MOSTRE VARIE

30/giu/2004 19.03.31 CLP Relazioni Pubbliche Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Vi invio nello spazio sottostante i comunicati stampa delle mostre che
abbiamo in programma.

Se desiderate ulteriori informazioni mi contatti al n° sottoindicato.


Cordiali saluti
Manuela Petrulli

CLP Relazioni Pubbliche
Via Buonarroti,38
20145 MILANO
Tel.02.433403
Fax.02.4813841
mailto:press@clponline.it
http://www.clponline.it


____________________________________________________________________________
_______________________________________________

A MILANO
DAL 29 GIUGNO AL 27 LUGLIO
IN MOSTRA LE FOTOGRAFIE
DI STEFANO CERIO

Da Lattuada Studio 20 immagini documentano il suo lavoro intitolato MACHINE
MAN



Dal 29 giugno al 27 luglio da Lattuada Studio di Milano si terrà la mostra
MACHINE MAN che presenta in anteprima il lavoro del fotografo Stefano Cerio.
Il percorso espositivo, curato da Denis Curti, propone 20 immagini che
ritraggono alcuni robot inseriti nelle realtà urbane di oggi. Queste
perfette repliche dei modellini degli anni ’50 sono disposti nella città,
fra palazzi e persone, sul territorio metropolitano di Roma, Londra e
Parigi, in un rapporto che confonde lo scarto del tempo. Infatti, le città
diventano un ideale teatro in cui si rappresentano le utopie e le visioni
dell’uomo degli anni Cinquanta, dove i “robot-superuomo” si sostituivano all
’uomo, governando il mondo e la vita degli esseri umani. Tali visioni si
attualizzano nella contemporaneità e creano una dialettica tra passato e
presente, tra gioco e avventura, riavvivando quei sogni e quelle paure che
sono ancora presenti nell’uomo moderno. In alcune foto di Machine Man, le
immagini dei robot si riflettono con la bellezza dei corpi umani producendo
un nuovo livello di indagine che scivola sul rapporto tra uomo e macchina in
una società ipertecnologica, com’è quella che stiamo vivendo.
La mostra è accompagnata da un volume-catalogo, pubblicato da Silvana
Editoriale, che contiene testi di Denis Curti, Diamante D’Alessio e Antonio
Mancinelli, e le riproduzioni di tutte le fotografie esposte.

Stefano Cerio vive e lavora tra Milano e Parigi. Inizia la carriera di
fotografo a soli 18 anni collaborando con il settimanale L’Espresso.
Considerato uno dei maggiori ritrattisti italiani, collabora con le più
importanti riviste italiane e internazionali (Max, Ventiquattro, W,
Donna, …). Dal 2001 il suo interesse si sposta progressivamente verso la
fotografia di ricerca - mostre alla Galleria Damian Boquet di Parigi, al
Diaframma a Milano, a Recalcati Arte Contemporanea a Torino.

Milano, aprile 2004


MACHINE MAN
Fotografie di Stefano Cerio
29 giugno - 27 luglio 2004
Milano, Lattuada Studio (via dell’Annunciata 31)
Orari: da martedì a sabato 11.00 - 13.00; 16.00 - 19.30
Ingresso libero
Per informazioni tel. 02 29000071
artecentro@lattuadastudio.it
www.lattuadastudio.it

Catalogo Silvana Editoriale (€ 24,00)

Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel 02 433403 - 0248008462
press@clponline.it
www.clponline.it


____________________________________________________________________________
______________________________________________


11 GIUGNO 2004
APRE AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO
IL MUSEO DELLE ARTI DECORATIVE

Il rinnovato spazio museale si inaugura con la mostra
DAGLI SFORZA AL DESIGN. SEI SECOLI DI STORIA DEL MOBILE
11 giugno 2004 - 12 giugno 2005





Il prossimo 11 giugno aprirà al pubblico una delle più importanti sezioni
del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano con un
innovativo allestimento, realizzato da Perry King e Santiago Miranda - reso
possibile grazie al contributo economico di un privato cittadino, Silvio
Segre - che proporrà soluzioni espositive moderne e originali, in linea con
le caratteristiche di fruibilità che un nuovo spazio museale deve saper
offrire.
La riapertura di questo importante spazio espositivo milanese verrà
celebrata con la mostra Dagli Sforza al Design, allestita nel settore degli
arredi lignei, e curata dal Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte
Applicata, Claudio Salsi con la collaborazione del conservatore Francesca
Tasso, che documenterà, dall’11 giugno 2004 al 12 giugno 2005, sei secoli di
storia del mobile attraverso 200 pezzi, dalla fine del XV al XXI secolo.

Il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano illustra l’
evoluzione del gusto e degli stili nelle arti decorative dall’alto Medioevo
fino agli anni recenti del Novecento, sul modello del Victoria and Albert
Museum di Londra, la grande istituzione europea da sempre punto di
riferimento per le raccolte milanesi di arte applicata.
Negli spazi oggi riaperti al pubblico, nel cortile Ducale e in quelli che si
riapriranno tra breve nel Cortile della Rocchetta, si privilegerà una
pluralità di soluzioni museografiche, alternando singoli capolavori, isolati
per evidenziarne la qualità estetica, a opere, o insiemi di opere, di valore
propriamente documentario. L’approccio didattico sarà garantito da sezioni
introduttive alle tecniche e ai materiali.
Per quanto riguarda i manufatti di maggior interesse figurativo e formale,
sarà sottolineato anche il rapporto con le fonti iconografiche, soprattutto
con stampe d’epoca e disegni di maestri del Novecento, provenienti dai fondi
della Raccolta Bertarelli: si vogliono infatti mettere in evidenza le fasi
del processo creativo (dalla progettazione all’oggetto finito) e gli stretti
rapporti tra i vari generi stilistici.
Per far comprendere la ricchezza di questo museo, lo sviluppo delle arti
decorative viene raccontato, per la prima volta, anche attraverso la
presenza di numerose opere del XIX e del XX secolo, fino ad ora solo
episodicamente documentate nel percorso espositivo.

La mostra Dagli Sforza al Design. Sei secoli di storia del mobile, promossa
dalle Civiche Raccolte d’Arte Applicata del Comune di Milano, Cultura e
Musei - Settore Musei e Mostre, illustra i contesti storici, artistici e
collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie.
Riallacciandosi agli orientamenti indicati dagli studi di Mario Praz,
Ferdinando Bologna, Peter Thornton, Alvar Gonzales-Palacios, Enrico Colle,
la nuova sezione affronta i temi dei modi dell’abitare accostando generi
artistici diversi. A differenza del passato, quando i mobili nel museo erano
allineati su singole pedane e presentati isolatamente, ora gli esemplari -
spiega Claudio Salsi nel testo della guida-catalogo pubblicata da Silvana
Editoriale - sono raggruppati in nuclei coerenti dal punto di vista
temporale, accostati a oggetti d’arte realizzati in varie tecniche, a stampe
e a dipinti coevi. Le opere sono tutte inserite in “quinte” architettoniche
con caratteristiche di veri e propri ambienti.

L’itinerario che si snoda nelle Sale Ducali al primo piano dell’omonimo
cortile sforzesco, è strutturato in ordine cronologico dal Quattrocento al
Novecento, ma si potrà scegliere di percorrerlo anche a ritroso. La visita
parte da una zona introduttiva che illustra le origini ottocentesche del
Museo delle Arti Decorative e prosegue in un viaggio ideale che attraversa
sei secoli di storia del mobile, con particolare attenzione a Milano e al
territorio lombardo.
Queste le tappe simboliche principali: la Corte e la Chiesa, XV - XVI secolo
(sala 17); Camera delle meraviglie, collezioni d’arte e naturalia, XVII
secolo (sala 18); Intagli barocchi, XVII - XVIII secolo (sala 19);
Collezioni di nobili famiglie milanesi, XVIII secolo (sala 16); Maestri di
stile, da Maggiolini a Sottsass, XVIII - XX secolo (sala 16).
La parte finale (o iniziale) del percorso costituisce la novità
concettualmente più rilevante dell’allestimento, che non si arresta più,
come in precedenza, alla fase neoclassica, ma continua esemplificando l’
evoluzione del mobile ottocentesco, novecentesco e contemporaneo, sia pure
per accenni. La sezione Maestri di stile, infatti, propone un’accurata
rappresentanza di opere di grandi artefici dell’arredamento, da Maggiolini a
Sottsass appunto, determinanti per il sorgere di uno stile fortemente
originale nel loro tempo, e documenta come in Italia, e a Milano in
particolare, elementi distintivi come l’attività di progettazione, la
conoscenza degli stili storici e le capacità dell’artigianato di tradizione
si siano trasmessi ininterrottamente, influenzando anche la contemporanea
produzione di serie in un settore di eccellenza quale il design.
La mostra esamina il momento del mobile moderno privilegiando, oltre le
figure storiche di “classici moderni” come Giò Ponti e Carlo Mollino, quella
di Ettore Sottsass, ideatori di soluzioni creative che, pur nel diffondersi
della produzione seriale, valorizzano la progettualità e rispettano le
caratteristiche decorative dell’oggetto salvaguardandone le funzioni d’uso.

Milano, maggio 2004




DAGLI SFORZA AL DESIGN
Sei secoli di storia del mobile
11 giugno 2004 - 12 giugno 2005
Milano, Castello Sforzesco - Museo delle Arti Decorative
Orari: 9.00 - 18.00. Lunedì chiuso
Ingresso libero
Guida - Catalogo Silvana Editoriale


Per informazioni: Civiche Raccolte d’Arte Applicata - ufficio mostre tel. 02
88463654 - 02 88463833 - craai.mostre@comune.milano.it -
www.milanocastello.it





Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02 433403 - 02 48008462 - fax 02 4813841
press@clponline.it; ufficiostampa.@clponline.it
comunicato e immagini sono disponibili anche su www.clponline.it

____________________________________________________________________________
_______________________________________________



A CORREGGIO (RE)
SABATO 5 GIUGNO 2004 RIAPRE
PALAZZO DEI PRINCIPI

IL RINNOVATO SPAZIO MUSEALE SI INAUGURA CON LA MOSTRA
FRANCO FONTANA
Il percorso di un artista in 100 fotografie
5 giugno - 25 luglio

La visita in anteprima riservata alla stampa si terrà a Correggio
VENERDÌ 4 GIUGNO, ORE 11.30


Dopo un attento restauro, riapre il Palazzo dei Principi di Correggio,
storico edificio, costruito tra la fine del Quattrocento e gli inizi del
Cinquecento e che rappresenta il punto culminante del processo di
rinnovamento urbanistico della cittadina emiliana, voluto dalla nobile
famiglia dei da Correggio. Al suo interno, Palazzo dei Principi conserva una
biblioteca con 70.000 volumi, di cui quasi duemila fra incunaboli,
cinquecentine, atlanti, manoscritti e opere rare, gli Archivi storici, con
carte dal XV secolo in poi, e il Museo “Il Correggio”, che custodisce
importanti opere d’arte, come 9 arazzi fiamminghi del XVI secolo e tele del
Mantegna, di Mattia Preti, del Madonnina, del Moretto, di Lavinia Fontana, e
altri, nonché due opere del Correggio.
Una parte delle rinnovate sale di Palazzo Principi verrà destinata a
esposizioni temporanee. A inaugurare questi spazi, dal 5 giugno al 25
luglio, sarà una mostra di Franco Fontana, fotografo emiliano tra i più
apprezzati nel panorama italiano e internazionale.
Il percorso di un artista in 100 fotografie, questo il titolo dell’
iniziativa, è organizzata dal Comune di Correggio in collaborazione con
Palazzo Magnani di Reggio Emilia, e col contributo di UNIECO, e documenta i
quarantacinque anni di attività di Fontana, attraverso cento immagini,
scelte all'interno dei suoi cicli più famosi. Si va dalle prime fotografie,
come Appennino emiliano del 1960, “in cui linea del cielo - come afferma
Sandro Parmiggiani, curatore della mostra - campi arati e terre coltivate
disegnano una struttura essenziale che fonde tonalismo e astrazione, o come
la Praga kertésziana del 1967, con la solitaria automobile rossa in un
incrocio deserto - apparizione che si pone fuori dal tempo, tensione
costante nell'opera di Fontana...”, alle recenti immagini inedite del ciclo
Lontani, che colgono il mistero di persone che, di spalle, senza quindi
rivelare il loro volto, guardano un edificio sullo sfondo.
La ricerca di Fontana sul colore e sulla luce, che rappresenta la sua cifra
artistica più particolare e riconoscibile, lo ha portato a rappresentare i
paesaggi, sia quelli naturali che quelli urbani, come una sorta di luogo
immaginario e ideale, in cui composizione cromatica e rapporto tra le forme,
danno vita a vere e proprie composizioni astratte.
A Palazzo Principi, verranno inoltre presentate alcune fotografie che Franco
Fontana ha realizzato a Correggio, proprio in occasione della mostra - una
di esse, tirata in venti esemplari numerati e firmati, sarà in vendita al
bookshop.

Franco Fontana (Modena, 1933) è uno dei maggiori fotografi italiani. Ha
pubblicato oltre 40 libri e le sue opere fanno parte delle collezioni dei
più importanti musei del mondo (Victoria & Albert Museum, Londra; MoMA, New
York; Ludwig Museum, Colonia; Musée d’Art Moderne, Parigi; The Australian
National Gallery, Melbourne; Stedeljik Museum, Amsterdam; Metropolitan
Museum, Tokyo; ecc.). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, ha
firmato molte campagne pubblicitarie e collabora con importanti periodici
italiani ed europei.

Correggio, maggio 2004




FRANCO FONTANA
Il percorso di un artista in 100 fotografie
Correggio (RE), Palazzo dei Principi
5 giugno - 25 luglio 2004
Biglietti: € 3 intero, € 2 ridotto, € 1 studenti
Orari: sabato 16 - 19.30; domenica 10 - 12.30 / 16 - 19.30;
feriali: solo su prenotazione per gruppi. Lunedì chiuso
Catalogo Edizioni Logos Modena (€ 50 al bookshop della mostra)
Informazioni: Palazzo dei Principi, tel. 0522.693296 / 0522.691806; fax
0522.641105



Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel 02.433403 - 02.48008462 - fax 02.4813841
press@clponline.it - ufficiostampa@clponline.it

comunicato e immagini sono disponibili anche su www.clponline.it


____________________________________________________________________________
_______________________________________________


A BERGAMO
DAL 6 APRILE AL 18 LUGLIO
LA MOSTRA
ALIGHIERO BOETTI
QUASI TUTTO

Alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea una personale ripercorre la
carriera di uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra


Dal 6 aprile al 18 luglio alla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea di Bergamo - si terrà la mostra Alighiero Boetti (Quasi
tutto), che indaga le tappe fondamentali della storia artistica di uno tra i
più influenti artisti del secondo dopoguerra.
Personaggio eclettico, in grado di sviluppare una poetica singolare, attuale
grazie ai temi affrontati, Boetti ha saputo cogliere la complessità del
mondo in cui viviamo, superando anche quelle barriere di un universo
culturale che oggi sembra chiuso da confini insormontabili - l’Afghanistan,
dove Boetti ha vissuto e ha commissionato molti dei suoi lavori.
Il progetto espositivo, curato dal Direttore della GAMeC Giacinto Di
Pietrantonio in collaborazione con Corrado Levi, si concentra su un
centinaio di opere realizzate dall’artista lungo l’intero arco della sua
esistenza, dagli inizi poveristi-concettuali fino alle opere dove il tratto,
il disegno e il colore diventano materia centrale della sua ricerca.
La mostra e il catalogo sono stati concepiti secondo un duplice approccio
che considera la complessità delle opere di Boetti sia sul piano della
ricchezza della sua produzione sia su quello tematico e concettuale. L’
obiettivo di questo progetto è mostrare al pubblico come l’artista, nel
corso della propria esistenza, abbia non solo teorizzato il concetto stesso
di complessità ma, soprattutto, l’abbia attuato sul piano formale.
L’esposizione, a prima vista, si propone al visitatore come un percorso
strutturato in base alle tecniche e ai materiali che hanno dato vita alle
opere dell’artista (disegno, biro, ricamo, arazzo, tecnica mista su carta,
lettera,...); al contempo questo diviene anche cammino temporale lungo gli
anni e le fasi della sua produzione alla luce delle tematiche sviluppate (la
comprensione del mondo e la sua immagine, l’ordine e il disordine, il
frammento e la complessità, le funzioni delle immagini nella cultura, la
progressione del tempo e l’estensione dello spazio).
Allo stesso modo, il catalogo è strutturato, tra l’altro, come un
dizionario: in cui ciascuna lettera dà vita a due voci per un totale di 52:
la prima legata alla produzione artistica (es. A per Arazzo, B per Biro…) e
redatte da un critico d’arte es: Giorgio Verzotti per Biro, Angela Vettese
per Elenco, Francesco Bonami per Viso,… e un'altra legata al pensiero e all’
arte di Boetti redatte da filosofi, storici, romanzieri, cosmologi,
epistemologi (es. A per Afghanistan di Giorgio Galli, C per complessità di
Mauro Ceruti, I per idea di Michel Maffesoli, U per unità di Marc Augé, V
per vedere di Nanni Balestrini). Completano il catalogo, un testo
storico-critico-filologico di Laura Cherubini, una selezione di scritti e
interviste dell’artista a cura di Emanuela De Cecco e una bio/bibliografia.
L’approccio artistico di Boetti e il periodo storico da lui vissuto si
intrecciano nella lettura del catalogo nello stesso modo in cui ha
realizzato questo legame durante la sua esistenza. Il catalogo, come la
mostra, diventa, così, una vera e propria “mappatura” sistematica attraverso
parole e immagini, del suo lavoro richiamando esplicitamente l’importanza
degli strumenti elenco e sistema nell’arte di Boetti.




ALIGHIERO BOETTI (Torino 1940 - Roma 1994)
Alighiero Boetti, uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra, è
oggi considerato di estrema attualità. I temi toccati, infatti, - i confini
e il loro superamento, il caos, la complessità, la mescolanza di linguaggi e
culture - sono riflessioni attuali sulle quali la società moderna si
dibatte. Boetti affronta questi temi senza mai riferirsi ad un movimenti
specifico
Dal punto di vista artistico Boetti esordisce nella seconda metà degli anni
Sessanta con una personale alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967
dove presenta opere scultoree costruite per accostamenti elementari di
materiali industriali.
Autodidatta, dopo aver abbandonato gli studi di Economia, si interessa alla
cultura orientale e a diverse discipline, quali la filosofia e l’alchimia.
Attraverso il lavoro sui concetti di serialità e ripetitività pone in
discussione il ruolo tradizionale dell’artista sviluppando il problema del
doppio; con il lavoro Gemelli dal 1968, l’artista presenta un fotomontaggio
che ritrae se stesso che tiene per mano un altro se stesso. Queste
riflessioni lo spingeranno, tra la fine del 1972 e il 1973, a firmarsi
Alighiero e Boetti.
Dal 1971 al 1980 è ossessionato dalla serialità e dall’ordine delle cose,
vuole codificare tutto: fiumi, bandiere, segni.
Nel 1971 iniziano i suoi viaggi periodici in Afghanistan che inaugurano il
ciclo dei ricami coloratissimi realizzati da donne afgane. Il lavoro sul
tema del doppio corrisponde alla realizzazione di opere che coinvolgono la
collettività e riguardano il linguaggio e la comunicabilità: tra il 1972 e
il 1973 realizza il ciclo lavori a biro. Agli anni Settanta appartengono
anche i ricalchi delle copertine dei periodici di informazione.
Negli anni Novanta realizza un arazzo di grandi dimensioni denominato Tutto
dove appaiono in silhouette un grande numero di immagini che ne ricoprono
interamente la superficie.
Nel 1993 dà vita a un’opera collettiva che coinvolge le Accademie d’Arte
francesi, Alternando da uno a cento e viceversa, poi tessuto da mani afgane.
Allo stesso anno appartiene l’opera considerata di commiato, una statua in
bronzo dell’artista nell’atto di innaffiarsi il capo.

Bergamo, aprile 2004

ALIGHIERO BOETTI - QUASI TUTTO
6 aprile - 18 luglio
Bergamo, GAMeC
Via San Tomaso 53
Orari: martedì - domenica 10.00 - 19.00
giovedì 10.00 - 22.00
lunedì chiuso
Biglietti: € 3 intero; € 1,50 ridotto
Catalogo: Silvana editoriale

Web: www.gamec.it



Informazioni e prenotazioni visite guidate
Tel. 035 399 528



Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02433403 - 0248008462 - fax 024813841
e-mail: ufficiostampa@clponline.it; press@clponline.it


comunicato stampa e immagini sono disponibili anche sul sito


____________________________________________________________________________
_______________________________________________


A FOLIGNO (PERUGIA)
DAL 30 MAGGIO AL 3 OTTOBRE 2004
LA MOSTRA
NICOLAUS PICTOR - NICOLÒ DI LIBERATORE
DETTO L’ALUNNO
Artisti e botteghe a Foligno nel Quattrocento

Per la prima volta, in un’unica sede, i principali capolavori del maggiore
pittore folignate del Rinascimento, con itinerari a Foligno e in varie città
dell’Umbria.
Al pubblico verrà offerta l’eccezionale possibilità di visitare la
casa-laboratorio di Nicolò, perfettamente conservata


La città di Foligno rende omaggio a Nicolò di Liberatore (1433-1502), il
maggiore artista folignate del Rinascimento.
Dal 30 maggio al 3 ottobre, infatti, è in programma, a Palazzo Trinci la
mostra “Nicolaus Pictor - Nicolò di Liberatore detto l’Alunno. Artisti e
botteghe a Foligno nel Quattrocento” che ricostruisce la figura artistica e
il percorso pittorico dell’artista che Giorgio Vasari nominò come “Alunno di
Foligno”, i cui lavori sono stati restaurati negli ultimi anni sotto la
supervisione della Soprintendenza dell’Umbria, attraverso una serie di opere
conservate nelle chiese e nei musei dell’Umbria, e che vengono presentate
per la prima volta in un’unica sede.
L’esposizione, curata da Giordana Benazzi ed Elvio Lunghi, è organizzata dal
Comune di Foligno-Assessorato ai Beni Attività e Servizi Culturali, Regione
dell’Umbria, Provincia di Perugia, Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, Soprintendenza per i Beni A.P.P.S.A.D. dell’Umbria,
Soprintendenza Archivistica dell’Umbria, Archivio di Stato di Perugia,
Comunità Europea, Diocesi di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di
Foligno, Cassa di Risparmio di Foligno s.p.a.
La mostra documenta la lunga attività di Nicolò di Liberatore, svolta tra il
1457 e il 1502, sviluppando un percorso molto personale in linea con le
caratteristiche del Rinascimento umbro, quello che Federico Zeri definì
“pseudo-Rinascimento" per dire che la rinascita della cultura aveva seguito
non solo una strada razionale ma anche una via parallela, tutta intuitiva e
fantastica, comunque diversa da quella percorsa dalle altre ‘scuole’
rinascimentali come quella toscana o veneta.
Il percorso espositivo si svolgerà al secondo piano di Palazzo Trinci, che
corrisponde in buona parte con gli storici appartamenti dei Trinci e con la
Pinacoteca civica folignate, e prende avvio dalla fortunata stagione
creativa dell’Alunno, coincidente con la breve signoria dei Trinci e, in
particolare, con il tempo di Ugolino IV e di Corrado III, giungendo fino
alla più immediata eredità di Nicolò attraverso la produzione del figlio
Lattanzio e dei suoi collaboratori.
Oltre alle opere di pittura saranno presentati alcuni significativi esempi
di architettura, scultura, oreficeria, produzione di manufatti lignei,
vitrei, tessili, e arte della stampa.








La mostra comprende alcuni percorsi in città; particolarmente curiosa è la
visita alla casa-laboratorio di Nicolò, (Via Nicolò Alunno), nel rione
Croce, cuore della vecchia Foligno, che si è conservata nei secoli grazie
all’inglobamento di questi ambienti nel monastero di Sant’Anna e che
presenta al suo interno una serie di graffiti, nei quali l’artista folignate
annotava conti, debiti, mutui, affitti, acquisti, proverbi, formule, ma
anche disegni, schizzi, tra cui il suo presunto ritratto e quello di sua
moglie Caterina. Inoltre, l’excursus cittadino prosegue alla ex chiesa di
San Domenico dove si incontra la ricca serie di affreschi votivi
tre-quattrocenteschi, alle cappelle di Pietro di Cola delle Casse e di Santa
Marta in Santa Maria in Campis (prime prove pittoriche su muro dell'Alunno)
e alla chiesa della Nunziatella, eretta nell'ultimo decennio del '400 al
tempo del vescovo Luca Cybo e decorata dal Perugino dopo la morte
dell'Alunno, verso il 1507.
Sono previsti, inoltre, itinerari in varie città dell’Umbria (Alviano,
Assisi, Gualdo Tadino, Limigiano, Lugnano in Teverina, Nocera Umbra, Spello,
Terni) dove sono conservate alcune opere del maestro folignate.

Foligno, maggio 2004




NICOLAUS PICTOR - NICOLÒ DI LIBERATORE DETTO L’ALUNNO
Artisti e botteghe a Foligno nel Quattrocento
Foligno, Palazzo Trinci, Museo della città, piazza della Repubblica
30 maggio - 3 ottobre 2004
Orari: tutti i giorni, 10-19. Chiuso i lunedì non festivi
Biglietti:Intero € 5,00. Ridotto € 2,50: minori di anni 18, maggiori di anni
65, gruppi scolastici, soci associazioni culturali convenzionate).
Catalogo: Editrice Orfini Numeister, Foligno
Ai gruppi turistici viene concesso un ingresso gratuito ogni 10 persone. I
biglietti si acquistano solo all'ingresso di Palazzo Trinci.
Il biglietto d’ingresso comprende la visita alla Pinacoteca, al Museo
Archeologico e al Museo dell'Istituzione Comunale.
Prenotazioni visite guidate: tel 0742.357697 - 0742.357989

Inaugurazione: Palazzo Trinci, sabato 29 maggio, ore 17

Per informazioni: Palazzo Trinci, Museo della Città, tel 0742.357697 -
0742.357989
sito internet: www.comune.foligno.pg.it/cultura/alunno
email: cultura@comune.foligno.pg.it


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl