TORINO, ARCHIVIO DI STATO "L'Eredit di Luigi Einaudi", dal 13 febbraio al 26 aprile 2009

12/feb/2009 13.22.29 Novella Mirri Contatta l'autore

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"L'eredit di Luigi Einaudi

La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa"



Torino, Archivio di Stato

Piazza Castello, 209



13 febbraio - 26 aprile 2009

Gioved 12 febbraio 2009 alle ore 18.00 alla presenza delle pi alte Autorit

cittadine, provinciali e regionali si inaugurer a Torino, all'Archivio di Stato, la

mostra "L'eredit di Luigi Einaudi: la nascita dell'Italia repubblicana e la

costruzione dell'Europa" che rimarr aperta dal 13 febbraio al 26 aprile 2009.

L'esposizione stata promossa dalle due Fondazioni, di Torino e di Roma,

intitolate a Luigi Einaudi. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha

voluto accogliere la mostra nel Palazzo del Quirinale in occasione del

sessantesimo anniversario dell'elezione di Luigi Einaudi nel maggio del 2008.

Realizzata in collaborazione con la Presidenza della Repubblica e la Banca

d'Italia, l'esposizione si avvale dei patrocini del Senato della Repubblica, della

Camera dei deputati, del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e del Comune

di Torino.

L'edizione torinese della mostra deve la sua realizzazione in particolar modo al

contributo di Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo e Intesa

Sanpaolo e la collaborazione tecnica de La Stampa. L'esposizione stata resa

possibile anche grazie al supporto di Assicurazioni Generali, Associazione

Bancaria Italiana, Camera di Commercio di Roma, Camera di Commercio di

Milano, Fondazione Cariplo, San Giacomo Charitable Foundation e Unioncamere,

e alla collaborazione tecnica della Fondazione Corriere della Sera, dell'Istituto

Luce e di The Family Events.

Curata da Roberto Einaudi, la mostra ripropone la figura di Luigi Einaudi:

economista liberale, professore all'Universit di Torino e all'Universit Bocconi

di Milano, viticoltore nel suo podere a Dogliani, raffinato collezionista di libri rari,

giornalista de "La Stampa", "Corriere della Sera" e "The Economist", direttore di

riviste scientifiche come la "Riforma Sociale" e la "Rivista di storia economica",

Governatore della Banca d'Italia dal 1945 al 1948, Presidente della Repubblica

dal 1948 al 1955.

Come ha sottolineato il curatore, "Luigi Einaudi ritorna a Torino, in quel Piemonte

che stato l'ispirazione alla sua azione di studioso, di intellettuale, di uomo di

Stato. Ritorna all'Archivio di Stato a piazza Castello dove all'inizio del Novecento

consult quasi giornalmente gli archivi per le sue ricerche sullo Stato sabaudo.

Torna nella Torino che dovette abbandonare in quel lontano 1943, quando le SS

naziste e i fascisti lo aspettavano al rettorato dell'Universit di Torino per

arrestarlo. Dal suo esilio svizzero and direttamente a Roma dove gli fu affidata

la carica di Governatore della Banca d'Italia, in un paese ancora in guerra, diviso

in due. Quando finalmente pot ritornare alla Universit di Torino in un'Italia

unita, inizi la sua prima lezione con la frase: "Come stavo dicendo". Torn

simbolicamente nella capitale piemontese nel 1964, tre anni dopo la sua morte,

quando fu istituita la Fondazione Luigi Einaudi di Torino per raccogliere,

ordinare, incrementare e mettere a disposizione di un ampio pubblico la sua

importante biblioteca e il suo prezioso archivio. Torna oggi a Torino con la

mostra L'eredit di Luigi Einaudi: la nascita dell'Italia repubblicana e la

costruzione dell'Europa, proposta al grande pubblico piemontese".

Opere d'arte, fotografie, testimonianze inedite e oggetti quotidiani, provenienti

dagli archivi dello Stato, dalla Presidenza della Repubblica, dalla Banca d'Italia,

dalla Camera dei Deputati, dalla Fondazione Corriere della Sera, dalle

Fondazioni intitolate a Luigi Einaudi, dalla famiglia Einaudi e da collezioni

private, documentano le fasi della vita di quest'intellettuale e statista di alto

rigore morale e forte impegno civile. Le opere in mostra, oltre a far luce sulla

figura di Einaudi, concorrono alla ricostruzione della memoria storica dell'Italia.

Vengono ricostruiti nella mostra i tre studi di Luigi Einaudi: lo studio alla Banca

d'Italia, dove progett la stabilizzazione della lira; lo studio al Quirinale, da dove

garant la ripresa della vita democratica dell'Italia repubblicana; lo studio-scala

di San Giacomo, prediletto luogo di appartata riflessione.

All'interno degli ambienti evocati o ricostruiti troveranno posto i documenti, gli

oggetti, i quadri, gli arredi, i dipinti e le sculture originali.



Il percorso della mostra si articola in pi sezioni affidate a studiosi coordinati da

Pierluigi Ciocca: dall'infanzia alla prima guerra mondiale, agli anni oscuri del

fascismo e della guerra, alle proposte einaudiane per l'Europa, alla Consulta e

alla Costituente, dove nacquero le nuove istituzioni democratiche, alla

ricostruzione economica come Governatore della Banca d'Italia e Ministro del

Bilancio, fino alla Presidenza della Repubblica.

SEZIONI:

1. "Gli anni formativi e prima maturit (1874 - 1914)", a cura di Roberto

Marchionatti

Questa sezione descrive gli anni dell'infanzia e della formazione culturale di

Einaudi in Piemonte, dedicando particolare attenzione alla sua formazione

universitaria, sotto la guida del professor Cognetti de Martiis nel suo Laboratorio

di economia politica, e alla sua vita privata di marito e padre. Largo spazio

dedicato alla sua iniziale simpatia per il movimento operaio, alla direzione della

rivista "Riforma Sociale", alla sua carriera di giornalista prima a "La Stampa" poi

al "Corriere della Sera" e, dal 1909, al "The Economist" come corrispondente per

l'Italia.

2."Dalla Grande Guerra al fascismo regime (1914-1926)", a cura di Paolo

Silvestri

Allo scoppio della prima guerra mondiale Einaudi schierato con l'Intesa.

Senatore del Regno (1919) e Direttore dell'Istituto di Economia Politica alla

Bocconi di Milano (1920), vide nel "Biennio Rosso"(1919-1920) la crisi sociale e

politica profonda che porter al Fascismo come mezzo per il ripristino dell'ordine

pubblico. Ben presto deluso, il 1 maggio del 1925 firma il Manifesto degli

intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce. Il 28 novembre del 1925 si

dimette dal "Corriere della Sera", nel 1926 viene estromesso, per ragioni

politiche, dall'insegnamento all'Universit "Bocconi" e al Politecnico di Torino.

3."Dagli anni del raccoglimento all'esilio svizzero (1926-1944)", a cura di

Riccardo Faucci



In questi anni Einaudi perseguitato dal regime fascista, partecipa poco alla vita

politica e suo malgrado a quella universitaria, conservando solo la cattedra

presso l'Universit di Torino. Tutti e tre i suoi figli hanno problemi col regime.

Luigi cerca di condurre un'esistenza normale, frequentando allievi ed amici e

dedicandosi alle riviste di economia che dirigeva. Scrive sui grandi economisti

nazionali e internazionali. Nel 1943 costretto alla fuga attraverso le Alpi per

arrivare in Svizzera, dove vivr in esilio per circa un anno.

4a."Luigi Einaudi e L'Europa", a cura di Umberto Morelli

Questa sezione mostra la modernit del pensiero di Einaudi, che gi nel 1897, a

soli ventitre anni, aveva intuito la necessit di dar vita agli "Stati Uniti d'Europa".

Einaudi annoverato tra i maestri del pensiero federalista del Novecento.

Scrisse pagine fondamentali su temi quali la distinzione tra federazione e

confederazione, la crisi dello Stato sovrano, l'origine della guerra,

l'organizzazione dello Stato federale, la necessit della Federazione europea.

4b. "Luigi Einaudi, dall'Europa ai mercati globali", a cura di Francesco Forte

Questa sezione prende le mosse da due saggi - Per una federazione economica

europea e I problemi economici della federazione europea - fondamentali per lo

sviluppo dell'analisi che Einaudi pone alla base di una Unione europea di natura

federale, aperta ad ulteriori sviluppi e operante in tendenziale regime di libero

scambio, in una economia che, con un termine ora in uso, possiamo definire di

mercati globali.

5. "Consulta e Costituente 1945 - 1948", a cura di Valerio Zanone, Christian

Blasberg

L'attivit parlamentare di Einaudi alla Consulta e nella Costituente accompagna

la transizione dalla monarchia, di cui nella campagna elettorale del 1946 Einaudi

era sostenitore per tradizione subalpina e per motivazioni di equilibrio

costituzionale, all'esordio della Repubblica. Come tenne a ricordare dopo

l'elezione al Quirinale, Einaudi diede con decine di interventi alla Costituente

"qualcosa di pi di una leale adesione".





6." Governatore della Banca d'Italia e Ministro del Bilancio 1945 - 1948",a cura di

Massimo Omiccioli

Quando Einaudi si insedia nella Banca d'Italia come Governatore, agli inizi del

1945, l'Italia ancora "tagliata in due": fra le province liberate del Sud e quelle

del Nord, sotto l'occupazione nazista. Il ripristino della sovranit monetaria, la

ricostruzione economica del Paese, la stabilizzazione della lira e il

reinserimento dell'economia italiana nel nuovo contesto mondiale: furono,

queste, le grandi questioni che Einaudi dovette affrontare alla guida della Banca

d'Italia e, nel 1947, quale Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Bilancio nel

quarto Governo De Gasperi.

7. "La Presidenza della Repubblica 1948 - 1955", a cura di Paolo Soddu

La sezione centrale della mostra dedicata ai sette anni della sua Presidenza

della Repubblica, dopo l'elezione avvenuta l'11 maggio 1948 (al quarto scrutinio

con 518 voti su 872). Come Presidente, Einaudi rappresenta l'unit del paese,

risorto dalla guerra, afferma il nuovo stile repubblicano, difendendo le

prerogative di nomina dei senatori a vita e di verifica delle leggi.

8. "San Giacomo e le terre di origine 1897 - 1961", a cura di Roberto Einaudi

Il podere di San Giacomo in Dogliani, acquistato a soli ventitre anni,

indebitandosi, il luogo pi amato da Luigi Einaudi. Vi ritorn sempre, per curare

i suoi vigneti e la sua grande biblioteca, arrivata nel tempo a 70.000 volumi.

La mostra arricchita da un documentario di Luca Einaudi e Nicoletta Leggeri, in

collaborazione con l'Istituto Luce, sulla vita del Presidente. Il film ricostruisce,

attraverso fotografie e riprese originali, gli anni formativi e la prima maturit di

Luigi Einaudi, la sua esperienza durante la dittatura fascista e l'esilio svizzero,

la stagione della Consulta e della Costituente, soffermandosi sulla carriera di

Governatore della Banca d'Italia, Ministro del Bilancio e Presidente della

Repubblica.



In occasione della mostra il 16 e il 17 aprile sar organizzato un convegno dal

titolo "Luigi Einaudi nella cultura, nella societ e nella politica del Novecento" a

cui parteciperanno importanti studiosi come Giandomenica Becchio, Eugenio

Biagini, Giulia Bianchi, Giovanni Busino, Marcello De Cecco, Luigi R. Einaudi,

Riccardo Faucci, Stefano Fenoaltea, Francesco Forte, Giuseppe Galasso, Alberto

Giordano, Roberto Marchionatti, Giorgio Monasterolo, Umberto Morelli, Massimo

Salvadori, Paolo Silvestri,

Paolo Soddu e Valerio Zanone.







SCHEDA INFORMATIVA



TITOLO MOSTRA: "L'eredit di Luigi Einaudi

La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa"



LUOGO: Archivio di Stato

Piazza Castello 209, Torino

ingresso libero da piazzetta Mollino



DATE: 13 febbraio - 26 aprile 2009

su prenotazione 27 aprile - 10 maggio 2009

chiamando il numero: 011 835656 - 06 6865461



ORARIO: dal marted al venerd ore 10.00 - 18.00

sabato ore 10.00 -19.00

domenica ore 15.00 -19.00



CATALOGO: Skira, Milano



PER INFORMAZIONI

E VISITE GUIDATE: www.mostraluigieinaudi.it

tel. 011 835656 - 06 6865461 - 06 6871005

fax 06 6871446







Ufficio Stampa mostra:

Novella Mirri e Maria Bonmassar, tel. 06 32652596 -

ufficiostampa@novellamirri.it



Ufficio Stampa Comune di Torino:

Gianni Ferrero, tel. 011 4423605 - gianni.ferrero@comune.torino.it



Ufficio Stampa Skira:

Lucia Crespi, tel. 02 89415532, 338 8090545 - lucia@luciacrespi.it











Torino, febbraio 2009





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