VINO SFUSO E VINO IN BOTTIGLIA, C’E’ DIFFERENZA?

03/mag/2012 16.22.19 Livio Copywriter Contatta l'autore

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Ma secondo voi c’è differenza tra vino sfuso e vino in bottiglia? Punti di vista. Sicuramente quello di Daniele e Walter, incentrato sulla qualità per entrambi, fa riflettere su come si possano pensare questi due modi di offrire un ottimo vino. Attenzione, c’è scritto ottimo vino sfuso del Piemonte, e precisamente del Roero.
La Cantina Franco Casetta offre agli appassionati diverse denominazioni: Barbera sfuso, Dolcetto sfuso, Bonarda sfuso, Nebbiolo sfuso, Freisa sfuso, e, tra i bianchi, Cortese sfuso, Favorita sfuso, e Arneis sfuso. Per chi ama anche la bottiglia questi ed altri vini sono pronti per soddisfare i clienti.
Torniamo al punto di partenza e vediamo se ci sono differenze tra vino sfuso e vino in bottiglia. Nello scorso articolo abbiamo parlato di come travasare il vino sfuso dalla damigiana alla bottiglia . Ora cerchiamo di capire le vere differenze tra un imbottigliamento “fai da te” e quello eseguito nelle cantine.
Il vino rosso destinato all’imbottigliamento viene “filtrato largo”, cioè fatto passare in filtri che ne trattengono le parti solide ed i cristalli. Le bottiglie nuove vengono sciacquate per evitare frammenti di vetro, il vino analizzato secondo i canoni dell’HCCP relativi ai solfiti.
Il vino bianco ha lo stesso procedimento, ma la “filtrazione stretta” trattiene i microorganismi responsabili di fermentazioni secondarie, assolutamente da evitare in bottiglia.
A livello qualitativo la Cantina Franco Casetta propone i vini del Roero sia sfusi che in bottiglia. Allora ci sono differenze tra il vino imbottigliato e quello sfuso?

LE DIFFERENZE

La prima differenza riguarda i recipienti. Il vino in bottiglia viene venduto così in quanto tale, il vino sfuso può essere acquistato in damigiana, in taniche, in bag in box da 10 litri forniti da Daniele e Walter.

La seconda differenza riguarda il prezzo. Il vino sfuso è più economico perchè, una volta acquistato, l’appassionato deve seguire i processi dell’imbottigliamento a casa, seguendo le regole spiegate nello scorso articolo di aprile. E, rispetto al vino imbottigliato, ha ovviamente meno costi.

La terze differenza riguarda l’aspetto ecologico. A differenza del vino in bottiglia che viene venduto sempre in bottiglie nuove, quelle usate per lo sfuso hanno un maggiore riutilizzo, con conseguente minor trasporto su gomma, carta per le etichette etc...

La quarta differenza, e forse la più significativa, riguarda il tempo. Il vino destinato alla vendita diretta in bottiglia è quello che richiede un’invecchiamento maggiore rispetto a quello sfuso. Chi ama i grandi vini che maturano con il tempo, li acquista in bottiglia perchè il pregio di denominazioni di valore richiede un procedimento diverso rispetto a quello utilizzato per il vino sfuso. La differenza in questo caso è legata alla fase della pulizia durante la filtrazione e l’imbottigliamento.
Ma allora il vino sfuso non viene filtrato? La qualità ne risente? Ogni produttore decide come proporre il proprio vino . Possiamo dire che il vino da pasto dev’essere considerato di pronta beva, da consumare in pochi mesi. La cantina Franco Casetta opera un passaggio di filtrazione anche per il vino sfuso, anche se questa operazione viene fatta in modo minore rispetto al vino destinato all’imbottigliamento. Non è una scelta che ne diminuisce la qualità, ma ne conferma la caratteristica di vino da bere a pasto, piacevole, simbolo di un territorio che, tra quelli dove si produce il vino sfuso del Piemonte, regala un prodotto di ottima fattura.

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