FAUSTO ZONARO

24/nov/2004 14.50.13 Novella Mirri Contatta l'autore

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F A U S T O Z O N A R O
DALLA LAGUNA VENETA ALLE RIVE DEL BOSFORO

un pittore italiano alla Corte del Sultano


Roma, Complesso del Vittoriano
Sala Zanardelli, Piazza dell'Ara Coeli, Roma
venerdì 26 novembre - domenica 19 dicembre 2004


COMUNICATO STAMPA

"Fausto Zonaro - dalla laguna veneta alle rive del Bosforo - un pittore italiano alla Corte del Sultano": dal 26 novembre al 19 dicembre 2004 il
Complesso del Vittoriano ospiterà una importante e ricca retrospettiva di Fausto Zonaro, ritrattista, illustratore realista, pittore di storia alla corte di
Bisanzio tra il 1896 e il 1910, al servizio del Sultano Abdul Hamid II.

La mostra, curata da Giovanna Damiani, è promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, il Dipartimento dei Palazzi Nazionali della Grande
Assemblea Nazionale della Turchia, il Centro Yapi Kredi per le Attività Culturali, Arte ed Editoria, Comunicare Organizzando, e si avvale del
patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Presidenza della Grande Assemblea Nazionale della
Turchia.
La retrospettiva "Fausto Zonaro - dalla laguna veneta alle rive del Bosforo - un pittore italiano alla Corte del Sultano", si avvale di un Comitato
Scientifico prestigioso composto da Giovanna Damiani, Dania Fiorino, Antonella Fusco,Erol Makzume,Cesare Mario Trevigne.

Per la prima volta, viene presentata in Italia una retrospettiva complessiva su Fausto Zonato, definito dallo studioso Angelo De Gubernatis "uno dei
più simpatici artisti della scuola veneziana". In mostra oltre 90 opere tra oli su tela e su tavoletta, tra cui la Cavalleria sul ponte di Galata proveniente
dal Department of National Palaces Collection di Istanbul e l'Angelus - Lampada votiva, proveniente da una collezione privata di Istanbul, pastelli su
carta e su cartoncino, tra cui l'Autoritratto proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, circa 27 disegni e 10 foto di Elisa Pante Zonaro, moglie di
Fausto Zonaro, per una preziosa panoramica sul raffinatissimo artista esponente tipico del positivismo tardo-ottocentesco.

La mostra
L'esposizione intende rappresentare nel modo più completo i vari momenti di attività dell'artista, dai primi anni spesi tra l'apprendistato all'Accademia
di Belle Arti di Verona e quindi Venezia, Napoli, Roma e il breve soggiorno parigino del 1888, alla vasta produzione costantinopolitana nell'ambito
dell'attività della corte fino agli ultimi anni sanremesi.
In questa occasione per la prima volta il Dipartimento dei Palazzi Nazionali turco presterà l'intera collezione di quadri di Zonaro ancora presenti nelle
raccolte nazionali, conservati nel Palazzo imperiale di Dolmabahce, mai fino ad oggi usciti dal Palazzo e dalla Turchia.
Verranno inoltre riunite opere provenienti dalle raccolte pubbliche italiane, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Civici di Padova e di Milano, dal
Comune di Masi.
Saranno esposte molte tra le opere provenienti da collezioni private italiane e soprattutto turche, provenienti dalla terra dove il pittore è notissimo e
molto amato.
Una sintetica sezione illustrerà alcuni aspetti della produzione grafica di Fausto Zonaro, soprattutto in relazione con l'attività turca ed infine sarà
presente una sezione dedicata all'attività della moglie Elisabetta Pante, che divenuta fotografa esperta, ci ha lasciato significativa testimonianza della
produzione artistica non più rintracciabile del marito da lei documentata fotograficamente, unitamente ad una ampia attività svolta autonomamente a
Costantinopoli. La sua attività di fotografa vive di una esperienza autonoma: toccanti riprese dal vivo di vita quotidiana, documentata con l'occhio
oggettivo e al contempo partecipe della fatica del vivere, di usi e consuetudini sociali, ci sono tramandate dalle poche stampe; sono purtroppo andate
irrimediabimente disperse le lastre originali.
"Fausto Zonaro - dalla laguna veneta alle rive del Bosforo - un pittore italiano alla Corte del Sultano" propone al visitatore la figura completa
dell'artista attraverso la sua varia, ampia e diversificata opera, gli inizi nella scuola veronese, la sua predilezione per soggetti tratti dalla vita popolare
e scene di genere, l'influenza dell'ambiente partenopeo, i ritratti in cui utilizza le diverse tecniche, dall'acquerello, al pastello, all'olio, l'esperienza
ventennale a Istanbul e alla corte sultanale. Pittore a tutto tondo Zonaro, negli anni trascorsi a Istanbul consegue per talento e oculata gestione,
assoggettandosi con flessibile sensibilità alle diverse esigenze della committenza sultanale e internazionale, considerazione, onori e una considerevole
fortuna commerciale. Il percorso della mostra racconta una vicenda personale e artistica che si colora e si arricchisce, dunque, di variegate e
complesse notazioni ed esprime la capacità di Zonaro, non consueta, di adattarsi sempre, mantenendo la buona qualità dello stile, alle diverse situazioni
rappresentative e ai diversi ambiti e destinazioni di produzione.

"Fausto Zonaro - dalla laguna veneta alle rive del Bosforo - un pittore italiano alla Corte del Sultano" si avvale di un importante comitato onorario di
cui fanno parte Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri, Giuliano Urbani, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Anna Blefari-Melazzi,
Direttore Generale della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, Carlo Marsili,
Ambasciatore della Repubblica d'Italia in Turchia, Luciano Pezzotti, Console Generale della Repubblica d'Italia ad Istanbul, Bulent Arinc, Presidente
del Parlamento della Repubblica di Turchia, Rauf Bozkurt, Segretario Generale del Parlamento della Repubblica di Turchia, Ceagiz Koksal, Vice
Segretario Generale del Parlamento della Repubblica di Turchia, Cemal Oztas, Direttore Generale dei Palazzi Nazionali del Parlamento della
Repubblica di Turchia e Alì Thsan Karacan, Presidente del Comitato di Dirigenza di Yapy Kredi, Attività Culturali, Arte ed Editoria.

L'artista
Nativo di Masi di Padova, Fausto Zonaro (1854 - 1929) compie la sua formazione artistica alla Accademia di Belle Arti di Verona, sotto la direzione di
Napoleone Nani, allievo di Selvatico a Venezia. Gli anni veronesi hanno una significativa e variegata influenza sul giovane pittore poichè lo indirizzano
verso quella produzione orientata al "realismo" che, a partire dall'ultimo quarto del secolo, domina le correnti artistiche italiane ed europee.
Incoraggiano inoltre in lui l'interesse per la tecnica fotografica che, in parte direttamente, ma sistematicamente tramite la moglie Elisa Pante, diviene
ausilio non trascurabile per la sua attività artistica e senz'altro fonte primaria per diffonderne la conoscenza. Importante, già dagli anni veronesi, è
l'incontro con gli artisti napoletani. Nelle città venete, tra Verona e Venezia, erano transitati artisti e opere napoletane, ma ricco e denso di seguito è il
contatto diretto di Zonaro con la città partenopea, dove si reca, a più riprese, agli inizi degli anni Ottanta, e nella quale dominano varie declinazioni del
realismo, da quello folklorico sostenuto dal mercante francese Goupil a quello sociale di Michele Cammarano. Più affine alla sensibilità di Zonaro è
l'esperienza realista di Dalbono e soprattutto di Vincenzo Migliaro, negli anni in cui si vanno affermando formule di rappresentazione in scenari e
contesti urbani di figure pittoresche, dando luogo ad un repertorio di ambientazioni e personaggi 'tipici' di Napoli e del Mediterraneo. Così come la
produzione di vedute e scorci paesaggistici della costa e dell'ambiente vesuviano lo influenzano, con fraterna consuetudine personale e artistica, con
Attilio Pratella, anch'egli presente a Napoli.
I continui spostamenti tra Venezia, Napoli e di nuovo Venezia che caratterizzano il decennio, in cerca di un luogo per vivere e di un mercato artistico
più florido e stabile, si concludono per Zonaro con la risoluzione, cui forse non furono estranee le suggestioni letterarie del testo di De Amicis
Costantinopoli, della partenza per Istanbul, nel 1891. La città ottomana rappresenta un luogo pieno di fascinazione per l'immaginario occidentale fin de
siecle.Nota attraverso la produzione artistica dei pittori 'orientalisti' francesi e italiani, ma ancora ricca di mistero e carica di aspettative e di potenziali
occasioni.
Gli anni del lungo soggiorno stanboulino, durato quasi vent'anni, ci sono familiari in particolar modo dal libro di Memorie, scritte dal pittore dopo il suo
rientro in Italia, da cui emerge con dettaglio la personalità di Zonaro quale esponente tipico del positivismo tardo-ottocentesco europeo. Vi approda
con l'animo predisposto a trarre dalla vita quotidiana un repertorio di immagini, usi e costumi osservati con oggettiva adesione; determinato a cogliere
le opportunità che la dimensione internazionale della metropoli levantina, animata da diplomatici, professionisti, banchieri occidentali può offrire ad un
artista cui non fanno difetto spirito imprenditoriale e lucidità di visione storica. In un percorso di progressiva affermazione sociale e artistica, affiancato
dalla moglie Elisa Pante, sua allieva a Venezia, che lo ha preceduto a Istanbul e che per favorire l'attività del marito non ha esitato ad impratichirsi
della tecnica fotografica a Parigi, Zonaro si trova nel giro di pochi ad essere nominato pittore di corte dal Sultano Abdul Hamid II. Dal 1896, anno del
suo insediamento, carico di un bagaglio formativo completo, Zonaro mette al servizio del sultano le proprie qualità pittoriche in tutti i generi e le
tecniche artistiche e la sua duttilità per soddisfare le esigenze di autorappresentazione della corte passando dal ritratto alla rappresentazione di
cerimonie pubbliche, alla celebrazione di eventi politici, alla evocazione di momenti salienti della storia ottomana. Non solo. La sua abitazione,
concessagli dal sultano per i buoni uffici artistici svolti per la corte, diviene anche studio e galleria di sue opere con l'intento, esplicitato nelle memorie
e frutto della "accorta gestione" della sua attività e del suo rapporto con la corte, di svolgere anche un'opera "didattica" verso il popolo turco.
L'attività stanboulina non impedisce a Zonaro di tenere ben presenti i mutamenti del gusto che parallelamente si affermavano in Occidente e di inviare
opere a manifestazioni espositive in Italia e in Europa. In parte della sua produzione di fine secolo non manca di allinearsi alle tendenze più avvertite
di stampo idealista e simbolista che si andavano affermando negli anni a cavallo tra Otto e Novecento.
La crisi politica che determina la destituzione di Abdul Hamid travolge anche il pittore, sebbene egli sia stato amico dell'eroe dei Giovani Turchi,
Enver Bey, e che proprio nei giorni cruciali della caduta del Sultano ne promuova il ritratto.
Zonaro lasciò Istanbul nel 1910 e stabilì, dopo una breve e sfortunata parentesi romana, la sua casa e il suo atelier a San Remo, città della riviera dalla
vocazione internazionale e "mediterranea", culla, negli anni a cavallo della prima guerra mondiale, di intellettuali e artisti, dove concluderà l'attività
artistica e la vita.



Sponsor dell'iniziativa: Lottomatica, Yapi Kredi, Erol Makzume, Associazione di Amicizia Italo-Turca di Istanbul
Catalogo a cura di Yapi Kredi Kültür Sanat Yayincilik
Organizzazione e realizzazione: Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Dipartimento dei Palazzi Nazionali della Grande Assemblea della Turchia,
Centro Yapi Kredi per le Attività Culturali - Arte e Editoria, Comunicare Organizzando
Orario 9.30-18.30 tutti i giorni
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: tel. 06/6780664

Ufficio Stampa: Novella Mirri tel. 06/6788874; Fax 06/6791943; email: ufficiostampa@novellamirri.191.it


Roma, novembre 2004


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