Post vendemmia: commenti a caldo.

14/ott/2010 21.47.11 emanuele rolfo Contatta l'autore

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La Vendemmia è terminata e con queste poche righe sono a portarVi la buona notizia che tutte le uve sono in cantina e adesso si continua con la lavorazione sui vini nuovi, cercando di ottenere sempre il massimo da quanto la natura ha voluto offrirci. Il raccolto è stato buono : le quantità mantengono il trend degli scorsi anni e la qualità è più che buona. Ci sono gradazioni alcoliche sulla maggior parte dei vini più “normali”, nel senso più contenute; mentre l’insieme organolettico sembra più che soddisfacente. Mano a mano che i mesi passano, si andrà delineando il carattere intrinseco di ogni vino, che come ben saprete noi cercheremo di preservare ad ogni passaggio fino alla bottiglia, per portare sulle Vs tavole, nei Vs momenti di consumo, in tutta la loro originalità, freschezza e tipicità soprattutto; rimarcando quindi, non mi stancherò mai di dirlo, la loro origine, il loro territorio: il Roero. È in questo che noi crediamo, e con questa “fede” che abbiamo impostato la nostra filosofia aziendale ed in tutti i modi ci adoperiamo affinchè venga fuori da ogni nostro singolo prodotto, da ogni bicchiere . Intanto a grandi passi il tempo passa, siamo arrivati all’autunno inoltrato, e quindi la nostra mente adesso, un po’ libera dalle responsabilità della vendemmia, si sposta all’aspetto commerciale, economico. Fino alla prossima primavera a questi aspetti dovremmo dedicare la maggior parte dei nostri sforzi, come se fosse una seconda vendemmia. A tutti Voi chiedo collaborazione e responsabilità: ognuno nei suoi ruoli deve fare la Sua parte e farla bene. Il consumatore finale sempre con la lucidità di un consumo consapevole cercare prodotti di qualità, di provenienza certa, prodotti di un determinato territorio, di un determinato produttore. Creare e cercare momenti di consumo a casa o fuori casa, sempre in compagnia, per uno scambio di impressioni, per una crescita culturale ed enoica. E quando questi momenti di piacere sono al di fuori delle mura domestiche , organizzarsi per quanto riguarda l’aspetto relativo allo spostarsi: vuoi con un “guidatore” scelto, sorteggiato tra il gruppo, che si limita nel consumo in base alla propria soglia di sopportazione ( non ho detto che non deve bere !!!!); oppure sfruttando i mezzi pubblici ( quando possibile …!!!!). Gli intermediari , quali essi siano, tra noi , produttori, e il consumatore finale, devono giocare bene le loro carte: sempre consigliare, informare, approfondire, dialogare con i loro commensali, con gli avventori dei loro locali, dei loro negozi. Cercare quel legame che permette la fidelizzazione del cliente stesso. Con questo lungi da me l’idea di insegnare “al gatto ad arrampicarsi sulle piante”, ma visto il momento critico che stiamo attraversando, vista la contrazione dei consumi, la crisi economica che non molla la sua presa e mille altri bastoni tra le ruote, non vedo male un momento di riflessione e collaborazione in tutta la filiera. Quanto mi piacerebbe vedere nei ristoranti o comunque nei locali pubblici in genere, che servono vino, la possibilità di offrire al cliente ( ma anche dietro pagamento di una modica cifra) la possibilità di testare il proprio tasso alcolemico dopo una serata passata a mangiare e bere. In modo che questo possa far rientro a casa in tutta tranquillità, per sé e per gli altri e senza il pericolo di incorrere in salate contravvenzioni in caso di superamento della soglia dello 0.5 . Il cliente che oltrepassa questo limite, anche se lucido, sapendolo, può così ancora rimanere nel locale, fare quattro parole, mangiare qualcosa,… affinchè il proprio organismo smaltisca un po’ di alcool e il suo tasso alcolemico scenda almeno a 0.5. Non chiedo di fare una piccola palestra con tanto di cyclette in ogni ristorante per smaltire le mangiate e le bevute; mi sembra solo che da questo piccolo servizio ne traggano vantaggio un po’ tutti: il consumatore finale che impara a conoscere un po’ meglio i propri limiti in relazione al tasso alcolemico imposto dalla legge; il ristoratore che tornerà a servire vino a tutti coloro che per paura di oltrepassare i limiti, a priori non toccavano un bicchiere ( se non di acqua) anche se di corporatura robusta e in piena salute. E per ultimi noi produttori, che tutte le volte che entriamo in un bar o in ristorante e vediamo solo bicchieri d’acqua davanti a persone in piena attività lavorativa , ci “prende lo sconforto” . Apro una parentesi sui più giovani , nella polemica delle discoteche, del bere e del far tardi. Basterebbe che invece dei soli, ripeto, dei soli posti di blocco sulle strade, le pattuglie atte al controllo si appostassero all’uscita dei parcheggi delle discoteche e lasciassero andare a casa solo quelli lucidi, in regola con l’alcool test e negativi al test del droghe ; agli altri, invece, ….un bel giretto di corsa a piedi tutt’intorno al parcheggio…come in un gran piazzale di una caserma !!!! Si avrebbero così meno macchine a girare su e giù per i bricchi e le strade secondarie per evitare i posti di blocco, e quindi percentualmente meno incidenti. Questa si che sarebbe una soluzione, metterebbe d’accordo tutti, padri , madri e figli compresi; qualcuno invece meno contento c’è, e sarebbe “il sistema” , a causa dei minori introiti ( leggi soldi che entrano) per tutta la…filiera . “Ritorno al mio seminato”: i momenti sono difficili, molto difficili, per tutti, per tutta la nostra filiera, dal produttore al consumatore finale; solo con una strategia, una linea di lavoro comune, condivisa e ben chiara si posso raggiungere degli obiettivi e uscire da questa crisi, da questa contrazione dei consumi. Vi lascio con un saluto e un brindisi con i vini del 2010 , quando pronti s’intende, con i giusti tempi…. come tradizione comanda . Quindi ora brindiamo con le annate precedenti , che è meglio !!!!. Emanuele Rolfo Valle Casette, 14.10.2010
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