ARTE E LAVORO : LA COLLEZIONE VERZOCCHI - Complesso del Vittoriano 2/5 - 13/6 - 2004

30/apr/2004 15.06.07 Novella Mirri Contatta l'autore

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ARTE E LAVORO
LA COLLEZIONE VERZOCCHI


Roma - Complesso del Vittoriano
Ala Brasini (Salone Centrale)
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Domenica 2 maggio 2004 - Domenica 13 giugno 2004


COMUNICATO STAMPA

"Arte e Lavoro. La Collezione Verzocchi": Roma ospiterà dal 2 maggio al 13 giugno 2004 presso il Complesso del Vittoriano la singolare Collezione
Verzocchi sul tema del lavoro promossa e realizzata con intelligente passione da Giuseppe Verzocchi, imprenditore appassionato d'arte e fine
committente. Cordiale, intraprendente, instancabile ed entusiasta, Verzocchi si rivolse a un gruppo validissimo di artisti appartenenti alla prima e
seconda generazione del '900, per dare vita a quella che fu definita, per giudizio unanime dei critici, una collezione "unica ed esemplare", che
rappresentasse tanti aspetti del lavoro umano.
"Raramente un grande lavoratore come lei ha avuto un'idea così geniale e ha saputo genialmente realizzarla. Il lavoro e l'arte, che figurano spesso
insieme nei tradizionali simboli in diplomi accademici, questa volta sono uniti in un connubio il cui significato e valore - ideali, reali, attuali - possono
essere compresi e apprezzati da tutti. E tutti dobbiamo esserle grati", disse lo scrittore Marino Moretti, sintetizzando l'unanime consenso dell'epoca.
La Collezione, 70 oli e 70 autoritratti dei maggiori protagonisti del panorama artistico degli anni '50, tra i quali Carrà, de Chirico, Guttuso, Rosai,
Sironi, Vedova, Vittorini, proviene dalla Pinacoteca Civica del Comune di Forlì. La mostra è promossa dalla Provincia di Roma - Presidenza della
Giunta, Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili, in collaborazione con il Comune di Forlì e la Pinacoteca Comunale, e si avvale del patrocinio
della Soprintendenza per il Polo Museale Romano.
"Arte e Lavoro. La Collezione Verzocchi" è curata da Simonetta Lux, sezione Collezione Verzocchi, parte artistica, Luciana Prati, sezione Autoritratti
e documenti, e Valentino Pace, sezione biografica, con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.
La rassegna verrà inaugurata in occasione della ricorrenza del 1 Maggio, Festa Nazionale del Lavoro, con l'intervento di Enrico Gasbarra, Presidente
della Provincia di Roma, Vincenzo Vita, Assessore alle Politiche Culturali, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi della Provincia di Roma,
Franco Rusticali, Sindaco di Forlì, Mauro Bacciocchi, Assessore alla Cultura e Università di Forlì, Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo
Museale di Roma, Alessandro Nicosia, Direttore del Complesso del Vittoriano e Presidente di Comunicare Organizzando e i curatori della mostra.
Saranno presenti i Segretari Generali di Cgil, Guglielmo Epifani, Cisl, Savino Pezzotta, e Uil, Luigi Angeletti.
La rassegna è organizzata e prodotta da Comunicare Organizzando.

La Collezione
La Collezione annovera circa settanta opere di pittori contemporanei ispirate al lavoro, commissionate e poi donate alla città di Forlì dall'imprenditore
Giuseppe Verzocchi (1887-1970). Unica nel suo genere, questa raccolta, che annovera le opere di artisti come Sironi, de Chirico, Carrà, De Pisis,
Guttuso, Depero tanti altri, nacque dalla volontà del committente, importante industriale nel campo dei manufatti refrattari, di unire arte e industria in
un rapporto pioneristico di sponsorizzazione caratterizzata da un'elevata qualità culturale. Non nuovo a contatti con le più innovative esperienze
artistiche contemporanee, Verzocchi contattò infatti, a partire dal settembre 1949, gli artisti più significativi del tempo, chiedendo ad ognuno di
realizzare un autoritratto e un'opera di medie dimensioni (90 x 70) sul tema del lavoro, che contenesse al suo interno l'immagine di un mattone con
impressa la sigla "V & D", marchio della ditta "Verzocchi & De Romano".
Esposta per la prima volta alla 25esima Biennale di Venezia del 1950, questa particolarissima collezione venne poi donata al Comune di Forlì nel 1961
che la custodisce da allora in una sala al secondo piano della Pinacoteca.
Durante l'esposizione alla Triennale di Milano del 1986 ventuno tele furono rubate: recuperate in seguito nella loro quasi totalità vennero riconsegnate
alla sede espositiva forlivese, visitabile solo su richiesta.
La Collezione Verzocchi si presenta come iniziativa rara e geniale, non soltanto perchè in essa sono raccolte le opere dei maestri della pittura italiana
del Novecento, ma perché queste opere hanno tutte un unico filo conduttore: il tema del lavoro. Perché il lavoro? La risposta l'ha data Giuseppe
Verzocchi in una intervista: "Sono nato povero e ho dovuto interrompere lo studio a diciotto anni perché le quaranta lire che costituivano il mio primo
guadagno mensile servivano molto in casa. Ho lavorato e lavoro con tenacia, con amore, con frenesia...".
Una collezione veramente rimarchevole, tanto per la presenza di artisti di primo piano, quanto per il significato delle loro opere, dove si può leggere,
dall'uno all'altro, la varietà delle concezioni che animavano l'interpretazione del tema, un argomento che nell'arte risale remotamente nel tempo, un
tema antico, addirittura primitivo.
Nella raccolta Verzocchi appare forte il rapporto con la fatica delle campagne o comunque con altri mestieri a contatto con la natura, come il lavoro
della pesca sul mare. Qui il tema usufruisce di una lunga tradizione. In alcuni di questi quadri si può notare talvolta una luce calma e distesa, una
spiritualità addirittura mistica o religiosa, ma in altri, nei quadri dei più giovani, come per le opere delle fabbriche, si può al contrario cogliere asprezza
ed energia, un pathos risentito, come nel Bracciante siciliano di Guttuso o nel Contadino che zappa di Migneco: ormai ci sono state infatti le grandi
lotte agrarie del Sud, l'occupazione delle terre, che nei giovani artisti hanno suscitato un grande impulso di solidarietà. Una lettura simile si può fare
ugualmente anche per alcuni degli artisti che hanno dipinto le fabbriche, certo per Vedova, ad esempio.
L'intero percorso della raccolta Verzocchi può diventare il suggestivo itinerario di una vicenda non soltanto viva di significati estetici, ma anche carica
di vari sensi politici e sociologici da dipanare e approfondire: dal senso arcaico e archeologico, in cui aveva scelto di rifugiarsi Sironi negli anni del
secondo dopoguerra, alla visione mitica in cui indugiava de Chirico, dalla ieraticità dei muratori di Carrà all'intonazione elegiaca del paesaggio
lombardo di Tosi, dal primitivismo statico del costruttore di Campigli alla metallica astrattezza dell'operaio al tornio di Depero.

La mostra
L'idea di esporre la Collezione Verzocchi, inaugurandola in occasione della festività del 1 Maggio, nasce dall'esigenza, forte, primaria, di sottolineare,
uno dei valori più importanti della nostra società: il lavoro; ma soprattutto dalla volontà di dare risalto ad una iniziativa, quella del Verzocchi, nobile e
significativa, apprezzata sin dall'esordio veneziano, negli anni '50, in occasione della mostra "Il lavoro nella pittura italiana d'oggi" ospitata nell'Ala
Napoleonica delle Procuratie. Non da ultimo, la Collezione Verzocchi ci permette di rappresentare, in maniera piuttosto completa, il panorama artistico
degli anni '50.
L'iniziativa suscitò grande interesse ed entusiasmo: Benedetto Croce scrisse: "E' stata una nobile idea quella di far rappresentare tanti aspetti del
lavoro umano da artisti italiani....". Malaparte la definì una "magnifica iniziativa che permetterà a molti di prender contatto con quanto di meglio ha la
pittura italiana contemporanea". E ancora scrissero Soffici, Bontempelli, Corrado Alvaro, Lionello Venturi, Quasimodo e tanti altri.
Nato povero, Giuseppe Verzocchi quarto di cinque figli, conseguita la licenza commerciale, emigrò in Inghilterra nel 1906 dove iniziò una carriera
difficile e faticosa nel campo dei manufatti refrattari, dopo essersi adattato a qualsiasi impiego pur di approfondire la conoscenza della nuova lingua e
del sistema commerciale ed economico inglese. Dinamico e coraggioso, presto si fece strada, e dopo soli due anni, diede vita, insieme all'amico De
Romano, alla "Verzocchi & De Romano". "E' appunto per riconoscenza verso il lavoro che è sempre stato la mia ragione di vita, che ho invitato alcuni
pittori a trattare questo argomento nel loro linguaggio", scrive Verzocchi nella breve introduzione, premessa al volume della raccolta. Non certo una
dichiarazione retorica, ma l'indicazione di una forte tradizione radicata in lui, tanto profonda da spingerlo nell'iniziativa, indubbiamente quella di
maggior successo, di riunire tanti e così diversi artisti coinvolti dalla sua serietà e dalla sua passione. Un progetto ambizioso e non semplice che
Verzocchi riuscì a realizzare: settantadue artisti s'impegnarono ed esaudirono la sua domanda senza che ognuno, nel farlo, dovesse tradire i propri
modi o la propria poetica. Ne risultò così un panorama sufficientemente compiuto, per tendenze e per valori, e quindi, ancora oggi, un "documento"
qualitativamente importante della situazione artistica quale si era andata definendo negli anni della guerra e dell'immediato dopoguerra. Una "summa"
veramente rimarchevole, tanto per la presenza di artisti di primo piano, quanto per il significato delle loro opere, dove si può leggere, dall'uno all'altro,
la varietà delle concezioni che animavano l'interpretazione del tema. Anche da questo punto di vista la raccolta presentata risulta dunque importante,
poichè le opere hanno radice viva nella sostanza della loro ispirazione, scoprendone gli umori, il pensiero, le preoccupazioni.
La maggior parte dei quadri è dedicata al lavoro artigianale; mentre in proporzione di poco minore, il soggetto prescelto è quello del lavoro dei campi e
della pesca; e, infine, in proporzione nettamente inferiore, quello del lavoro nelle fabbriche.

"Arte e Lavoro. La Collezione Verzocchi" si articola nelle seguenti sezioni:
1) L'uomo Verzocchi: Storia di un collezionista così particolare, corredata da foto, documenti, oggetti, tra cui i famosi mattoncini da lui stesso
prodotti che ritroviamo raffigurati nei quadri di ogni artista;
2) Autoritratti: 70 disegni con documenti e lettere che il Verzocchi ha scambiato con gli artisti;
3) Opere: 70 oli esposti e suddivisi a seconda delle differenti correnti artistiche;
4) Cataloghi, articoli, foto delle precedenti mostre in cui è stata presente la Collezione Verzocchi.



PRESENTAZIONE ALLA STAMPA: venerdì 30 aprile 2004 ore 11.30 Roma, Complesso del Vittoriano, QuadreriaVERNICE: sabato 1 maggio ore
18.00, Roma, Complesso del Vittoriano




Catalogo: Palombi Editore
Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
Ingresso gratuito
Per informazioni: tel. 06/6780664
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/6788874-fax 06/6791943 email ufficiostampa@novellamirri.191.it.


Roma, aprile 2004



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