FERRARA GIUGNO 2008
1-Intervista a Roberto Guerra futurista
-Associazione Ferrara Video&Arte- sezione futurismo- membro NeTfuturismo-RomaPresenze eretiche nella Città Lunare
*da la Nuova Ferrara - 11 settembre 2006 sezione: CULTURA E SPETTACOLI -Vincenzo Iannuzzo
FERRARA. Per i tipi della Este Edition, da oggi, è in vendita in tutte le librerie ferraresi l'ultimo lavoro di Roberto Guerra, poeta e saggista "futurista", dal titolo: "La Città Lunare" (con in copertina uno splendido e tematico disegno di Adriana Mastellari). La pubblicazione è una panoramica incentrata sull'avanguardia neoestense con recensioni pubblicate e non, apparse su riviste quali: Futurismo-Oggi, Il Giornale Giovani, La Revolte des Chutes. Guerra, come saggista, aveva già dato alle stampe, nel 1991, "Il Futuro del Villaggio-Ferrara città d'arte del 2000" (Liberty House) e nel 2000 "Marinetti e il Duemila" (Schifanoia) e conferma in quest'ultimo lavoro il suo stile postmoderno, abbastanza atipico nel panorama intellettuale ferrarese.
Questo breve saggio, particolarmente condensato, quasi come un microchips tra micrografie e citazioni di circa 150 protagonisti ferraresi di nascita o di adozione (alcuni celebri ed altri meno noti), esplora partendo dagli anni ottanta ad oggi, la nuova bellezza, i nuovi valori umanistici e scientifici del duemila, tra arte e scienza.
Più che un saggio estetico, il tuo, sembra un'indagine scientifica? «Come ha detto Baudrillard oggi l'arte pura è estinta, editoria, musei, istituzioni e il mercato artistico in genere sono dei meri simulacri; la scienza contemporanea, come suggerisce Enzensberger, tra altro oggi è più interessante anche per gli artisti». Un particolare contributo, comunque, a Ferrara città d'arte, con grande spazio a nuovi e giovani scrittori, videomakers e molte voci femminili? «Ferrara città d'arte, dopo le oggettive intuizioni degli anni ottanta-novanta è oggi una realtà complessa: accanto ai grandi eventi, questo mio libello, dopo oltre 20 anni di personale avanguardia militante, evidenzia la Ferrara città d'arte più futuribile e sperimentale...presenze relativamente eretiche, che testimoniano una cultura alternativa possibile e finalmente evoluta».
Lo stile delle pagine appare sereno e disincantato ma sullo sfondo, a volte, accenni a certa polemica? «Dieci anni fa circa fui scelto dal Comune di Ferrara per rappresentare la poesia nel circuito nazionale dei Giovani Artisti. Ora con questo mio libello mi sdebito, è un dono alla città, agli artisti ma pure ai tanti ferraresi che desiderano Ferrara davvero capitale di un nuovo rinascimento "elettronico". L'ideologia appartiene finalmente all'archeologia, pertanto tra grandi eventi e "avanguardie", tra realtà Arci da sempre creative e input scientifici importanti, Polo Tecnologico e "Biologi Evoluzionisti", la città è ancora vivissima; va da sé che magari la gente desideri anche artisti ed intellettuali meno piagnoni o meno silenti, capaci di parlare su alcuni temi cruciali della città, non solo per salvare ad esempio, delle pur gloriose trattorie». (v.i.)
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