MONTELVINI LANCIA MONVIN: IL NUOVO NOME DEL VINO ALLA SPINA

MONTELVINI LANCIA MONVIN: IL NUOVO NOME DEL VINO ALLA SPINA.

Persone Armando Serena, Alberto Serena, Montelvini
Luoghi Italia, Veneto, Marche, Venegazzù, provincia di Treviso
Argomenti enologia, ristorazione

16/apr/2012 16.38.20 studiocru Contatta l'autore

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La gamma di vini in fusto prodotta da Montelvini da oggi ha un nuovo nome: Monvin.

L'azienda vinicola di Venegazzù (Treviso) ha infatti deciso di creare un nuovo marchio per identificare i propri vini venduti alla spina in bar e ristoranti, conservando il marchio Montelvini esclusivamente per i vini in bottiglia.

“Crediamo molto nel vino alla spina – spiega Alberto Serena, vicepresidente di Montelvini – per questa ragione abbiamo creato un nuovo brand, interamente dedicato. Il consumatore potrà così associare Monvin al migliore vino sfuso, mentre Montelvini rimanderà immediatamente ai nostri vini e ai nostri spumanti in bottiglia”.

Montelvini è attualmente il leader italiano nel vino alla spina di qualità. Merito soprattutto di Armando Serena, fondatore e presidente di Montelvini, che per primo introdusse in Italia nel 1988 il vino in fusto. L'esperienza maturata negli anni ha consentito di migliorare costantemente la qualità dei prodotti e di introdurre importanti innovazioni, di cui l'azienda detiene numerosi brevetti. Come l'intuizione del fusto nero Monvin: ergonomico, facile da trasportare e da accatastare, occupa poco spazio e grazie al suo inconfondibile rivestimento nero, evita al vino di subire shock termici, ai quali sono invece sottoposti i fusti ricoperti solo d’acciaio.

Con dieci milioni di euro investiti in innovazione nell'ultimo decennio, l'azienda di Venegazzù continua a guardare avanti. “Vediamo ottime prospettive di crescita per Monvin - prosegue Alberto Serena – che propone un prodotto assolutamente moderno”. Il vino alla spina infatti è apprezzato da chi è attento ai temi ambientali: non si utilizzano bottiglie, tappi, etichette, capsule, cartoni. Permette di limitare i costi di produzione, di consumare meno risorse energetiche ed ambientali, di creare meno rifiuti ed inquinamento atmosferico.

Il fusto si può infatti riutilizzare dopo essere stato appositamente sterilizzato. L’acciaio con cui è costruito è il materiale che meglio di tutti gli altri conserva il vino, in quanto non viene a contatto con la luce e soprattutto con l’aria: versare il vino alla spina sarà sempre come bere da una bottiglia appena stappata.

Monvin ha recentemente messo a punto un severo progetto di tracciabilità che permette di ripercorrere a ritroso tutto il percorso produttivo. Uno staff tecnico composto da sette enologi segue costantemente ogni fase della produzione.

Ampia la gamma di prodotti. Si va dai vini tipici del Veneto come Chardonnay-Garganega, Verduzzo Dorato, Glera, Merlot Cabernet, Raboso a vini di regioni limitrofe come Teroldego e Sangiovese delle Marche.

Quindi i vini prodotti in esclusiva che già hanno concorso alla fortuna di Monlevini e che certamente renderanno celebre Monvin: Prodry, Monvin Bianco e Rosso, Verd’oro, Aromando, Caber e Giramondo.

 

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