Nuraghi, Pozzi Sacri e Tombe dei Giganti: il mistero della Sardegna è tutto da scoprire

Nuraghi, Pozzi Sacri e Tombe dei Giganti: il mistero della Sardegna è tutto da scoprire I nuraghi sono opere praticamente uniche nel loro genere.

10/apr/2009 13.04.38 Stefano Loi Contatta l'autore

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I nuraghi sono opere praticamente uniche nel loro genere. Sono i monumenti megalitici più grandi e meglio conservati di tutta l’Europa, ma ancora i millenni non ci hanno regalato una soluzione all’enigma della loro esistenza.
La Sardegna ha un nuraghe ogni 3 chilometri quadrati, quindi risulta complicato pensare che le torri fossero le abitazioni di potenti re-pastori, e tantomeno che fossero le normali case dei nuragici. Nel primo caso, non si spiegherebbe il motivo di avere tanti re-pastori e spesso esageratamente vicini l’uno all’altro. Nel secondo caso non avrebbe senso pensare che tutta l’isola avesse “soltanto” più o meno 20000 abitazioni. Le vere case dei nuragici erano probabilmente le stesse capanne che si trovano nei dintorni delle regge nuragiche.

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I templi a pozzo ricordano i nuraghi nella loro struttura architettonica, solo che la costruzione è sotterranea. Ma i pozzi avevano anche altre e più profonde simbologie. Sembra infatti chiaro che queste edificazioni volessero rappresentare l’organo sessuale femminile, come porta di ingresso e di uscita verso stati ultraterreni.
Il fatto poi che si trattasse di pozzi e quindi di architetture legate alla presenza dell'acqua (una sorta di liquido amniotico terrestre), rende ancora più probabile l’interpretazione che li vedeva anche come un metaforico "utero" della madre terra. La discesa (o la risalita) della scalinata rappresenta il passaggio dalla luce al buio e viceversa. Un passaggio metaforico della nascita, identificato con l’acqua.    
Questa simbologia spiegherebbe anche il particolare orientamento astronomico dei pozzi sacri.

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Le Tombe dei Giganti, chiamate così per le loro dimensioni ciclopiche, sono un altro elemento caratteristico del megalitismo sardo. Generalmente, la parte frontale della loro struttura è delimitata da una sorta di semicerchio (esedra), quasi a simboleggiare le corna di un toro. Vista dall’alto la forma delle Tombe dei Giganti ricorda anche quella di un utero o di una partoriente. Questa interpretazione confermerebbe quanto, per i nuragici, la vita e la morte fossero strettamente legate e quanto il loro megalitismo fosse legato al culto della fecondazione.

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