Aspettando la 30ma LIWF: dall’ “Osservatorio Tradinvest” le ultime statistiche sul mercato inglese delle bevande alcoliche

Aspettando la 30ma LIWF: dall' "Osservatorio Tradinvest" le ultime statistiche sul mercato inglese delle bevande alcoliche Londra, 7 maggio 2010 Alla vigilia della 30ma edizione del London International Wine Fair - appuntamento chiave per il comparto vitivinicolo che vedrà riuniti a Londra dal 18 al 20 maggio 30.000 operatori di settore da tutto il mondo - Tradinvest, che a Londra ha la sua sede e dal 1995 segue l'evoluzione dei business trends del Regno Unito, rende noti i risultati delle ultime analisi sul mercato inglese delle bevande alcoliche.

07/mag/2010 18.06.57 Tradinvest TV Contatta l'autore

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Londra, 7 maggio 2010 Alla vigilia della 30ma edizione del London International Wine Fair – appuntamento chiave per il comparto vitivinicolo che vedrà riuniti a Londra dal 18 al 20 maggio 30.000 operatori di settore da tutto il mondo – Tradinvest, che a Londra ha la sua sede e dal 1995  segue l’evoluzione dei business trends del Regno Unito, rende noti i risultati delle ultime analisi sul mercato inglese delle bevande alcoliche.

 

Le statistiche confermano il severo impatto della crisi 2009 sul mercato inglese dell’alcool -nettamente suddiviso al suo interno nei settori birra e vino - , impatto amplificato dalle politiche di tassazione governative che da gennaio 2010 riportano la VAT al 17,5% ed incrementano le tasse sugli alcolici. Drammatiche le conseguenze per il comparto birra, che ha subito un aumento delle tasse pari al 20% negli ultimi due budget, ed ha visto pertanto drastici cali nelle vendite sia off-trade che on-trade: i pub sono in caduta libera . “E’ dal 1930 – commenta Marco Macorigh, Direttore di Tradinvest -  che non si verificavano questi picchi nella chiusura dei locali. La BBPA (British Pub and Bar Association) riporta che nel 2009 ben 2500 pub hanno abbassato le serrande per l’ultima volta, in media 52 locali a settimana”. Nei primi mesi del 2010 il vertiginoso ritmo è rallentato, assestandosi attorno alle 40 chiusure. Per i pub, la sopravvivenza oggi è legata alla scommessa sui mondiali di calcio; i gestori sperano nel successo della nazionale inglese a giugno per risollevare le sorti dei locali, dal momento che il fuso orario di due ore farà coincidere i tempi di gioco con i tradizionali orari in cui gli inglesi sono soliti frequentare i locali. A calendario c’è un altro appuntamento di grande potenziale in questa prospettiva, le Olimpiadi di Londra 2012, ma in questi tempi dove si naviga a vista non è scontato fare affidamento su una data che appare ancora lontana.

 

Registra invece solo un calo dello 0,2% il trend nel consumo di vino, riportando anche risultati incoraggianti: come indicano le statistiche del Wine and Spirit Trade Association, il consumo di rosè è sensibilmente aumentato (dal 37% del 2005 al 59% del 2009), in particolare presso la fascia femminile, che si orienta verso un carnet di vini a gradazione alcolica ridotta. Segnali positivi anche per i bianchi, dove si denota in particolare una forte ripresa delle bollicine – specie il Prosecco, vino esclusivo del Friuli e del Veneto grazie al recente riconoscimento DOC come alternativa economica ma di qualità allo champagne. Tra tutti gli alcolici, il vino di alta qualità è quello che viene meno colpito dal calo nelle vendite: il consumatore-tipo di questo prodotto è infatti molto informato e può permettersi di continuare ad acquistarlo anche con l’aumento dei prezzi. A titolo esemplificativo, Majestic Wine - grosso importatore di vini - ha visto un aumento nell’ultimo anno del 3,4% proprio grazie al forte impulso dato dai vini di alta qualità.

Le vendite off-trade sono concentrate principalmente presso le grandi distribuzioni, quale Sainsbury’s e Tesco, che, offrendo un’ampia gamma di prodotti a prezzi competitivi, riescono a posizionare meglio i prodotti. La crisi ha modificato le abitudini di vita della gente, che con la perdita dell’impiego tende a limitare al minimo le uscite e le conseguenti spese ‘fuori casa’. “Questo dato – registra Macorigh – ha indicato alle aziende che, in concomitanza con il calo della domanda, si è verificato un radicale cambiamento nei consumi: dalle nuove confezioni formato famiglia a soluzioni risparmio sul packaging e sui trasporti, saranno le aziende che riusciranno a proporsi in modo innovativo su questo fronte che più entreranno in sintonia con il bacino di consumatori del mercato delle bevande alcoliche”.

 

 

 

Per ulteriori informazioni sulle ricerche di mercato relative all’UK:                       Marco Macorigh    m.macorigh@tradinvest.co.uk

 

 

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