Il Béjart Ballet Lausanne al Ravello Festival 2004 - giovedì 8 luglio ore 21.45

Maurice Béjart porta quattro coreografie del Maestro, che proprio a Ravello celebra il cinquantesimo anniversario della sua carriera: Bhakti III,

07/lug/2004 15.53.42 Novella Mirri Contatta l'autore

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RAVELLO FESTIVAL 2004

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 8 luglio, Villa Rufolo - ore 21.45
Béjart Ballet Lausanne

Giovedì 8 luglio, Villa Rufolo, ore 21.45, nell'ambito della Sezione Tendenze del Ravello Festival diretta da Alessio Vlad il Béjart Ballet Lausanne di
Maurice Béjart porta quattro coreografie del Maestro, che proprio a Ravello celebra il cinquantesimo anniversario della sua carriera: Bhakti III,
K538, Adagietto, L'uccello di fuoco.

Creato per il Festival d'Avignone, nel 1968 con le scene e i costumi di Germinal Casado, Bhakti III, pur attingendo dalla mitologia indù, è una
creazione priva da impressionismi folklorici. K538 è una celebrazione del genio del compositore viennese. Adagietto (1981) è un estratto da La
Muette, spettacolo creato in occasione del congedo di Maurice Huisman, direttore del Théâtre Royal de la Monnaie e cofondatore del Ballet du
XXème Siècle. La musica è tratta dalla Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler. L'uccello di fuoco, con scene e costumi di Joëlle Roustan e Roger Bernard,
musiche di Stravinsky esprime attraverso la danza il rapporto musicale tra l'appartenenza alla Russia di Stravinsky e la sua rottura con la tradizione.

Alessio Vlad saluta così l'arrivo di Béjart: "Ravello ha un rapporto privilegiato con la danza, sin dai tempi di Nijinskij e Diaghilev fino, più
recentemente, a Nureyev, eppure Béjart non c'era mai stato. Siamo felici abbia scelto di festeggiare con noi i suoi 50 anni carriera e che abbia
ripensato le sue coreografie per lo splendido palco sospeso sul mare di Villa Rufolo."

Maurice Béjart (Marsiglia 1927) è uno dei massimi coreografi del secolo. Le sue scelte musicali spaziano da Wagner a Boulez, senza prevenzioni. La
sua opera non segue, per scelta, una linea unica. Ricusando l'idea di "stile", il coreografo francese adatta sempre le forme espressive al progetto che
ha di fronte. Grazie al modo di affermare in scena la propria personalità, di dare corpo alle preoccupazioni e agli interrogativi dei contemporanei,
Béjart riesce a coinvolgere da sempre il grande pubblico della danza.

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