Nina Tamaro. Rome streetmates.

11/feb/2009 20.52.49 Galleria Embrice Contatta l'autore

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Galleria Embrice – Roma, Via delle Sette Chiese, 78 - Tel. 06.64521396 – www.embrice.com
 
 
Nina TAMARO.
Rome streetmates.
 
A cura di Carla Corrado e Fabio Andriotto
 
Inaugurazione: venerdì 20 febbraio 2009, ore 18
 
Da venerdì 20 febbraio 2009 – a domenica 8 marzo 2009. Orario: 18 - 20, chiuso la domenica
 
 
 
Da cinque anni Nina Tamaro, che  colloca sé stessa fra la creativa e l’artista, disegna borse e zaini per donna e per uomo. La sua produzione comprende esemplari di tipo funzionale, versatile e fantasioso; nei primi, prevale una linea rigorosa ed essenziale, negli altri, a volte sorprendenti e vezzosi, Nina trasferisce tutta la sua libertà creativa.
I materiali vanno dalle stoffe per arredamento a morbide pelli, a volte decorate, a manici in fibre e filati di ispirazione naturalistica.
 Roma è il suo luogo di riferimento, la città nella quale lavora, fra la sua casa di Trastevere e il Laboratorio del Flaminio.
Roma, lei dice, ha più fantasia di altre grandi città .
Una delle tante frasi fatte, che però, nel suo caso specifico, ha senso; come ha senso il suo itinerario romano, da quel centro altro che è Trastevere a quel leggero decentramento, ancora con la memoria di Cristina di Svezia a Porta del Popolo, che è Flaminio.
Alla consueta reticenza dell’artigiano, che ha comunque bisogno di altre mani, per produrre in una prospettiva di mercato, Nina affianca una disarmante autobiografia pubblica (una puntata di Storie di vita romana) nella quale l’occasione di presentare il suo lavoro le consente di ricapitolare con acribia e garbate sviste tuta la sua vita.
Questo è il più importante punto di contatto con EMBRICE, che già nel 2008 aveva tentato con successo la strada della presentazione di prodotti privati, come La casa di Fabio e Pasqua a La Garbatella.
Dietro l’itinerario romano verso Ponte Flaminio (la Cassia Veientana e il Nord Etrusco) ci sono infatti due concomitanti circostanze che Nina definisce fortune.
Una casa con la famiglia, ma soprattutto spesso visitata da artisti e intellettuali già dai difficili anni 1970, ed una sensibilità anticipatoria rispetto ai colori; scelti fin dall’adolescenza con un imperscrutabile percorso divinatorio.
Negli ultimi 10 anni gli amici la leggono come una persona creativa; lei ci crede e, finalmente,  comincia.
Prima con delle semplici sacche in Pile, nobilitate dai colori sorprendenti, poi con le tecniche che le consentono di arrivare fino a credibili proposte unisex sul versante del bene durevole.
Fra le possibili, consumate parole, per definire le sue borse, forse l’aggettivo gioioso ci è consentito; consentito non solo sulla base di una valutazione di senso comune sui suoi colori, ma anche perché raggiunto attraverso qualche umana sofferenza, come per i più, alla quale Nina solo garbatamente accenna.
 
Carlo Severati
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