Cinemambiente: Torino fa la differenz(iat)a

Cinemambiente: Torino fa la differenz(iat)a Se siete fautori della raccolta differenziata e separate coscienziosamente carta, plastica, vetro, organico; se preferite la bici all'auto per non inquinare (oltre che per risparmiare: coi tempi che corrono…); ma anche se siete tra quelli che devono a tutti i costi parcheggiare a non più di un metro dall'entrata dei negozi e lasciate che il vostro ingombrante Suv appesti l'aere tutt'attorno, raggiungete Torino coi mezzi a voi più consoni perché, fino al 21 ottobre, è in corso l'undicesima edizione del Festival Cinemambiente.

20/ott/2008 15.02.19 Blog Network Contatta l'autore

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Se siete fautori della raccolta differenziata e separate coscienziosamente carta, plastica, vetro, organico; se preferite la bici all’auto per non inquinare (oltre che per risparmiare: coi tempi che corrono…); ma anche se siete tra quelli che devono a tutti i costi parcheggiare a non più di un metro dall’entrata dei negozi e lasciate che il vostro ingombrante Suv appesti l’aere tutt’attorno, raggiungete Torino coi mezzi a voi più consoni perché, fino al 21 ottobre, è in corso l’undicesima edizione del Festival Cinemambiente. Troverete pane per i vostri denti, o meglio istruzioni, suggerimenti, ispirazioni per non buttare il nostro pianeta nell’immondizia.

Per pochi giorni ancora sale cinematografiche, spazi culturali e musei ai piedi della Mole proporranno i 115 film provenienti da 21 Paesi del mondo, forum e mostre sulle condizioni di salute della Terra e dei suoi abitanti. Ognuno dei quali, anche chi fa finta di non saperlo o (zob!) ne è realmente all’oscuro, è determinante, con le proprie scelte, sulle sorti del globo. Come dire: una rondine non fa primavera (ah, questo clima impazzito… ), ma un occhio in più all’ambiente fa il mondo più pulito.

Tra i film in concorso, molte sono anteprime. Per esempio, One water, prodotto di cinque anni di lavorazione tra quindici paesi, che affronta il rapporto fra uomo e acqua, fonte di vita ma anche di contagio, posseduta da pochi. Oppure The nuclear comeback, Il ritorno del nucleare, che affronta il tema delle centrali valutandone i rischi e portando lo spettatore in luoghi finora inaccessibili come la sala di controllo della centrale di Chernobyl. O ancora The beast within, La bestia dentro, che esplora i retroscena dei combattimenti di animali, illegali in quasi tutto il mondo.

I documentari italiani, di cui dodici fuori concorso, affrontano i temi delle morti sul lavoro, della battaglia contro l’alta velocità in Val di Susa, dei danni provocati dall’uranio impoverito e dall’amianto e molto altro. Ci sono anche i cortometraggi di animazione, perché cartone animato non è solo sinonimo di spensieratezza. Ma Cinemambiente racconta il pianeta anche attraverso le arti figurative, la scrittura e i dibattiti: quindi spazio anche a mostre, tavole rotonde, dibattiti.

Che siate ambientalisti convinti o inquinatori incoscienti, fare una capatina al Festival Cinemambiente di Torino vi sarà utile: a chi è già “erudito” per tenersi aggiornato, e a chi è “ignorante” per prendere coscienza che tutti, con le nostre scelte, possiamo fare la differenza (e anche la differenziata).

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