08/05/2006 12:31 AlimentaPress.it
Dopo il
rischio di scomparire sotto le acque, adesso i topi
www.alimentapress.it - Roma, 8 maggio 2006 - Sino a non
molto tempo fa il problema principale per gli abitanti di Tuvalu, una delle più
piccole e remote nazioni del mondo, era che l’arcipelago scomparisse sommerso
dalle acque. Secondo alcuni scienziati, nei prossimi decenni
l’innalzamento del livello del mare a causa del riscaldamento globale, potrebbe cancellare Tuvalu dalla faccia della
terra. Le nove piccole isole dell’arcipelago corallino della Polinesia
sono, infatti, completamente piatte e, nel punto più alto, non superano i
cinque metri sul livello del mare.
Ma un’altra minaccia è sopraggiunta....i topi.
I famigerati Rattus
rattus, o ratti neri, hanno cominciato ad imperversare tra gli
atolli di Tuvalu, rosicchiando ovunque ed arrecando gravi danni alla principale
coltura per l’esportazione dell’isola: le noci di cocco.
Le noci di cocco e la copra (polpa essiccata dalla quale
si ricava l’olio di cocco) sono la principale risorsa economica degli abitanti.
A parte, ovviamente, le royalty per
la cessione del suffisso del dominio internet del
paese (.tv) ad una compagnia americana, pare per la modica cifra di 50 milioni
di dollari.
I topi sono molto ghiotti di noci di cocco fresche e sono
inoltre particolarmente robusti ed aitanti. Un Rattus
rattus è in grado di fare balzi sino ad un metro da terra e non ha
problemi a saltare da un albero all’altro anche senza l’aiuto di
liane, danneggiando oltre il 60 per cento della produzione.
Grazie alla FAO, i 9.000 abitanti di Tuvalu possono
finalmente tirare un sospiro di sollievo – se
non per i rischi connessi con l’innalzamento del livello del mare almeno
per quanto riguarda i topi. La FAO è infatti
intervenuta con un progetto di gestione ecologica dell’infestazione per
il valore di 200.000 dollari che ridimensionerà le razzie delle bande di
roditori.
Il Granchio Ladro
Il programma sarà attuato da un esperto locale di lotta ai
roditori, che mostrerà ai contadini come liberarsi dei topi in modo
eco-compatibile. Priorità assoluta proteggere la popolazione
locale di granchi del cocco – una specie in rapida estinzione, vera
meraviglia del mondo animale.
I granchi del cocco, conosciuti come Granchi Ladri –
ed alcune volte soprannominati anche Granchi Godzilla – sono normalmente delle dimensione di un gatto, ma possono raggiungere fino a
80 centimetri di lunghezza. Sono i più gradi invertebrati terrestri del mondo e
le loro enormi chele riescono a sollevare massi pesanti anche 30 chili.
Come dice il nome, il loro cibo preferito sono le noci di cocco, sebbene a differenza dei ratti -
normalmente aspettano che il frutto caschi per terra prima di farne una
scorpacciata. Alcune volte, però, portano le noci di cocco
sugli alberi, le fanno cadere da tre quattro metri d’altezza, per
poi riscendere per mangiarle.
Il progetto FAO utilizzerà delle lattine di ananas riciclate contenenti esche appetitose trattate con
sostanze topicida. Le lattine saranno appese con fil di ferro così da essere fuori dalla portata dei granchi ma facilmente raggiungibili
dagli agili topi.
Sul tronco dei cocchi saranno fissate placche di metallo
per impedire che topi – o granchi - possano arrampicarvisi.
Progetti simili in altre zone hanno portato ad un aumento
della produzione del 180 per cento.
I risultati del progetto saranno a loro
volta esportati per la lotta contro i topi in quella parte del mondo.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979
Notizie dalla FAO
online: http://www.fao.org/newsroom/it/index.html