TIBET-CINA=PACE un ricatto esplicito

08/mar/2009 05.19.55 UffStampa TopEvent Contatta l'autore

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TIBET-CINA=PACE

Nessun Ricatto

 

Post ammonimento del Ministro degli Esteri Cinese nei confronti di tutti i Paesi che hanno rapporti con il Dalai Lama.

 

La Paura fa agire il “Potere”

Il “Potere” agisce perché ha paura.

Nessuna manifestazione internazionale ha sensibilizzato le posizioni del governo Cinese nei riguardi dell’innocente Tibet; palliativi, stratagemmi, appigli e cavilli, troppe le scappatoie che mai affrontano effettivamente la questione.

Politica e Religione nelle loro essenze opposte non dovrebbero mai incontrarsi se coerenti con loro stesse, ma ognuna ambisce al fascino dell’altra.

La Religione se brama l’Arte del Governo fallisce, può solo evolversi in “politica per l’Anima”.

La questione Tibetana è guerra morale  e non solo, il controllo territoriale non è  il controllo spirituale; ed è su questo concetto che verte il sottile ricatto del governo Cinese.

Il Polo produttivo Mondiale, forte del  suo Sviluppo Economico non può  suggerire l’Astensione del Resto del Mondo alla democratica scelta di sostenere un credo pacifico su un territorio occupato da Lui  militarmente: questa è un affilata avvertenza, questo è un ricatto.

“ Non c’è pace tra gli ulivi”

Ancora una volta i popoli capiranno le dinamiche tramite il sacrificio, la libertà è un cancro per l’economia. Tutti complici nel credere a utopie che non devono concretizzarsi per difendere i nostri mercati.

Anche il Tibet ha la sua Croce.

Anche l’Italia è Cina, tutto il Sistema Occidentale è Cina, siamo già conniventi di quest’Esilio, compartecipiamo a scelte senza responsabilità diretta, ma alla base la Cina siamo Noi.

 

Angelo Cruciani

 

 

 

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