Alimentazione, occhio a quello che si mangia

17/mag/2012 18.55.05 Sara Borsari Contatta l'autore

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Sono sempre più frequenti le storie relative a truffe alimentari e al problema della scarsa igiene di ristoranti, trattorie ed esercizi commerciali, oltra che al non rispetto delle regole per la conservazione e il mantenimento in buono stato degli alimenti. Se da una parte oggi sapere cosa si ingerisce è più facile grazie ai tanti canali informativi a disposizione, oltre alle etichette obbligatorie sui prodotti, dall’altro quando si va a mangiare al ristorante non è facile aver certezza del cibo che finisce nel nostro piatto. I rischi in questo caso sono sempre molto alti. Spesso non basta nemmeno affidarsi al passaparola, alla cura estetica del locale, alla sensazione di igiene e pulizia, per evitare brutte sorprese. Sull’alimentazione non si può però approssimare, dato che ciò che mangiamo ha conseguenze dirette sulla nostra salute.

Dunque ben vengano maggiori controlli dalle autorità competenti per salvaguardare la sana alimentazione. A maggior ragione in un momento di grande difficoltà economica, dove le attività commerciali le provano tutte per cercare di risparmiare, spesso anche trasgredendo le regole. Sugli scaffali del supermercato non mancano alimenti che vantano il titolo di prodotto biologico, fornendo in questo modo una maggiore garanzia sulla provenienza e dunque sulla sicurezza di qualità. A voler meglio precisare si tratta dei prodotti da agricoltura biologica, ovvero quei cibi che non sono biologici in sé (perché tutti gli alimenti che si consumano sono di origine biologica), ma che derivano da un metodo di produzione diversificato, vale a dire dall’agricoltura biologica a dispetto di quella convenzionale. 

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