XIX Biennale Dell'Artigianato Sardo

A distanza di 12 anni dall'ultima edizione, si inaugura a Sassari la XIX Biennale dell'Artigianato sardo, promossa dalla Regione Sardegna, Assessorato del Turismo Artigianato e Commercio con una formula innovativa: attraverso la creazione di 250 oggetti, 32 designer e 60 laboratori ripensano creativamente la produzione artigiana di una delle regioni più ricche di tradizione in questo campo.

25/giu/2009 13.09.54 Nicoletta Murialdo Contatta l'autore

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IL CARMELO, via Archivolto del Carmine

Sassari, 26 giugno-29 agosto 2009
aperto dal lunedì al sabato, ore 10-13 / 17-21
info: anna.pau@ilisso.it – tel. 0784 33033
www.domobiennale.it – info: 366 3890755 (attivo solo nel periodo di apertura)
 
Un progetto di: Ilisso Edizioni
 
Promosso da: Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio
 
Coordinamento tecnico e organizzativo: Annalisa
Cocco, Antonello Cuccu, Roberta Morittu, Anna Pau
Consulenza e testi: Giuliana Altea
Allestimento: Antonello Cuccu, Alessandro Floris
Grafica: Paolo Bazzani
Ufficio stampa: Nicoletta Murialdo +39 339 5318579 – nicoletta.murialdo@gmail.com
 
Venerdì 26 giugno ore 19 inaugurazione.
Saranno presenti i designer e gli artigiani coinvolti nel progetto.
 
A distanza di 12 anni dall’ultima edizione, si inaugura a Sassari la XIX Biennale dell’Artigianato sardo, promossa dalla Regione Sardegna, Assessorato del Turismo Artigianato e Commercio con una formula innovativa: attraverso la creazione di 250 oggetti, 32 designer e 60 laboratori ripensano creativamente la produzione artigiana di una delle regioni più ricche di tradizione in questo campo.
 
Domo
Il titolo scelto per la mostra,Domo, rende omaggio all’epicentro simbolico della cultura della Sardegna: la casa.
La casa è per i sardi domo, come per i latini: uno spazio che nella società tradizionale isolana era di estrema semplicità e povertà, ma al tempo stesso ricco di una sapienza estetica distillata nei secoli. Dal ricordo di questo spazio elementare scaturisce il progetto di una mostra che ne riproponga non le forme, ma la logica; che offra un filo conduttore alla lettura degli elaborati artigiani e li collochi in un contesto capace di farne risaltare bellezza e funzionalità.
Domo non ricostruisce ma evoca la casa sarda, adattandola alle modalità abitative e
alle tendenze visive di oggi. Domo è un’idea di Sardegna che si sposa a un’idea di contemporaneità: un modo di abitare caldo, confortevole, di un’eleganza fatta di storia, memoria, manualità.
 
Le premesse: le Biennali dell’ISOLA
Sul solco di una antica cultura materiale di straordinaria ricchezza, gli anni Cinquanta del Novecento vedevano nascere in Sardegna un nuovo artigianato , che rivisitava l’eredità del passato alla luce del gusto contemporaneo. Frutto dell’intervento di un gruppo di artisti capeggiati dallo scultore Eugenio Tavolara e riuniti sotto la sigla ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), la produzione sarda veniva presentata al pubblico in una serie di mostre biennali che, molto seguite dalla stampa internazionale, e sostenute con entusiasmo in Italia da Gio Ponti sulle pagine diDomus, ebbero grande successo. La stagione d’oro dell’ISOLA, che fece di Sassari una sorta di capitale dell’artigianato, doveva però rivelarsi di breve durata. A partire dagli anni Settanta, la mancanza di una direzione artistica e politiche di commercializzazione inadeguate ne determinarono la crisi, portando alla cessazione dellemostre nel 1997 e alla chiusura dell’ente nel 2006: la produzione artigiana, intanto, pur mantenendo livelli eccellenti di qualità tecnica, perdeva il suo legame col design e scivolava sempre più dall’arredo al souvenir.
 
Una riflessione sul passato e una scommessa sul futuro
Alla luce di queste premesse, la XIX edizione della Biennale dell’Artigianato assume il senso di una verifica e di un laboratorio, di una riflessione sul passato e di una scommessa sul futuro.
Qual è la situazione dell’artigianato in Sardegna dopo una serie di mutamenti epocali, che hanno registrato sviluppi tecnologici impensati, l’affermarsi della globalizzazione, l’entrata in scena di una pluralità di nuovi e agguerriti competitori economici e la pressione di modelli culturali estranei alla tradizione? Cosa è rimasto del fitto tessuto di botteghe e laboratori presente nella regione ancora trenta anni fa? Si può ancora pensare al comparto artigiano come a un blocco monolitico, privo di articolazioni? E soprattutto, quali modelli di intervento possono aiutarne lo sviluppo?
La ricognizione compiuta da Domo rivela uno scenario animato, in cui, se alcuni settori non hanno retto alle trasformazioni degli ultimi decenni, altri si sono sviluppati vivacemente, come l’oreficeria, la tessitura o la ceramica. L’intervento dei designer, volto a ripensare procedimenti
esecutivi e campi d’applicazione delle tecniche così come a inventare forme nuove
ma ricche del ricordo della tradizione, ha gettato in molti casi il seme di ulteriori collaborazioni.
Domo indica nell’abbinamento tra eccellenza tecnica e progetto di qualità il domani dell’artigianato.
 
 
Piuttosto che sul souvenir per il mercato turistico, battuto in partenza dalla concorrenza extraeuropea a basso costo e dalle produzioni meccaniche, occorre puntare – come sottolinea in catalogo Giuliana Altea: “Su un’ipotesi di ‘slow design’, antidoto al rapido consumo delle idee e delle risorse, e su una produzione di nicchia, da sviluppare nella pratica della piccola serie o edizione limitata, in cui una consolidata tradizione di eccellenza tecnica si allei a un’alta qualità progettuale, e la memoria del passato si unisca a una sensibilità contemporanea.”
 
ELENCO DESIGNER
Nilla Idili
Setsu & Shinobu Ito
Paolo Ulian
Giulio Iacchetti
Lia Di Gregorio
Pierluigi Piu
Berselli e Cassina
Ugo la Pietra
Tomoko Mizu
Laudani e Romanelli
Antonello Cuccu
Florence Quellien
Annalisa Cocco
Roberta Morittu
Paolo Marras
Nanda Vigo
Italo Antico
Valentina Follo
Alessandro Artizzu
Palomba e Serafini
Maria Calderara
Gianfranco Pintus
Angelo Figus
James Irvine
Salvatore+Marie
Alessio Tasca
Lee Babel
Giuseppe Flore
Eugenia Pinna
Vittorio Bruno
Andrea Bruno
Adriana Delogu
 
ELENCO ARTIGIANI
Tessitura
Società Cooperativa N.S.
De Gonare, Sarule
Su Marmuri, Ulassai
Maria Daniela Ghiani, Isili
Su Trobasciu, Mogoro
Eugenia Pinna, Nule
Su Telarzu, Dorgali
F.lli Noli, Tonara
Tessile Prof. Cannas, Aggius
Tessile Medusa, Samugheo
Artessile, Urzulei
Arte Tessile, Samugheo
Su Telalzu, Bonorva
Antonina Atzeni,Morgongiori
Giuseppina Casu, Pompu
Liana Ardu, Lunamatrona
S’iscaccu, Bolotana
Ricamo
Le Trame, Busachi
La Robbia, Atzara
Cestineria
Maria Raimonda Pinna, San
Vero Milis
Barbarina Ligas, Sinnai
Alessandra Bennici, Flussio
Antonello Utzeri, Villaputzu
Ceramica
Terrapintada, Bitti
Raku, Cagliari
Ceramiche Manis, Oristano
Giovanni Deidda, Assemini
Terra Acqua & Fuoco,
Luogosanto
Angelo Sciannella, Cabras
Luigi Nioi & Figli, Assemini
Giuseppe Locci, Assemini
Ceramiche Artistiche
Claudio Pulli, Selargius
Valeria Tola, Macomer
Sughero e legno
Nonsoloferro, Senorbì
Artintaglio Mastru Mimmiu,
Buddusò
Arredamenti Cherchi,
Orosei
Paolo Murreddu, Orosei
Artigianato&Design, Nuoro
Marco Cortopassi, Sassari
Lapideo
Basilio Frongia, Samugheo
Cp Basalti, Borore
Vetro
Studio Vetrarte
Pelletteria
Grazia Fronteddu, Dorgali
Marlis Pelleteria, Oristano
Oreficeria e corallo
Creazioni Antonello, Nuoro
Francesco Cadinu, Nuoro
Bruno Busonera, Cagliari
Galdino Saba, Cagliari
Laboratorio Orafo
Vadilonga, Bosa
F.O.A.G., Villacidro
Vittorio Piras, Cagliari
Massimo Soro, Cagliari
Franco Zedda, Iglesias
Valentina Garau, Sassari
Inventos de Pratta, Sassari
Metallo
BAM Bottegartemetalli,
Nuoro
Luigi Pitzalis, Isili
Pierpaolo Ziranu, Orani
Antonio Fogarizzu, Pattada
Coltelleria Is Lunas,
Villanovaforru
Gino Moledda, Nuoro
 
 
IL CARMELO, via Archivolto del Carmine, Sassari
 
L’ex Convento del Carmelo, risalente alla fine del XVII secolo, ha subito nei secoli varie fortune; dopo un grande ampliamento, avvenuto nel 1751, venne pesantemente rimaneggiato nei successivi adattamenti subiti dopo l’incameramento dei beni degli ordini conventuali da parte del regno Sardo Piemontese avvenuto nel 1850, che adibirono una parte dell’edificio a Caserma dei Carabinieri.
Questo interessante edificio, situato al centro della città, dopo un completo e puntuale restauro
è stato destinato come sede del Museo del Novecento e del Contemporaneo: 1.600 metri quadri di spazi espositivi, che costituiranno un prezioso tassello del sistema museale della Sardegna, destinato ad ospitare oltre al fondo di opere di proprietà regionale, le opere provenienti dalle collezioni di Provincia, Comune e Camera di Commercio.
Nel giugno 2008 si è inaugurato lo spazio con una grande mostra dedicata a Giuseppe Biasi, massimo artista isolano del Novecento.
Per la prima volta, è stato esposto al pubblico il corpus completo dei lavori di Biasi, di proprietà
della Regione Sardegna: 285 fra oli, tempere, pastelli, chine, linoleografie, xilografie, alcuni dei quali acquisiti di recente a significativa integrazione del Fondo regionale, per interpretare l’istanza sempre più viva di conoscere, capire e approfondire i temi del contemporaneo.
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