Proroga della mostra "Uberto Bonetti Futurista - Viaggio in Sardegna"

Proroga della mostra "Uberto Bonetti Futurista - Viaggio in Sardegna" "Uberto Bonetti Futurista - Viaggio in Sardegna" Nuoro, Centro Polifunzionale, via Roma.

03/nov/2009 09.21.29 Istituto Superiore Regionale Etnografico Contatta l'autore

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“Uberto Bonetti Futurista - Viaggio in Sardegna”

      Nuoro, Centro Polifunzionale, via Roma.

 

 

Oggetto: Proroga della data di chiusura della mostra “Uberto Bonetti Futurista- Viaggio in Sardegna”

 

L'istituto Superiore Etnografico della Sardegna  comunica che la mostra “Uberto Bonetti Futurista - Viaggio in Sardegna”, allestita a Nuoro nei locali del Centro Polifunzionale in via Roma, resterà aperta fino al 15 novembre 2009 con il seguente orario: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso gratuito

 

 

LA MOSTRA

La mostra trae origine dalla donazione all’Istituto Superiore Regionale Etnografico di tutti i disegni e gli acquerelli inerenti alle maschere, agli abiti e ai disegni comparativi effettuata da Carlo Vanni Menichi, sociologo di Pistoia, nonché caro amico di Uberto Bonetti e della sua famiglia.

Presenta sessantasei opere, in massima parte inedite, nel centenario della nascita dell'artista (Viareggio 1909 – 1993) e del manifesto del Futurismo, realizzate in gran parte con tecnica mista, e risalenti verosimilmente al periodo tra il 1932 e il 1939.

 

I lavori sono per circa la metà aeroviste di città italiane - cui si deve la fama e il ruolo di Bonetti nel panorama artistico italiano - conseguenti alla sua convinta adesione ai principi de l'Aeropittura futurista formalizzati nel manifesto redatto nel 1929 da Marinetti, Balla, Prampolini, B. Cappa, Fillia, Depero, Dottori, Tato.

 

Su impulso di Krimer (Cristoforo Mercati), Bonetti avvia, a partire dal 1932, la produzione di un ciclo di vedute aree delle più importanti città italiane, dal nord fino al meridione, compresa la Sicilia e la Sardegna, delle città fondate dal regime fascista, e di alcune delle località turistiche più alla moda (Cortina, Capri, l’Abetone e ovviamente le città della Versilia).

 

In mostra si hanno sedici lavori riguardanti la Sardegna, in particolare Nuoro con cinque vedute - tra le quali si segnala la tavola con in primo piano il bel palazzo delle Poste disegnato da Angiolo Mazzoni, prestigioso esponente dell’architettura futurista - Cagliari e Mussolinia (Arborea) con tre vedute e poi Orgosolo, Arbatax, Golfo Aranci, la cascatella de S’ispendula.

 

Altre quattordici opere attengono a vedute aeree e a sintesi delle emergenze architettoniche di diverse città della penisola, da Pistoia a Roma, da Pisa a Bolzano, Grosseto e altre.

 

Oltre alle vedute di città, che riguardano la tipologia tematica più conosciuta e apprezzata della produzione di Bonetti, la mostra espone diciotto disegni a matita e acquerelli di maschere di Mamuthones e di Boes e loro elaborazioni, ai quali si attribuisce la datazione del 1936, anno del viaggio di Bonetti nell’isola - cui fa riferimento il titolo della mostra – insieme a Thayaht (pseudonimo di Ernesto Michahelles, inventore, della tuta, artista poliedrico, pittore, scultore grafico, sperimentatore…). Di Thayaht è peraltro presente in mostra una caricatura eseguita da Bonetti (un’altra caricatura riguarda Italo Balbo).

 

Se si tiene conto che l’unica immagine sulle maschere barbaricine antecedente al 1951 è la fotografia delle maschere facciali pubblicata nel 1935 su Arte Sarda di G. U. Arata e G. Biasi, questi disegni costituiscono la prima documentazione iconografica delle maschere di Mamoiada e di Ottana. Essi rappresentano per la Sardegna un documento di straordinario interesse storico – etnografico. Nel contempo confermano come Bonetti, diventato famoso nel 1931 con l’invenzione della maschera del Burlamacco, assurta di seguito a simbolo stesso di Viareggio, avesse conservato per il mondo delle maschere e del carnevale l’interesse manifestato da giovanissimo. Un interesse che avrebbe coltivato anche negli anni successivi con i suoi studi sulla commedia dell’arte

 

Un’altra sezione espone otto bozzetti di abiti maschili ispirati all’abbigliamento della Barbagia. I disegni, alcuni dei quali denominati dallo stesso Bonetti, “Abito sardo, Nuoro”, “Abito sardo da festa” non presentano ragas, giubbetti e larghi calzoni bianchi ma, coerentemente all’esaltazione della modernità e della praticità proclamata dal Futurismo - i suoi massimi esponenti si interessarono fortemente alla moda e all’abbigliamento - comode giacche e giacconi, su calzoni a tubo. Della tradizione sembrano salvarsi alcuni elementi connotati proprio da praticità: il cappottino con cappuccio e la cintura portamoneta.

 

In occasione della mostra, dai modelli offerti da questi bozzetti sono stati realizzati degli abiti che accompagnano l’esposizione.

 

La mostra comprende anche quattro disegni a matita di copricapi e acconciature femminili e un quinto di copricapi maschili, relativi alla Sardegna, alla Corsica e all’Albania, con evidenti funzioni comparative. Infine, tre disegni riproducono studi per ricami di carattere floreale. Questi bozzetti sono probabilmente successivi a quelli della serie delle maschere e degli abiti.

 

Paolo Piquereddu

 

 

Uberto Bonetti Futurista

Viaggio in Sardegna

Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna

in collaborazione con il Comune di Nuoro

 

Nuoro Centro Polifunzionale, Via Roma

orario: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19

Ingresso gratuito

 

Ideazione e progetto espositivo:

Paolo Piquereddu con Francarosa Contu e Claudio Mangoni

e con l’amichevole collaborazione di Vanni Menichi

 

Realizzazione dell’allestimento

Settore Musei dell’ISRE

 

Catalogo

A cura di Paolo Piquereddu

Testi di Claudio Giorgetti, Antonella Pesola, Paolo Piquereddu

Edizioni ISRE, 2009

 

INFO:

Istituto Superiore Etnografico della Sardegna

Via Papandrea, 6

08100 Nuoro

www.isresardegna.it

Tel 0784 242900 /242905 /202906

Fax: 0784 37484

email: promozione@isresardegna.org

isresardegna@isresardegna.org

 

 

 

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