La parola "madre"

09/nov/2008 12.01.16 Rosalia Imperato Contatta l'autore

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Vesuvioteatro in collaborazione con Teatro di Legno

presenta

La parola “madre”

libero tradimento

da “Emma B. vedova Giocasta” di Alberto Savinio



drammaturgia e regia di Luigi Imperato e Silvana Pirone



con: Danilo Agutoli, Fedele Canonico, Domenico Santo





contributo straordinario alla produzione Nuove Sensibilità





Napoli - Nuovo Teatro Nuovo - 11/14 novembre





Tradire è forse nella tradizione, ma il tradimento non è di tutto riposo.

Ho dovuto compiere un gran sforzo per tradire i miei amici: in fondo c’era la ricompensa.

Jean Genet





Dopo quindici anni di assenza, Emma B. incontrerà suo figlio. È una notte di attesa ma anche di timore.



Alberto Savinio immagina la sua protagonista sola in scena, in un monologo allucinato; i registi Luigi Imperato e Silvana Pirone le affiancano altri due personaggi che insieme a lei danno vita ad una danza dell’attesa e che nello stesso tempo si fanno narratori-testimoni di un segreto profondo e impronunciabile: l’incesto compiuto dalla protagonista con suo figlio per sottrarlo ad una ispezione nazista.

Ma la condanna dell’incesto resta sulla soglia dell’ambiguità: Emma infatti è madre, ma pare scorgere nel figlio il suo uomo, o ancora meglio il suo complemento, l’essere umano da lei generato e che solo può renderle il sesso mai posseduto, e la non-schiavitù legata a quel sesso.

Delusa da una prima figlia perché femmina e condannata a passare da un padrone all’altro, sembra pronta a portare a se definitivamente quel figlio maschio, il quale per troppo tempo ha cercato in altre donne la felicità e fatto fatica a pronunciare la parola “madre” fuori da certi significati.



Il materno è interpretato da tre uomini che in ogni istante tentano di essere madre pur nascondendo corpi di figli. La negazione del ruolo della femminilità viene pronunciata da voci maschili che tentano di invertire il proprio sesso, proprio come Emma che, inutilmente, tenta di ridefinire lo statuto di madre.

Emma sembra fare i conti con una realtà desolante che non accoglie le sue non-urla, e cerca di sfuggirne attraverso quello che ritiene il suo atto più potente: la messo al mondo di un uomo, maschio.



Ogni gesto della protagonista sembra rivolto più ad una illusione che ad una persona.

L’attesa pare una messa in scena rituale dell’amore di una madre al fine di evadere da una mortifera solitudine.



Lo spettacolo andrà in scena dal 11 al 14 novembre alle ore 21 presso il Nuovo Teatro Nuovo: Via Montecalvario, 16 - Napoli - tel. 081.406062 - 081.425958.













































Ufficio stampa: Rosalia Imperato tel.: 06.30999228 cell.: 340.3659819 e-mail: rosaliaimperato@inwind.it







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