FUTURISMO 2009 WEBZINE N.14 SUPERFUTURISMO SPECIAL

21/lug/2008 09.10.00 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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numero 14 speciale futurismo cento x cento per futurismo 2009  www.myspace.comfuturismo2009, la webzine  dedicata al futurismo contemporaneo. Ogni settna interventi dei futuristi ufficial contemporanei www.netfuturismo.it (Antonio Saccoccio, Gianni Getto, Netballa, Massimo Croce e altri) e dei futurismi attivi in Italia. In questo numero:
Saccoccio, Getto, Futurismo space, "Nuovo Futurismo"-

 

FUTURISMO STORICO 14 WEB ART.. di Antonio Saccoccio
Categoria: Web, HTML, tecnologia

WEB BLOG ART
..I blog (e in generale il web 2.0) rappresentano una delle maggiori novità in ambito sociologico e comunicativo. Nel mondo ci sono decine di milioni di blog. Milioni.
Se oggi c'è un movimento d'avanguardia che rinnova il Futurismo, questo è stato possibile solo attraverso i blog. I blog hanno creato il Net-Futurismo. Se si parte da questo presupposto chiunque può rendersi conto del potenziale creativo insito nei blog. I nostri blog non hanno soltanto creato un'opera, non hanno scritto insieme un libro, una poesia, non hanno scritto insieme un pezzo di musica o fatto un video. I nostri blog hanno creato un movimento artistico. Da zero. Il Net-Futurismo certamente riprende l'avanguardia futurista, ma ha avuto il merito di ricreare un movimento futurista nel XXI secolo, cosa che era data per folle fino a 2 anni fa.
Ho... voluto premettere questo, perché rispetto a questo aspetto ogni nostra iniziativa creativa (che sia un manifesto, una sintesi grafica, un brano di musica, un video, 10 foto etc.) viene ridimensionata ad elemento accessorio, e allo stesso tempo potenziata acquistando un valore che mai potrebbe avere.
Tutto è partito necessariamente dai blog ed è partito da un'idea, da una prima idea che è stata costantemente sviluppata fino ad assumere i contorni piuttosto definiti (ma mai definitivi!) che oggi ha.
Senza quell'idea nulla avrebbe potuto esistere. Nessun Futurismo. E nessun Net-Futurismo.
Sull'arte della connessione che pratichiamo attraverso il GSPPN non credo io debba ancora spiegarmi.... basta v3dere il sito... . Non sto dicendo nulla di così incredibile, visto che di tutta la net.art (quella vera) restano siti internet e mailing list.
Difficile dire che tutto questo è autoreferenziale. Grazie alla comunicazione sul web, tutto il mondo vive in modo interattivo, dialogando all'infinito. Autoreferenziale può essere chi scrive un diario e le chiude nel suo cassetto. Infine... voglo precisare certa presunta 'opposizione tra 'fare' e 'pensare' che mi sembra sia alla base di certi equivoci come emerge ad esempio da alcune critiche costruttive di futuristi contemporanei (Massimo Croce ad esempio). . La cosa fondamentale da capire è che non c'è opposizione tra 'fare' e 'pensare', e invece 'pensare' è una delle forme del 'fare'. Quando pensi fai qualcosa. Pensare è. Altrimenti il pensiero non esisterebbe. Quindi ribadisco che non c'è alcuna necessità di separare "fatti" e "pensieri", come si può  leggere in questo mio vecchio post:
http://liberidallaforma.blogspot.com/2006/10/pensiero-arte-e-azione.html
Ma al di là di ogni approccio filosofico, prendiamo gli esempi proprio dalla storia dell'arte.
Ogni movimento d'avanguardia, come ogni singolo artista realmente d'avanguardia, ha un suo pensiero forte alla base. È la ricerca, la riflessione su nuove idee che crea l'avanguardia.
L'avanguardia è questa. Significa postulare la possibilità di una nuova arte (e spesso, come nel caso del Futurismo, di una nuova società), che è ancora estranea alla mentalità corrente.
E poiché l'arte dell'ultimo secolo (almeno quella che interessa a noi) è arte d'avanguardia, andrà detto che quell'arte è arte di pensiero, di idee e di concetto, e mai vile e facile artigianato.
La rivoluzione futurista, come quella dadaista, nascono da un'idea nuova di arte. L'opera più celebre di quegli anni è un orinatoio rovesciato a cui è dato il titolo di Fontana. Duchamp non ha fatto praticamente nulla, ha avuto semplicemente un'idea. Perché era uno che pensava. E la storia dell'arte la fanno quelli che pensano.
Parte degli artisti del Novecento utilizzano addirittura i ready made, opere già fatte. In questo caso ancora c'è solo l'idea. L'opera è già fatta. Che c'è da fare? Nulla. C'è anche qui solo da pensare e riflettere.
E Russolo per cosa è ricordato? Per la sua grandissima idea: l'arte dei rumori. Per questo è ancora citato in tutti i testi di introduzione alla musica elettronica. Non sono certo riportati e analizzati esempi di sue musiche, non ha scritto praticamente nulla di decente. Anche qui ricordiamo l'idea. Solo la straordinaria idea.
E Cage? La sua opera più nota è 4'33''. Un brano di musica senza neppure una nota. 4 minuti, 33 secondi di silenzio. Non ha scritto nulla. Quindi possiamo dire ch non ha fatto nulla? Sarebbe una bestemmia! Non ha fatto nulla se riteniamo che il pensare non sia fare. In realtà ha fatto una gran cosa: ha avuto un'idea enorme. Unica. Ha pensato e fatto.
E Varèse? Ha di certo fatto ben poca cosa, visto che la sua opera completa è incisa in 2 miseri cd. Uno che faceva poco? Sarebbe stupido pensarlo. Era uno invece che in ogni sua opera racchiudeva in sintesi le riflessioni di mesi, anni. Per 15 anni non ha scritto praticamente nulla. Eppure fu un avanguardista vero.
E Anton Webern, il padre dell'avanguardia novecentesca? Ha fatto poco anche lui: i suoi pezzi sono spesso di 2-3 minuti. Uno scansafatiche? No. Uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi. La sua opera completa è in soli 6 cd. E sono inclusi anche lavori non numerati, che Webern in vita non aveva inserito tra le sue composizioni.
Parlo troppo di musica, è vero. Prendiamo le arti figurative? Quali sono i grandi approdi del Secondo Novecento? L'arte concettuale, la land art, l'arte povera. Sono tutte rivoluzioni di pensiero. Opere costituite da pensiero puro. Il fare è pensare. Il pensare è fare. E che fare!
Persino la pop art che potrebbe sembrare riprendere la produzione in serie, in realtà ha quasi sempre un pensiero dietro la sua produzione. E Warhol lo ha dimostrato nella sua "filosofia". Parole e pensieri, ancora una volta. Ci può essere un senso anche dietro la riproduzione in serie. Quando si pensa.
Ora, questa è la linea dell'avanguardia. Questa la linea della ricerca. Ed è la linea dell'avanguardia e della ricerca, non la mia linea. Non sto scoprendo nulla.
Oggi non si può tornare alla produzione para-artigianale. E, si badi bene, il mio non è un discorso elitario. L'artigianato è nobilissimo, ma è artigianato. L'arte si fa con il cervello. E chi più ne ha più è grande artista.
Produrre oggi senza alcuna riflessione paesaggi e vedute in serie (il Canaletto!) non ha senso. Per la produzione in serie oggi ci sono le macchine, e meglio ancora i computer. E quella è industria. Non arte.
Noi ricercatori estetici, noi avanguardisti dovremmo fare qualcosa in più...

Antonio Saccoccio- Netfuturismo-Roma-Latina 

 
 
 



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