MILANO, A PALAZZO DELLA RAGIONE LA MOSTRA DEDICATA A LUIGI EINAUDI

23/ott/2008 14.14.36 Novella Mirri Contatta l'autore

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"L'eredità di Luigi Einaudi

La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa"



Milano, Palazzo della Ragione

venerdì 24 ottobre 2008 - domenica 25 gennaio 2009

Giovedì 23 ottobre 2008, alle ore 18.30, il Sindaco di Milano, Letizia Moratti,

inaugurerà la mostra "L'eredità di Luigi Einaudi: la nascita dell'Italia

repubblicana e la costruzione dell'Europa", che sarà ospitata a Palazzo della

Ragione di Milano dal 24 ottobre 2008 al 25 gennaio 2009.

L'edizione milanese della mostra, che ha avuto come prima sede espositiva la

scorsa primavera il Palazzo del Quirinale a Roma, è promossa dal Comune di

Milano-Cultura e dalle due Fondazioni, di Roma e di Torino, intitolate a Luigi

Einaudi e rientra nelle iniziative organizzate per celebrare il sessantesimo

anniversario dell'elezione di Luigi Einaudi a Presidente della Repubblica (1948).

Realizzata in collaborazione con la Presidenza della Repubblica e la Banca

d'Italia, l'esposizione si avvale dei patrocini del Senato della Repubblica, della

Camera dei deputati, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e

dell'Università Bocconi.

Curata da Roberto Einaudi, la mostra ripropone la figura di Luigi Einaudi:

economista liberale, professore all'Università Bocconi di Milano e all'Università

di Torino, viticoltore nel suo podere a Dogliani, raffinato collezionista di libri rari,

giornalista de "La Stampa", "Corriere della Sera" e "The Economist", direttore di

riviste scientifiche come la "Riforma Sociale" e la "Rivista di storia economica",

Governatore della Banca d'Italia dal 1945 al 1948, Presidente della Repubblica

dal 1948 al 1955.

Opere d'arte, fotografie, testimonianze inedite e oggetti quotidiani, provenienti

dagli archivi dello Stato, dalla Presidenza della Repubblica, dalla Banca d'Italia,

dalla Camera dei Deputati, dalla Fondazione Corriere della Sera, dalle

Fondazioni intitolate a Luigi Einaudi, dalla famiglia Einaudi e da collezioni

private, documentano le fasi della vita di quest'intellettuale e statista di alto

rigore morale e forte impegno civile. Le opere in mostra, oltre a far luce sulla

figura di Einaudi, concorrono alla ricostruzione della memoria storica dell'Italia.

Vengono ricostruiti nella mostra i tre studi di Luigi Einaudi: lo studio alla Banca

d'Italia, dove progettò la stabilizzazione della lira; lo studio al Quirinale, da dove

garantì la ripresa della vita democratica dell'Italia repubblicana; lo studio-scala

di San Giacomo, prediletto luogo di appartata riflessione.

All'interno degli ambienti evocati o ricostruiti troveranno posto i documenti, gli

oggetti, i quadri, gli arredi, i dipinti e le sculture originali.



Il percorso della mostra si articola in più sezioni affidate a studiosi coordinati da

Pierluigi Ciocca: dall'infanzia alla prima guerra mondiale, agli anni oscuri del

fascismo e della guerra, alle proposte einaudiane per l'Europa, alla Consulta e

alla Costituente, dove nacquero le nuove istituzioni democratiche, alla

ricostruzione economica come Governatore della Banca d'Italia e Ministro del

Bilancio, fino alla Presidenza della Repubblica.

SEZIONI:

1. "Gli anni formativi e prima maturità (1874 - 1914)", a cura di Roberto

Marchionatti

Questa sezione descrive gli anni dell'infanzia e della formazione culturale di

Einaudi in Piemonte, dedicando particolare attenzione alla sua formazione

universitaria, sotto la guida del professor Cognetti de Martiis nel suo Laboratorio

di economia politica, e alla sua vita privata di marito e padre. Largo spazio è

dedicato alla sua iniziale simpatia per il movimento operaio, alla direzione della

rivista "Riforma Sociale", alla sua carriera di giornalista prima a "La Stampa" poi

al "Corriere della Sera" e, dal 1909, al "The Economist" come corrispondente per

l'Italia.

2."Dalla Grande Guerra al fascismo regime (1914-1926)", a cura di Paolo

Silvestri

Allo scoppio della prima guerra mondiale Einaudi è schierato con l'Intesa.

Senatore del Regno (1919) e Direttore dell'Istituto di Economia Politica alla

Bocconi di Milano (1920), vide nel "Biennio Rosso"(1919-1920) la crisi sociale e

politica profonda che porterà al Fascismo come mezzo per il ripristino dell'ordine

pubblico. Ben presto deluso, il 1° maggio del 1925 firma il Manifesto degli

intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce. Il 28 novembre del 1925 si

dimette dal "Corriere della Sera", nel 1926 viene estromesso, per ragioni

politiche, dall'insegnamento all'Università "Bocconi" e al Politecnico di Torino.

3."Dagli anni del raccoglimento all'esilio svizzero (1926-1944)", a cura di

Riccardo Faucci



In questi anni Einaudi è perseguitato dal regime fascista, partecipa poco alla vita

politica e suo malgrado a quella universitaria, conservando solo la cattedra

presso l'Università di Torino. Tutti e tre i suoi figli hanno problemi col regime.

Luigi cerca di condurre un'esistenza normale, frequentando allievi ed amici e

dedicandosi alle riviste di economia che dirigeva. Scrive sui grandi economisti

nazionali e internazionali. Nel 1943 è costretto alla fuga attraverso le Alpi per

arrivare in Svizzera, dove vivrà in esilio per circa un anno.

4a."Luigi Einaudi e L'Europa", a cura di Umberto Morelli

Questa sezione mostra la modernità del pensiero di Einaudi, che già nel 1897, a

soli ventitre anni, aveva intuito la necessità di dar vita agli "Stati Uniti d'Europa".

Einaudi è annoverato tra i maestri del pensiero federalista del Novecento.

Scrisse pagine fondamentali su temi quali la distinzione tra federazione e

confederazione, la crisi dello Stato sovrano, l'origine della guerra,

l'organizzazione dello Stato federale, la necessità della Federazione europea.

4b. "Luigi Einaudi, dall'Europa ai mercati globali", a cura di Francesco Forte

Questa sezione prende le mosse da due saggi - Per una federazione economica

europea e I problemi economici della federazione europea - fondamentali per lo

sviluppo dell'analisi che Einaudi pone alla base di una Unione europea di natura

federale, aperta ad ulteriori sviluppi e operante in tendenziale regime di libero

scambio, in una economia che, con un termine ora in uso, possiamo definire di

mercati globali.



5. "Consulta e Costituente 1945 - 1948", a cura di Valerio Zanone, Christian

Blasberg

L'attività parlamentare di Einaudi alla Consulta e nella Costituente accompagna

la transizione dalla monarchia, di cui nella campagna elettorale del 1946 Einaudi

era sostenitore per tradizione subalpina e per motivazioni di equilibrio

costituzionale, all'esordio della Repubblica. Come tenne a ricordare dopo

l'elezione al Quirinale, Einaudi diede con decine di interventi alla Costituente

"qualcosa di più di una leale adesione".

6." Governatore della Banca d'Italia e Ministro del Bilancio 1945 - 1948",a cura di

Massimo Omiccioli

Quando Einaudi si insedia nella Banca d'Italia come Governatore, agli inizi del

1945, l'Italia è ancora "tagliata in due": fra le province liberate del Sud e quelle

del Nord, sotto l'occupazione nazista. Il ripristino della sovranità monetaria, la

ricostruzione economica del Paese, la stabilizzazione della lira e il

reinserimento dell'economia italiana nel nuovo contesto mondiale: furono,

queste, le grandi questioni che Einaudi dovette affrontare alla guida della Banca

d'Italia e, nel 1947, quale Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Bilancio nel

quarto Governo De Gasperi.

7. "La Presidenza della Repubblica 1948 - 1955", a cura di Paolo Soddu

La sezione centrale della mostra è dedicata ai sette anni della sua Presidenza

della Repubblica, dopo l'elezione avvenuta l'11 maggio 1948 (al quarto scrutinio

con 518 voti su 872). Come Presidente, Einaudi rappresenta l'unità del paese,

risorto dalla guerra, afferma il nuovo stile repubblicano, difendendo le

prerogative di nomina dei senatori a vita e di verifica delle leggi.

8. "San Giacomo e le terre di origine 1897 - 1961", a cura di Roberto Einaudi

Il podere di San Giacomo in Dogliani, acquistato a soli ventitre anni,

indebitandosi, è il luogo più amato da Luigi Einaudi. Vi ritornò sempre, per curare

i suoi vigneti e la sua grande biblioteca, arrivata nel tempo a 70.000 volumi.

La mostra è arricchita da un documentario di Luca Einaudi e Nicoletta Leggeri, in

collaborazione con l'Istituto Luce, sulla vita del Presidente. Il film ricostruisce,

attraverso fotografie e riprese originali, gli anni formativi e la prima maturità di

Luigi Einaudi, la sua esperienza durante la dittatura fascista e l'esilio svizzero,

la stagione della Consulta e della Costituente, soffermandosi sulla carriera di

Governatore della Banca d'Italia, Ministro del Bilancio e Presidente della

Repubblica.

La mostra è resa possibile grazie al supporto di Assicurazioni Generali,

Associazione Bancaria Italiana, Camera di Commercio di Roma, Camera di

Commercio di Milano, Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo,

Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo, San Giacomo

Charitable Foundation e Unioncamere, e alla collaborazione tecnica della

Fondazione Corriere della Sera, dell'Istituto Luce e di The Family Events.

In seguito la mostra sarà ospitata a Torino, presso l'Archivio di Stato, dai primi di

febbraio fino a maggio 2009.









SCHEDA INFORMATIVA:



TITOLO MOSTRA: "L'eredità di Luigi Einaudi

La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa"



LUOGO: Palazzo della Ragione

Piazza dei Mercanti 1, Milano

DATE: 24 ottobre 2008 - 25 gennaio 2009

ORARIO: lunedì dalle 14:30 alle 19:30



martedì - mercoledì - venerdì - sabato - domenica

dalle ore 9:30 alle 19:30



giovedì dalle 9:30 alle 22:30



ingresso libero



PER INFORMAZIONI

E VISITE GUIDATE: www.mostraluigieinaudi.it

tel. 06 6865461 - 06 6871005

fax 06 6871446



TAPPE SUCCESSIVE: Torino, Archivio di Stato

febbraio / maggio 2009

CATALOGO: Skira, Milano





Ufficio Stampa Comune di Milano:

Martina Liut, tel. 02 88450150/56796 - www.comune.milano.it



Ufficio Stampa Skira:

Lucia Crespi, tel 02 89415532, 338 8090545 - lucia@luciacrespi.it



Ufficio Stampa mostra:

Novella Mirri e Maria Bonmassar, tel. 06 32652596 -

ufficiostampa@novellamirri.it











Milano, ottobre 2008









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