Vittima o faccia di bronzo? Botero vs fisco italiano

Fernando Botero è domiciliato da anni in Toscana, a Pietrasanta (Lucca), un paesino dove possiede due case e dove il suo laboratorio permette alle fonderie di sopravvivere.

13/nov/2008 10.51.26 Blog Network Contatta l'autore

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Fernando Botero, pittore e scultore colombiano celebre per i suoi soggetti extralarge, dovrebbe al fisco italiano 7 milioni di euro. Secondo l’artista, invece, si tratterebbe solo di pettegolezzi partoriti dall’invidia. In un’intervista al quotidiano El tiempo, Botero ha dichiarato di essere “pronto a difendersi anche in tribunale” per difendere il suo nome.

Fernando Botero è domiciliato da anni in Toscana, a Pietrasanta (Lucca), un paesino dove possiede due case e dove il suo laboratorio permette alle fonderie di sopravvivere. A Pietrasanta, Botero è anche stato nominato cittadino onorario. “Mi dispiacerebbe molto andarmene – ha dichiarato l’artista a El tiempo – perché la qualità del bronzo in Italia è eccellente e perché sono intimo amico di tutte queste fonderie”. L’artista di Medellìn minaccia di tornare a far fondere tutte le sue opere in Germania e in Svizzera, con grande danno per l’economia locale (e per l’Italia che perderebbe un ospite celebre e celebrato a livello mondiale).

Botero, che ha anche denunciato le torture nel carcere di Abu Grahib dipingendo 65 tele da cui traspare tutta la sua indignazione per i terrbili episodi, oltre che pittore è scultore di magnifiche forme come Il guerriero, che si trova proprio a Pietrasanta, o La mano, a Madrid, e le sue opere in bronzo sono esposte in tutto il mondo. “Non devo una lira all’Italia – ha affermato l’artista – non sono italiano, non vivo in Italia (Botero ha la residenza a Montecarlo) e non vedo perché dovrei pagare il governo italiano”.

Due sono i casi: il primo è che qualcuno, magari snobbato dall’artista, abbia veramente voluto punirlo per il suo successo. Cosa che noi, pur vergognandoci dei nostri malevoli connazionali, ci auguriamo perché siamo fan di Botero. Il secondo caso è che, a forza di vivere in Italia, Fernando Botero ne abbia assorbito anche il malcostume e che, a furia di lavorare il bronzo, gliene sia finito un po’ (troppo) sulla faccia.

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