NICOLA DE MARIA AL MACRO

30/gen/2004 13.59.14 Novella Mirri Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

MACRO APRE IL NUOVO ANNO CON LA PRIMA GRANDE MOSTRA DI
NICOLA DE MARIA
IN UN MUSEO PUBBLICO ITALIANO



nella Galleria Vetrata
Nanni Balestrini


nelle Sale Panorama le mostre di
Elisabetta Benassi
e
Pascale Marthine Tayou



Venerdì 30 gennaio 2004, ore 18.00


MACRO apre il nuovo anno con la presentazione della prima grande mostra di Nicola De Maria in un museo pubblico italiano. La mostra, curata da Danilo
Eccher, direttore del MACRO, e da Achille Bonito Oliva, comprende delle opere realizzate negli spazi museali dall'artista stesso. Al fine di presentare
una veduta d'insieme della produzione di De Maria, il MACRO espone inoltre una serie di dipinti di diversi periodi.

Nella Galleria Vetrata, Nanni Balestrini, uno dei fondatori del movimento letterario "Gruppo 63", espone alcune installazioni che giocano sulla
contaminazione tra linguaggio poetico ed arti visive.

Infine, nelle Sale Panorama, il MACRO propone due artisti giovani ma già protagonisti dell'arte internazionale: Elisabetta Benassi, che si presenta nella
propria città con un nuovo lavoro che invita a riflettere sugli esiti e i rischi della civiltà tecnologica; Pascale Marthine Tayou nativo del Camerun che
espone un progetto in divenire focalizzato sulla possibilità di incontro tra tradizioni e religioni differenti.



VIA REGGIO EMILIA 54 00198 ROMA tel. centralino +39 06 6710 7929 fax +39 06 855 4090
www.comune.roma.it/macro macro@comune.roma.it

Sale Macro
NICOLA DE MARIA
a cura di Achille Bonito Oliva e Danilo Eccher
La grande mostra di Nicola De Maria che MACRO presenta nei suoi spazi di Via Reggio Emilia a partire dal 30 gennaio 2004 è la prima esposizione
antologica che un museo pubblico italiano dedica all'artista.
Affermato sul piano internazionale, Nicola De Maria esegue appositamente per il MACRO quattro grandi dipinti su parete che definiscono quattro sale
dedicate ai temi più significativi della sua produzione pittorica: il "regno dei fiori", l'"astratto", il "materico" e i "notturni". L'artista ha lavorato con
pigmenti su tele di quattro metri per otto realizzando in situ dei grandi ambienti pittorici, ai quali si aggiunge una selezione di opere su tela che
supportano la lettura del percorso artistico di Nicola De Maria sia da un punto di vista tematico che cronologico.

In questa occasione il museo realizza una pubblicazione bilingue (italiano-inglese), edizioni Electa, che comprende saggi di Achille Bonito Oliva, Danilo
Eccher, Zeno Birolli, Rudi Fuchs, John Yau, una poesia di Francesca Genti, oltre ad un'ampia selezione di immagini e un vasto apparato bio-bibliografico.

Note biografiche
Nato a Foglianise (Benevento) il 6 dicembre 1954, Nicola De Maria vive e lavora a Torino.
La prima produzione di disegni a matita, pastello, olio e acquerelli è la premessa alla definitiva scelta linguistica dell'artista che trova nella pittura il
mezzo più appropriato per esprimersi.
Alle opere su tela si affiancano, dalla fine degli anni Settanta, i dipinti murali che svelano la spiritualità e il lirismo dei suoi lavori: trascende così dai
confini del dipinto e occupa lo spazio espositivo con la creazione di ambienti.
Il suo lavoro, che si concentra sull'astrazione pura, è caratterizzato da un brillante cromatismo con il quale recupera le antiche tecniche utilizzate dagli
antichi maestri dell'affresco, rinnovando il rapporto con la tradizione pittorica e con la cultura classica.
Aderisce al gruppo della Transavanguardia partecipando a numerose esposizioni collettive curate da Achille Bonito Oliva, realizzando una serie di lavori
non figurativi che oscillano tra il grande e il piccolo formato.

Tra le numerose esposizioni personali si segnalano quelle presso le Gallerie Sperone Westwater (New York), Lelong (Parigi), Col (Osaka), Cardi (Milano),
Toselli (Milano), Karsten-Greve (Colonia), Musèe des Beaux Arts Nimes (1994), Kunstverein Ludwigsburg (1994), Liechtensteinische Staatliche
Kunstsammlung, Vaduz (1998) e la partecipazione alla LXVIV Biennale di Venezia (1990).




Galleria Vetrata
Nanni Balestrini

Nella Galleria Vetrata, Nanni Balestrini, uno dei fondatori del movimento letterario Gruppo 63, espone alcune installazioni che giocano sulla
contaminazione tra linguaggio poetico ed arti visive.
Al MACRO presenta quattro delle sue famose "Colonne verbali" e due nuove opere ideate per l'occasione: "Incipit" e il "Grande Cubo" entrambi realizzate
in alluminio.

"… la colonna, avulsa dalla sua funzionalità architettonica per erigersi come monumento urbano, s'impone con la sua verticalità e la sua vertebralità
infinita, su cui i segni possono scorrere senza limiti verso i cieli, ritmando il movimento circolare dello spettatore. Strappati dalla cronaca quotidiana, i
lacerti della stampa disegnano inedite costellazioni mentali e invitano il pubblico volonteroso a misurarsi con la sua capacità di


interpretare le ragioni della sua miserabile irrimediabile passività. La scrittura nasce come atto visivo, è il linguaggio che s'imprime nella pietra,
nell'argilla, nel marmo, che dalle stele, dagli obelischi, dalle lapidi dell'antichità impone sentenze immutabili, e oggi ricopre le metropoli con le effimere
lusinghe della pubblicità e con la violenza dei graffiti sovversivi. E' la scrittura pubblica, che anticipa quella privata, e invia all'occhio delle moltitudini i
suoi messaggi indiscutibili, che non attendono risposte ma assenso o indifferenza. In questo senso la letteratura e l'arte congiuntamente hanno da
sempre operato sulla materialità della parola, sul suo farsi figura e oggetto, sulla frantumazione di ogni lettura lineare. Forme di comunicazione visiva
che hanno attraversato un momento radicale con le grandi avanguardie del secolo scorso, dissolvendo definitivamente il significato del segno verbale
nel suo significante ottico. " (Nanni Balestrini)


Note biografiche
Nato a Milano nel 1935, all'inizio degli anni Sessanta fa parte dei poeti "Novissimi" e del "Gruppo 63", che riunisce gli scrittori della neoavanguardia. Nel
1961 compone la prima poesia realizzata con un computer. E' l'autore del ciclo di poesie sulla Signorina Richmond e di romanzi sulle lotte politiche del
1968 e del decennio successivo, come Vogliamo tutto e Gli invisibili.
Parallelamente a quella letteraria svolge un'attività nel campo delle arti figurative. Ha esposto in numerose gallerie in Italia (Edicola Notte, Roma Le Tribù
dell'Arte, Roma - 2001; Paesaggi verbali, Galleria Emilio Mazzoli, Modena - 2002) e all'estero e nel 1993 alla Biennale di Venezia.
Tra le pubblicazioni recenti ricordiamo: Una mattina ci siam svegliati, romanzo, Baldini & Castoldi, 1995; Estremi rimedi, poesia, Manni, 1995; L'orda
d'oro (con Primo Moroni), saggio, Feltrinelli 1997; La Grande Rivolta, comprende i romanzi Vogliamo tutto, Gli invisibili, L'editore, Bompiani 1999; Le
avventure complete della signorina Richmond, poesia, Testo&Immagine 1999; La violenza illustrata, romanzo e Blackout, poesia, DeriveApprodi 2001;
Elettra, operapoesia, Sossella 2001; Gruppo 63, l'antologia, Testo&Immagine, 2002; Parma 1922, radiodramma, DeriveApprodi, 2002; Tutto in una volta,
antologia di poesie, Edizioni del Leone, 2003; Sfinimondo, poesia, Bibliopolis, 2003.




Sale Panorama
Elisabetta Benassi
a cura di Gianfranco Maraniello
Una giovane protagonista dell'arte internazionale, Elisabetta Benassi occuperà le Sale Panorama con un nuovo lavoro creato appositamente per il
MACRO, dal titolo "Tutti morimmo a stento".
L'artista si presenta nella propria città con un progetto ambizioso in cui confluiscono diversi motivi maturati negli ultimi anni della propria attività. In una
sorta di parabola della civiltà tecnologica e della minaccia di un suo cieco procedere verso un drammatico fallimento, i protagonisti del nuovo lavoro di
Elisabetta Benassi sono degli uomini dotati di protesi progettate dall'artista in modo da trasformarli in odierne figure mitologiche, umanoidi che prestano
il proprio corpo a una fusione con macchine a motore: "motomen" secondo la definizione dell'artista che in una cupa arena sono gli attori di una tragedia
annunciata.

Il catalogo bilingue (italiano-inglese), pubblicato da Electa, ripercorre tutta l'opera dell'artista e dedica ampio spazio al nuovo lavoro progettato per la
mostra al MACRO. Oltre a una ricca selezione di immagini, il volume presenta i testi di Carolyn Christov-Bakargiev, Marco Belpoliti e del curatore della
mostra Gianfranco Maraniello.



Note biografiche
Elisabetta Benassi (Roma, 1966) è una delle protagoniste emergenti nel panorama artistico italiano. Ha già partecipato a mostre di rilievo internazionale
come l'ultima edizione di Manifesta (Francoforte, 2002) e la Biennale di Berlino (2001). Ha esposto al P.S. 1 di New York (in Special Projects, 2000), a
Villa Medici a Roma (La Ville, Le Jardin, la Mémoire, 2000) e recentemente al Castello di Rivoli (in I moderni/The Moderns, 2003). Le sue opere sono
presentate anche nell'antologia Cream 3, la celebre pubblicazione della casa editrice londinese Phaidon, che segnala gli artisti di spicco della scena
mondiale.

Ricca di allegorie, riferimenti alla politica, alla psicoanalisi, alla tradizione culturale e artistica italiana, tutta l'opera di Elisabetta Benassi condensa
queste tematiche in video e installazioni capaci di grande suggestione emotiva. I personaggi protagonisti dei suoi lavori sono androgini, maschere
inquietanti, gemelli o sosia, come quello di Pier Paolo Pasolini che, in motocicletta o in un improvvisato giocare a calcio in uno stadio vuoto, pare
accompagnare l'artista in un'esplorazione della decadenza e del disimpegno odierni.


Sale Panorama
Pascale Marthine Tayou

Il giovane artista camerunense, Pascale Marthine Tayou espone un nuovo lavoro creato appositamente per il MACRO: "Omnes Viae Romam Ducunt"
(Tutte le Vie portano a Roma), un progetto in divenire focalizzato sulla possibilità di incontro tra famiglia, emigrazione, tradizioni e religioni differenti, che
richiama parte dei temi ricorrenti nel lavoro dell'artista. L'opera prende spunto da una lettera scritta alla madre in Camerun invitandola a venire a Roma.
L'installazione composta da fotografie e filmati è come un allestimento teatrale dell'invito rivolto alla madre, in attesa di una risposta. In un secondo
momento sarà presentato il film con la narrazione della visita della madre a Roma.

In occasione della mostra, la casa editrice Electa presenta un catalogo illustrato bilingue (italiano/inglese) con testi di Jerômè Sans, critico e curatore del
Palais di Tokyo e Philippe Pirotte.


Note biografiche
Nasce a Yaoundè in Camerun nel 1967. Vive e lavora tra Yaoundé e Bruxelles.
Nelle sue opere i richiami alla cultura africana sono talvolta dominanti, altre volte assenti, sostituiti da un intervento diretto sul sistema dell'arte
occidentale. L'artista propone progetti aperti all'imprevisto, la cui realizzazione dipende spesso dal materiale accumulatosi sul luogo dell'esposizione:
tale modalità di procedere è il segno di un nomadismo contemporaneo. Tayou realizza quadri, video e installazioni complesse assemblando la pittura e i
video con materiali riciclati e rifiuti urbani. Attraverso il suo lavoro riesce a trasformare materiali di scarto in istallazioni che suggeriscono una continua
ricerca di nuovi percorsi ed esiti culturali. Tayou riesce a dare una lettura inedita di alcuni oggetti quotidiani, trasformando gli spazi espositivi in una
sorta di arena in cui concentrare le energie del pubblico, Tayou riesce a dare una lettura inedita di alcuni oggetti quotidiani. Le sue opere sono state
esposte in diversi musei, gallerie e rassegne d'arte: Biennale di Istanbul (2003), Villa Medici, Roma (2002), Documenta 11, Kassel, Biennale San Paolo,
Brasile (2002), Arco, Madrid (2001), Castello di Rivoli, Torino (2000), Biennale di Lione, Francia (2000), Biennale di Liverpool (1999), Galerie Bernard
Dulon, Parigi (1998).


SONO DISPONIBILI IMMAGINI IN FORMATO JPG


Presentazione alla stampa:
Venerdì 30 gennaio, ore 12.00


Inaugurazione delle mostre:
Venerdì 30 gennaio, ore 18.00




Scheda Informativa


Direttore: Danilo Eccher
Mostre: Nicola De Maria, Nanni Balestrini, Elisabetta Benassi, Pascale Marthine Tayou
Sede: MACRO, Via Reggio Emilia 54 - 00198 Roma
Presentazione alla stampa: Sala Conferenze MACRO, venerdì 30 gennaio 2004, ore 12.00
Vernice: venerdì 30 gennaio, ore 18.00
Durata mostre: 31 gennaio - 9 maggio 2004
Orario del MACRO: da martedì a domenica 9.00 - 19.00; festività 9.00 - 14.00; (lunedì chiuso)
Biglietto: intero € 5,20 ridotto € 4,20. Gratuito fino ai 18 anni e oltre i 65.
Informazioni: 06-67107900 - Fax: 06-8554090 - macro@comune.roma.it - www.comune.roma.it/macro
Servizi didattici: Dipartimento Didattico - tel. 06 6710 7923/25
Servizi al pubblico: bookshop, caffetteria, mediateca, postazioni multimediali

Referente del Macro per la stampa: Giannina Francalanci: tel. +39 06 6710 7915 / 06-8554090

Ufficio Stampa:
Maria Bonmassar: tel. 06-4825370 - 335-490311 - maria.bonmassar@tiscali.it
Novella Mirri: tel. 06-678 88 74 - 335-6077971 - ufficiostampa@novellamirri.191.it

Ufficio Stampa ELECTA:
Ilaria Maggi: tel: 02-21563250 - stampill@mondadori.it









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