Comunicato stampa - Mostra di Antonia Aimini alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa - 5 - 30 Giugno 2004

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13/mag/2004 16.19.12 Associazione Culturale Club Excalibur Contatta l'autore

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E X C A L I B U R

Galleria d’Arte Contemporanea

 

 

 

   COMUNE DI LESA        

 

COMUNICATO  STAMPA con preghiera di pubblicazione         

 

        

 

Con il Patrocinio della Provincia di Novara e del Comune di Lesa la Galleria d’arte Excalibur propone per la prima volta in Italia la mostra di Antonia Aimini. Nata il 12 ottobre 1967 nel nord Italia da padre italiano e madre inglese, compiuti  gli studi in Inghilterra , ha trascorso la giovinezza tra Milano e Londra , maturando una formazione culturale in parte latina e in parte anglosassone. Ha completato gli studi superiori in Svizzera , specializzandosi in Arte , Storia dell’Arte e Lingue Moderne. Tra il 1986 e il 1990 ha studiato Design e Architettura (BFA) alla Parsone School of Design di Parigi. Dopo il conseguimento della laurea  ha lavorato nel campo dell’architettura e ha partecipato a concorsi di design e di architettura. Nel 1992 ha lavorato in Giappone come assistente di Rob Scholte , artista contemporaneo olandese , cui è stata commissionata la realizzazione di un dipinto  in acrilico su un murales di 1200 mq , facente parte di un importante progetto giapponese per un nuovo parco  a tema “Hius ten Bosch” sito a Kyushu. L’Aimini ha messo inizialmente a frutto le sue competenze  in architettura con un incarico assegnatole , che consisteva nel trasportare i disegni del maestro, dalla scala ridotta alle dimensioni reali, sulla cupola  e sulle pareti dell’atrio del Palazzo Reale olandese del L’Aja, ricostruita nel parco come l’originale. Questo progetto ha rappresentato per l’artista la prima vera esperienza pittorica su larga scala e ha pertanto segnato il suo passaggio dall’architettura alla pittura. Nel 1993 tornata a Parigi si è dedicata interamente alla pittura.. La sua produzione  artistica è stata esposta in Francia ed in Italia Le sue opere sono entrate in collezioni  negli Stati Uniti, in Italia e nei Paese Bassi. Nel 2001 ha lasciato Parigi per stabilirsi in Italia. Atonia Aimini si considera una pittrice socio-critica , in quanto spesso tratta ironicamente temi ritenuti provocatori e polemici . Ama osservare l’atteggiamento che la gente di culture diverse assume nei confronti degli stereotipi sessuali , ritraendo soggetti inconsueti. I suoi dipinti la mettono in luce come artista di profonda introspezione ed hanno un forte impatto visivo . Le opere , che Aimini presenta in questa mostra, sono una ventina di oli anche di grande dimensioni ispirate ai primi Festival del Mardi Gras di Parigi…….. Si tratta di quello sfoggio di costumi e maschere teatrali che si faceva portavoce del movimento Gay Pride  e rappresentava una fantastica mescolanza  di drag-queen in esibizione. Antonia Aimini ha provato sia ispirazione che repulsione nei loro confronti.  Il titolo The Bearded Lady ( La donna barbuta), evoca immagini di vecchi spettacoli con fenomeni da baraccone . L’esagerazione , tipica delle drag- queen, dei tratti della femminilità, le loro caratteristiche esageratamente marcate , vengono qui espresse in proporzione: una pettinatura assume dimensioni monumentali.  L’artificio è tutto . L’ambiguità trionfa e  come in ogni fenomeno da baraccone  che si rispetti , la parata di Antonia Aimini repelle e allo stesso tempo impone rispetto. Siamo affascinati e nello stesso tempo turbati dalla voglia di fissarli, tuttavia finiamo per essere conquistati dal loro umorismo e dalla bravura di fare spettacolo, sono belli e nello stesso tempo grotteschi.  Antonia Aimini ci mostra l’ipocrisia dei sessi e ci rivela l’ossessione imperante per l’immagine superficiale , per l’abbigliamento, il desiderio nascosto in tutti noi di vestirci per essere notati, oppure di ritrarci ed osservare. L’esibizionista contro il voyeur. L’Aimini presenta una parata di uomini mascherati da”super – donne” in un mondo maschile e tutto attraverso lo sguardo di una donna.   Dal catalogo”  Kate Ayrton

 

 

www.excalibur.altervista.org

 

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