Floriano Grimaldi raccontano della spiritualità del paesaggio, dell’intimità, della semplicità di affetti e gesti quotidiani,  come accarezzare un gatto, cogliere un fiore,  riempire d’acqua una brocca. Si tratta di sguardi  che scavano nel profondo ma con tenerezza, con rispetto per la storia di cose e  persone.  Fotocolor dal segno  marcatamente antropologico: volti di vecchi, di bambini, di animali. Una ricerca del calore  e dello  scorrere  della vita. Simboli ridotti al minimo: la ciotola, il cane, l’erba, il sole, la terra, l’uovo. Segni materiali  di una forte spiritualità. Più la materia , il volume, la  forma, il colore sono evidenti più gli stessi sembrano poi immediatamente rarefarsi, farsi luminosamente diafani e trasparenti per diventare anima.

Dal piccolo particolare, come ad esempio le piume di un pettirosso, o  la ruggine della vanga dell’orto, ai riccioli bianchi  delle capre  l’orizzonte si allarga improvvisamente su acque trasparenti di torrenti, su cieli al tramonto, su spazi immensi.   La contadina alla finestra è già nell’infinito, lontana secoli dal paesaggio urbano; il respiro  è già  universo.

Due grandi pannelli introduttivi consentono  poi di  procedere  agevolmente nel  percorso espositivo

( immagini per lo più realizzate in terra umbro-marchigiana),  e di affrontare  con  intensità ed impegno il tema della mostra.

I pannelli riportano  testi  di antica e nuova spiritualità, come il Salmo 8  della Sacra Scrittura  e l’ Invocazione al grande Spirito nella tradizione dei pellirosse Chippewa,  a significare come la voce del vento, l’occhio di una colomba,  il profumo di un prato  siano fonte di bellezza e di gioia.  Anche le didascalie  sono ispirate a testi sacri e massime filosofiche e letterarie. Si tratta comunque  di un  unico canto, o cantico,  quello che da sempre dalla terra  si alza verso il cielo.

La mostra di Grimaldi  anche   attraverso la lettura  di frammenti di testi  quali il Cantico delle Creature di san Francesco di Assisi, le Confessioni di Sant’Agostino, i pensieri di Marco Aurelio, le meditazioni di filosofi francesi (Pascal) e di letterati russi (Tolstoj) spinge fortemente a vivere la  parabola del creato come  porta attraverso la quale si può giungere  a Dio.   Questi  fiori, piante e animali così come  una luna nella notte o un pallido sole  all’alba altro  non sono che  un invito a varcare le soglie  del tempo per tuffarsi nell’eternità ed ascoltare il sorriso di Dio.

 

La mostra, che sarà visitabile  fino al 31 maggio, effettua gli orari del Museo Pinacoteca:  ore 9-13; 16-19.

Chiuso il lunedì.

 

Ufficio Stampa: Gabriella Papini info 071 200648-  3338358071 - 3475080306

 

 
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