Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena studia la tracciabilità oggettiva dei mosti


Modena, 16 febbraio 2006 – Si è da poco conclusa la fase operativa del progetto denominato “Autenticità Mosti”, promosso dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena e finanziato dalla Regione Emilia Romagna.

 

Obiettivo del progetto era l'elaborazione di un modello costruito su criteri oggettivi utilizzabili per la tracciabilità geografica (Regione Emilia Romagna) delle materie prime (mosti concentrati e/o mosti cotti ) impiegate nella produzione di Aceto Balsamico di Modena e la valutazione economico reddituale dell'impatto di tali tecniche sulla filiera, sia a livello aziendale, sia a livello di mercato.

 

Il progetto, condotto sotto la responsabilità scientifica congiunta dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e del Dipartimento di Chimica dell’Università di Modena, per quanto riguarda l’elaborazione del modello, e dello Studio Norscia relativamente alla valutazione degli impatti economici, ha prodotto alcuni risultati interessanti, seppur preliminari ed in attesa di ulteriori approfondimenti.

 

L'individuazione di tali metodiche sarebbe di fondamentale importanza per il Consorzio Aceto Balsamico di Modena, perchè permetterebbe di riconoscere nella composizione chimica e fisica del prodotto le Regioni maggiormente determinanti. Ricordiamo infatti che il disciplinare allegato al Decreto Ministeriale 18/11/2004 , e alla richiesta di protezione della denominazione in ambito UE, prevede che i mosti utilizzati per la produzione del pregiato condimento siano ottenuti solo ed esclusivamente da uve coltivate nella regione Emilia Romagna.

 

Negli ultimi dieci anni – afferma Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena - è progressivamente aumentato l'interesse dei consumatori europei verso prodotti alimentari di origine locale, caratterizzati cioè da una ristretta zona di produzione e da processi di lavorazione tradizionale. Il settore dei prodotti a denominazione d'Origine ha mostrato negli ultimi anni un trend di crescita piuttosto interessante, ma bisogna tener presente che a livello europeo le aziende che producono prodotti a marchio geografico sono spesso di piccole dimensioni ed il loro futuro, che è il futuro di questo promettente settore dell'agroindustria, dipende quasi esclusivamente dalla fiducia che il consumatore riporrà nella "dichiarazione" di provenienza geografica ed in quella di tradizionalità del metodo di produzione, alla base del marchio DOP o IGP. Alla luce di queste considerazioni si capisce quindi l’importanza che il Consorzio attribuisce alla possibilità di avere un sistema di rintracciabilità dei mosti basato sull'individuazione di sostanze caratteristiche del territorio di provenienza

 

La ricerca è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di numerosi attori, tra cui l’AIB, Assaggiatori Italiani Balsamico, che ha realizzato le interviste sui consumatori a livello internazionale e le cantine Caviro e Settecani, che hanno permesso il prelievo diretto presso le loro linee di produzione dei diversi tipi di mosti necessari alla sperimentazione.

 

Il rapporto contenente la descrizione del progetto ed i risultati ottenuti sarà reso disponibile a chiunque ne faccia richiesta, a partire dal prossimo mese di maggio.

 

Per maggiori informazioni:

Consorzio Aceto Balsamico di Modena

Tel. 059 2929373 – fax 059 2928086

presidenza@consorziobalsamico.it  - info@consorziobalsamico.it

 

(Fonte: AlimentaPress)

 
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