Nonsolorock: dibatitto

sia che lo si faccia iniziare - come sottolinea Marcello Flores - con l'elezione

13/ago/2004 14.11.35 Rosalia Imperato Contatta l'autore

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Musica, politica e giovani: contenuti di un percorso alternativo dal 1968 ad oggi

 

Una grande ondata che travolse quasi tutto, ma che ha lasciato dietro di sé dei depositi alluvionali.” (Aristide Zolberg, 1972). È in questa ottica che va inteso il ’68, come un grande contributo alla modernità sotto qualsiasi aspetto lo si voglia dibattere.

 

Il ciclo della protesta, avviato nel 1968, ma nato sul finire degli anni ’50, ha dato un contributo di particolare risonanza allo sviluppo della democrazia. Gli individui hanno acquisito una nuova autonomia dalle organizzazioni politiche; nuovi soggetti politici sono entrati in scena.

I movimenti del ’68 reagiscono e contestano le concezioni e le pratiche che si erano venute affermando con i processi di soggettivazione e comunicazione intersoggetiva; mettono in discussione l’isolamento del soggetto individuale, sul piano intellettuale, artistico e scientifico, e accentuano l’importanza del lavoro collettivo. La rivendicazione di essere soggetti della propria vita, oltre che dello studio e del lavoro, contiene una valenza fortemente democratica, anche rispetto alle tradizioni del movimento operaio tradizionale, abituato alle gerarchie tra i soggetti, all’interno della classe operaia e tra le classi, nonché tra i popoli e classi oppresse. L’egualitarismo, l’antiautoritarismo, il pacifismo si estendono quindi al di là dei confini del sapere, verso la politica internazionale; mettono in discussione lo stesso modo di concepirla.

 

Il movimento degli studenti, che irruppe sulla scena politica di diverse aree del mondo nella seconda metà degli anni ’60, presentava alcune caratteristiche inedite e che sarebbero rimaste per molti versi uniche. Le sue dimensioni oltrepassavano non solo le barriere nazionali, ma anche quelle ferree per definizione, tra i blocchi, indicavano l’esistenza di forme di circolazione, culturale e politica, di cui pochi avevano sospettato l’esistenza. Rivolta giovanile, dunque, di tipo politico e morale, poiché il conflitto sessantottesco con la generazione dei padri è soprattutto di tipo politico e morale… E sottolineare il carattere politico del Sessantotto è importante, per rifiutare con forza quelle interpretazioni che lo considerano, al contrario, antipolitico per eccellenza.

 

È possibile guardare in modi diversi agli anni Sessanta ed al Sessantotto, ma è comunque il mondo giovanile che appare decisamente il protagonista di questo decennio, sia che lo si faccia iniziare - come sottolinea Marcello Flores - con l’elezione di Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti o con la protesta dei ragazzi neri di Greensboro, e che si situi la sua fine con il rinvio a giudizio di un ufficiale americano per il massacro di May Lai nel Vietnam o con l’uccisione di un giovane spettatore al concerto dei Rolling Stones da parte del servizio d’ordine degli Hell’s Angel.

 

Ma gli anni Sessanta non sono solo il decennio dei diritti civili, del pacifismo, degli hippies, dei capelloni, della marijuana e del Lsd, della guerra del Vietnam, delle rivolte di strada e degli assassini politici, ma anche dei Beatles e dei Rolling Stones, di Bob Dylan e Janis Joplin, di Otis Redding, di Jimy Hendrix e Jim Morrison. È nella musica, probabilmente il settore che conosce il rivoluzionamento più profondo e che più simboleggia e riassume la rivoluzione giovanile, che il passaggio degli anni della speranza a quelli della rabbia si fa sentire con maggiore coerenza. La musica diventa insieme il pane ed il sacramento quotidiano delle nuove generazioni, il centro della loro vita e di quella cultura alternativa e originale che diverrà nota come “controcultura”.

 

Di tutto questo, ma anche di quanto avvenuto negli anni successivi, si discuterà durante il dibattitoMusica, politica e giovani: contenuti di un percorso alternativo dal 1968 ad oggi”, che si svolgerà il 16 agosto alle ore 17, all’interno del Nonsolorock Festival 2004, presso l’Auditorium Comunale: Via Rettifilo - 83012 Cervinara (AV).  Ingresso gratuito.

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