Questo avviene ovviamente per il consumatore
evoluto. Patrizia de Luca, docente del
MIB di Trieste e curatrice, assieme ad altri docenti della School of
management, dello studio sul packaging del vino e sulla sua percezione, ha
invece spiegato le dinamiche di acquisto per il
consumatore medio, che spesso si rivolge alla GDO. Il tempo dedicato alla
scelta è in media 18” ed essa è spesso basata
sul packaging, che trasmette dei messaggi.
Frequentemente la bottiglia ne contiene troppi e in ordine confuso. Del
valore del marchio ha invece parlato Paolo Preti, Direttore Master PMI dell’SDA Bocconi. Per creare il valore del brand è
essenziale lavorare sulla sua riconoscibilità da parte del cliente. Il brand è
un bene immateriale ed è più difficile da valorizzare ma più si è riconoscibili
e più il brand è forte. Nel caso del mondo del vino, e in particolare dei soci
Agivi, il valore è dato dal fatto che ognuno è produttore, è legato alle radici
del proprio territorio. Il marchio infatti deve essere
costruito dal basso, non è il frutto di una strategia costruita a tavolino ma è
il risultato di una serie di esperienze positive. Il Forum ha infine sentito il parere di
Buonitalia grazie al Presidente Fabrizio Mottironi. Buonitalia è nata due anni fa per affrontare il problema della
polverizzazione del settore in Italia. Due soli dati
emblematici: nel nostro paese il 97% dei trasformatori hanno un fatturato
inferiore ai 10 milioni di euro e nella distribuzione organizzata
l’Italia si colloca al 14° posto. Il Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali ha quindi pensato di realizzare una Spa, Buonitalia, creando così una
cabina di regia che ottiene i finanziamenti dal MIPAF per poi metterli a
disposizione del sistema imprese. La novità del progetto Buonitalia sta nel ruolo di protagonista del sistema
– impresa, che diventa
responsabile del progetto. In particolare, per il settore vino, diretto da
Giorgio Serra, Buonitalia dispone di 15 milioni di
euro destinati a promuovere il sistema del vigneto Italia in modo concreto.
Oltre che l’occasione di presentazione del nuovo logo Agivi, il Forum
quindi si è dimostrato
un’opportunità per affrontare in modo aperto e
provocatorio alcune tematiche attuali. E’ proprio questo
l’elemento distintivo di Agivi: la capacità di
dire le cose come stanno e puntare il dito sui punti deboli per aiutare il
mondo del vino a migliorare.
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Silvia Baratta