Comunicato stampa cortona

26/set/2008 15.38.10 Villaggio Globale International Contatta l'autore

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CAPOLAVORI
ETRUSCHI
DALL’ERMITAGE

Cortona, dal 7 settembre 2008 all’11 gennaio 2009

Dal Museo Ermitage in mostra a Cortona importanti tesori dell’arte etrusca
È uno dei capolavori assoluti della plastica etrusca di età classica: raffigura un adolescente disteso
su un kline; fiero, bellissimo, aristocratico.
L’urna cineraria in bronzo, rinvenuta in una necropoli nei pressi di Perugia nel 1842, entrata a
far parte della famosa collezione del marchese Campana e acquisita nel 1861 dall’agente dello
zar Alessandro II, tornerà per la prima volta in Italia, a Cortona, in occasione di un’eccezionale
esposizione “Capolavori etruschi dall’Ermitage” che si terrà dal 7 settembre 2008 all’11 gennaio 2009
presso il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.
Un omaggio a Cortona, antica Lucumonia, da parte del grande Museo di San Pietroburgo che,
eccezionalmente, concede in prestito trenta importanti pezzi della sua collezione etrusca e che
avvia, anche attraverso la Fondazione Ermitage Italia, una collaborazione scientifica con la città che
vanta una grande tradizione nel campo degli studi e della ricerca archeologica e oggi, più che mai, è
impegnata su questo fronte.
La mostra apre infatti in occasione dell’inaugurazione di 6 nuove sale nel percorso espositivo del
MAE C, l’importante polo museale, cuore del Parco archeologico di Cortona, nato nel 2005 dalla fusione
del settecentesco Museo dell’Accademia Etrusca e il nascente museo dedicato alla Città Etrusca e
Romana, che si arricchisce adesso di ulteriori spazi e di nuove preziose opere e testimonianze.
La mostra, curata da Elena Ananich, Nadezda Gulyaeva, Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini e
organizzata da Villaggio Globale International – promossa da Comune di Cortona, MAEC, Museo
Statale Ermitage di San Pietroburgo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della
Toscana, Soprintendenza per Beni Archeologici della Toscana, Ente Cassa di Risparmio di Firenze,
Regione Toscana, Provincia di Arezzo, con la collaborazione della Fondazione Ermitage Italia –
proporrà, accanto alla preziosissima urna databile intorno alla metà del IV secolo a. C. (la sola statua
etrusca di questa tipologia, oggi nota, realizzata in bronzo e non in pietra) affascinanti testimonianze
degli antichi abitanti dell’Etruria che bene dialogheranno con le opere e i reperti esposti al MAEC.
Dall’Ermitage giungeranno una notevole selezione di vasi etruschi di rara bellezza e ottimo stato
di conservazione, prodotti nelle più importanti botteghe ceramografe delle città etrusche di Vulci e
Cerveteri, sia in bucchero che decorati nella tecnica a figure nere e rosse (dal Gruppo di Micali al
Gruppo La Tolfa a numerosi altri artisti).
Da segnalare in mostra, con il contributo allestitivo di Andrea Mandara, urnette in terracotta di
produzione chiusina che conservano mirabili tracce di policromia e, tra i bronzi, di particolare
interesse una serie di statuette votive (alcune rappresentanti divinità, una di un sacerdote, una di
arciere), due bellissimi specchi con figure incise e un’elaborata decorazione di carro in bronzo, in
forma di divinità solare, parte quest’ultima della collezione Campana.
L’acquisizione infatti, intorno alla metà del XIX secolo, di una parte della grande e multiforme
collezione del marchese Giampietro Campana, direttore di un istituto di credito romano ed entusiasta
archeologo dilettante, costituisce una pietra miliare nella storia dell’Ermitage, determinante per
l’arricchimento del Dipartimento di Antichità del grande museo russo.
Le difficoltà finanziarie avevano indotto il banchiere - la cui raccolta era famosa in tutta Europa - a
pratiche illegali, che gli procurarono una condanna a vent’anni di carcere costringendolo alla vendita
all’asta di tutti i beni.
L’annuncio dell’evento scatenò una vera guerra diplomatica tra i possibili compratori e il privilegio
della prima scelta concessa all’agente russo dal governo pontificio sollevò forti proteste sulla stampa
francese per lo smembramento della collezione.
L’affaire Campana, come titolarono i giornali dell’epoca, fece sì che l’agente Stepan Gedeonov - che
di lì a poco sarebbe stato nominato primo direttore del Museo Ermitage - riuscisse ad assicurarsi 500
vasi, 193 bronzi e 78 sculture, con alcuni pezzi chiave della produzione antica.
Cortona dunque si conferma centro di assoluto rilievo a livello internazionale nel campo dello studio
e della ricerca archeologica, interlocutore e punto di riferimento sulla cultura etrusca, attraverso il
MAEC, per i grandi musei europei, dando il via ad un progetto ad ampio raggio di cui il rapporto con
l’Ermitage segna il primo momento.
La collaborazione scientifica con il Museo di San Pietroburgo si rafforzerà anche attraverso una lectio
magistralis a Cortona sulle collezioni etrusche del Museo di S. Pietroburgo da parte delle conservatrici
del Dipartimento di Antichità e con la scelta - compiuta dal comitato scientifico della Fondazione
Ermitage Italia - di destinare una borsa di studio per l’approfondimento delle ricerche sulla collezioni
di vasi etruschi del grande museo.
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