ARICCIA, PALAZZO CHIGI, APERTURA DEL MUSEO DEL BAROCCO ROMANO

06/nov/2008 13.46.44 Novella Mirri Contatta l'autore

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PALAZZO CHIGI IN ARICCIA



APERTURA DEL MUSEO DEL BAROCCO ROMANO

A PALAZZO CHIGI IN ARICCIA



domenica 9 novembre 2008



In occasione del ventennale dell'acquisizione di Palazzo Chigi in Ariccia (1988 -

2008), domenica 9 novembre 2008 si aprir al pubblico nella sua veste definitiva

il Museo del Barocco Romano, nato da un'idea di Maurizio Fagiolo dell'Arco, il

grande studioso prematuramente scomparso nel 2002.



Oltre 200 le opere esposte che confermano la funzione guida de il Museo del

Barocco Romano sia a livello nazionale che internazionale come riferimento

scientifico per l'arte del Sei e Settecento romano, per la particolare coerenza,

omogeneit e sistematicit di presenze artistiche della sua collezione.



II nucleo originario del Museo comprende la collezione Fagiolo (48 dipinti), a cui

nel 2007 si sono aggiunti i 128 dipinti della collezione Lemme che, dopo la

mostra conclusasi in primavera, saranno presentati nell'allestimento definitivo

con una "disposizione a quadreria" sul modello delle dimore storiche. Dello

stesso periodo le donazioni del dipinto attribuito a Mattia da Farnese di

provenienza Chigi (Raniero Gnoli) e di due cani levrieri di mano del

"Campidoglio", gi Chigi (Luigi Koelliker).



Con l'apertura del Museo saranno presentate due nuove importanti e recenti

donazioni che arricchiscono ulteriormente le raccolte di Palazzo Chigi, gi

dotato di un suo proprio arredamento ceduto con la dimora nel 1988 dal principe

Agostino Chigi: la collezione Laschena e la collezione Ferrari.



14 i quadri appartenuti al giurista Renato Laschena e 13 i dipinti donati dallo

storico dell'arte Oreste Ferrari, con opere di Viviano Codazzi, Mattia Preti,

Baciccio, Giacinto Brandi, Pierleone Ghezzi, Luca Giordano, Salvator Rosa,

Michele Rocca ad altri artisti del Sei e Settecento italiano.



Saranno esposti anche altri dipinti e disegni donati dal grande mercante d'arte e

collezionista Ferdinando Peretti, gi fondatore della Walpole Gallery di Londra,

con opere di Francesco Trevisani, Filippo Lauri, Giacomo Zoboli e un disegno di

Marco Benefial donato da Vittorio Casale.



In occasione dell'apertura del Museo sar pubblicato un catalogo, edito da De

Luca Editori, con saggio del conservatore di Palazzo Chigi, arch. Francesco

Petrucci, e la pubblicazione delle opere delle ultime donazioni.



Palazzo Chigi in Ariccia

Piazza di Corte, 14 - 00040 Ariccia (Roma)



orario: 10,00 - 13,00 / 15,00 - 18,00, luned chiuso

biglietti: intero 7 , ridotto 4

informazioni: tel. 06 9330053 - email: info@palazzochigiariccia.it

sito: www.palazzochigiariccia.it

visite guidate: su prenotazione



LE DONAZIONI



COLLEZIONE FERRARI

Il professore Oreste Ferrari (Roma 1927 - 2005), direttore e fondatore dell'Istituto

del Catalogo e Documentazione del Ministero dei Beni Culturali, direttore della

rivista "Storia dell'Arte" con Maurizio Calvesi, membro dell'Accademia Nazionale

dei Lincei e dell'Accademia Nazionale di San Luca, stata una delle personalit

eminenti nel panorama culturale e storico-artistico italiano della seconda met

del Novecento.

Storico dell'arte e funzionario dello Stato, ha scritto opere di fondamentale

importanza come la monografia su Luca Giordano, Napoli 1966 (nuova ediz.

accresciuta 2003), il volume Bozzetti italiani dal Manierismo al Barocco, il

repertorio Le Sculture del Seicento a Roma, con Serenita Papaldo nel 1999.

Nel giugno del 2000 aveva donato al Palazzo Chigi alcuni libri della sua

biblioteca, tra cui molti numeri delle riviste "Bollettino d'Arte", "The Art Bulletin",

"Revue du Louvre", "Storia dell'Arte". Ha collaborato con il Palazzo Chigi alla

mostra L'Ariccia del Bernini nel 1998 e alla mostra I Volti del Potere nel 2004.

Tra le opere donate dalla moglie del professore, Franca Boschetti Ferrari, si

segnala la straordinaria Strage degli innocenti di Michele Rocca, artista presente

anche nella Collezione Lemme, il pi originale interprete del Rococ romano. Il

dipinto proviene originariamente dalla importante collezione dei baroni

Bordonaro a Palermo ed inserito nel catalogo fotografico Alinari.

Di notevole interesse il Paesaggio con rovine classiche di Cornelis van

Poelenburgh e lo Studio di rocce con albero reciso attribuito a Salvator Rosa.

Una coppia di tele di soggetto biblico di ambito veneto e influsso giordanesco,

Sara offre Agar ad Abramo e Agar e Ismaele, forse riferibile al periodo romano

di Sebastiano Ricci, massimo esponente del barocco veneziano.

Tra le opere napoletane un inedito disegno di Luca Giordano: Studio per

composizione con regina e varie figure femminili, il San Giovanni di Dio in gloria

di Pietro Bardellino primo allievo del De Mura, e una Trinit con San Michele

Arcangelo di Domenico Antonio Vaccaro.

Potrebbe essere di Mariano Rossi, pittore siciliano attivo a Roma nel Settecento,

la Gloria di angeli con i simboli della Passione. Particolare vivace il disegno con

caricature riferibile a Carlo Marchionni, l'architetto della Sagrestia di San Pietro.

Apre all'Ottocento e alla Campagna Romana La marrana della Caffarella del

pittore spagnolo Enrique Serra y Auque, esposta nel 2001 alla mostra presso il

Museo della Piccole Terme Traianee "Roma ed il suo agro dal neoclassicismo ai

XXV della campagna romana".



COLLEZIONE LASCHENA

La collezione Laschena, formata da Renato Laschena, Presidente Emerito del

Consiglio di Stato, recentemente scomparso (8 novembre 2007), costituita da

dipinti del Barocco Romano, prevalentemente del Seicento. Si tratta di una delle

pi note e prestigiose quadrerie private romane, le cui opere sono state

pubblicate in riviste scientifiche, cataloghi di mostre e repertori.

Il nucleo donato al Palazzo Chigi in Ariccia costituito da 14 dipinti, tutti

caratterizzati da notevole qualit e in gran parte pubblicati. La peste a Napoli

un capolavoro di Mattia Preti, il Sant'Andrea del Baciccio, riferibile alla

produzione matura del caposcuola genovese; straordinaria la coppia di tele di

Giacinto Brandi, tra i massimi pittori attivi a Roma nella seconda met del

Seicento, come anche il Cristo con Marta e Maria di Daniel Seiter, mentre la

coppia di bozzetti di Giuseppe Bartolomeo Chiari e l'Adamo ed Eva di

Agostino Masucci documentano i due massimi allievi del Maratta; notevole il

Ritratto di cardinale di Pierleone Ghezzi; di cospicuo interesse la veduta con

Rovine e Presepio di Viviano Codazzi, artista gi presente nella collezione Chigi

con varie opere oggi perdute.



COLLEZIONE LEMME

Di fondamentale importanza la donazione della collezione Lemme, la pi

importante quadreria privata di nuova formazione di dipinti del Sei e Settecento

romano, raccolta con entusiasmo e passione da Fabrizio e Fiammetta Lemme:

128 opere che comprendono preziosi dipinti del Cavalier d'Arpino, Fetti,

Caroselli, Preti, Borgognone, Baciccio, Baldi, Seiter, Giacinto e Ludovico

Gimignani, Ferri, Maratta, Morandi, Ghezzi, Luti, Costanzi, Benefial, Batoni,

Conca, Corvi, Giaquinto, Cades, Cavallucci che permettono di ripercorrere la

pittura romana tra barocco e neoclassicismo. Parte integrante della collezione

bozzetti e modelli per pale d'altare e cicli decorativi di chiese e palazzi romani,

come il bozzetto del Borgognone per Sant'Andrea al Quirinale, quello di Ludovico

Gimignani per la pala dell'Assunta di Ariccia (due chiese berniniane), o quello di

Evangelisti per Santa Maria del Vivario a Frascati. In tal senso la raccolta un

vero e proprio riflesso della cultura figurativa romana, quasi uno "specchio di

Roma Barocca", con un valore intrinseco - le opere d'arte in s - ed uno

riverberato, in quanto richiamo a fabbriche e monumenti importanti della capitale

e del suo circondario.

Vengono esposti per la prima volta 15 dipinti, gi facenti parte della donazione

ma assenti nella mostra del 2007, a seguito della recente rinuncia all'usufrutto

vitalizio da parte di Fabrizio, Giuliano e Ilaria Lemme.



COLLEZIONE FAGIOLO

In primis la donazione della collezione Fagiolo: 48 dipinti che offrono una

panoramica sul Seicento Romano, illustrato nelle sue varie correnti artistiche

(classicismo, barocco berniniano e cortonesco), con opere del Cavalier d'Arpino,

Baglione, Sassoferrato, Jean Lemaire, Jacques Stella, Jan Miel, Sacchi,

Borgognone, Morandi, Passeri e altri. Di notevole rilevanza il nucleo di artisti

berniniani, con ben 6 dipinti di Giovan Battista Gaulli "il Baciccio", tra cui

l'autoritratto, due di Ludovico Gimignani, tre di Guglielmo Cortese "il

Borgognone", compreso uno studio del Bernini per Santa Maria in Via e il famoso

Sanguis Christi, dipinto dal Borgognone copiando un disegno del maestro. Sono

presenti anche due tele di Pietro da Cortona, tra cui l'incompiuto ritratto di

Innocenzo X, e varie opere degli allievi, Giacinto Gimignani, Ciro Ferri e Giovan

Battista Lenardi. Il tardo seicento rappresentato da ben quattro dipinti di Andrea

Pozzo, compreso un rarissimo studio illusionistico per una finta cupola, vicino a

quella di Sant'Ignazio.



Palazzo Chigi ceduto al Comune di Ariccia dal principe Agostino Chigi il 29

dicembre 1988, si andato valorizzando e incrementando in maniera cospicua

nel corso dell'ultimo decennio, sia con il restauro e recupero degli arredi

presenti che con molte acquisizioni.

Il Palazzo, considerato un esempio unico di dimora storica rimasta inalterata nel

suo arredamento, con la frontistante "piazza di Corte", ideata dal Bernini su

commissione di Alessandro VII (1655-1667), costituisce uno dei pi eccezionali

ed unitari complessi architettonici del Barocco Romano. Ha costituito la pi

importante residenza chigiana dopo la vendita nel 1917 del palazzo di piazza

Colonna oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Fruibile tramite visite guidate, ospita mostre, concerti, convegni ed eventi

culturali di varia natura. Fornito anche di una biblioteca specializzata in storia

dell'arte barocca, ospita i corsi dell'Auburn University (Alabama, USA), incentrati

sull'arte e la cultura italiana.



Ufficio stampa:

Novella Mirri e Maria Bonmassar

tel. 06 32652596

e mail: ufficiostampa@novellamirri.it



Roma, novembre 2008





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