Più frutta e verdura
decisivi per una sana alimentazione
www.alimentapress.it - Roma, 18 maggio 2006 - Pratiche e
politiche agricole corrette possono promuovere diete salutari, ma al momento
gli europei mangiano molto peggio di 45 anni fa, è stato detto nel corso di una
riunione internazionale, che si svolge in questi giorni presso la FAO.
L’economista FAO Josef Schmidhuber rivolgendosi ai
rappresentanti dei settori agricoli, alimentari e nutrizionali dei paesi membri
degli uffici regionali europei dell’OMS e della FAO ha detto: “La
dieta dell’UE è diventata troppo ricca di grassi, soprattutto saturi, di
zuccheri e di colesterolo”.
Un segnale positivo tuttavia
c’è, ed è che nel 2002 la gente in Europa ha mangiato più frutta e
verdura. Nei paesi mediterranei la gente ha in genere mangiato in modo più
salutare che altrove, ma vi sono segnali di un deterioramento anche nella dieta
mediterranea, ha aggiunto l'esperto.
La riunione di due giorni, organizzata congiuntamente
dall’OMS e dalla FAO con il sostegno del governo italiano, intende
facilitare il dialogo tra il settore agricolo e quello della salute per
identificare politiche in campo produttivo, commerciale e fiscale che aiutino la gente a migliorare l'alimentazione e a combattere
l’obesità e le malattie ad essa connesse.
“È triste che sovrappeso e obesità colpiscano
soprattutto i settori più poveri della società, ed anche che abbiano
conseguenze di lungo termine su uno dei gruppi più vulnerabili - i
bambini", ha detto il Dr. Marc Danzon, Direttore
Regionale dell'OMS per l'Europa. “Tutti devono poter avere
un'alimentazione sana, e le politiche governative europee devono far sí che
essa sia disponibile e che tutti in Europa vi abbiano accesso”.
L'obesità è uno dei più grandi rischi per la salute umana del XXI secolo. Dagli anni '80 ad oggi la sua diffusione è
triplicata in molti paesi europei. Il numero di casi, soprattutto tra i
bambini, sta aumentando ad un ritmo allarmante.
L'obesità è di già responsabile del 2/8 per cento della spesa
medica ed in molte parti d'Europa è la causa del 10/13 per cento delle
morti - molto più che in qualsiasi altra parte del mondo.
Un doppio fardello
L’esperto di nutrizione della FAO Guy Nantel, nel
suo intervento ha sottolineato come l’obesità
ormai non riguardi più solo i ricchi paesi industrializzati, ma che stia
rapidamente diventando un problema anche nei paesi in via di sviluppo,
caricandoli del “doppio fardello” di sottoalimentazione da una
parte ed obesità dall’altra.
L'adozione di diete occidentali e regimi di vita sempre
più sedentari stanno facendo aumentare il fenomeno dell'obesità anche nei paesi
in via di sviluppo. E sono le donne ad essere le più
colpite, ha aggiunto Nantel.
La FAO stima che nel periodo 2000-2002 fossero
852 milioni le persone cronicamente sottoalimentate al mondo. Mentre nello stesso periodo l’OMS quantifica a 300
milioni gli adulti obesi, di cui 115 milioni che soffrono di malattie connesse
con l'obesità nei paesi in via di sviluppo.
Nantel cita l’esempio della Cina
dove il fenomeno della sovralimentazione è aumentato enormemente. Oggi si stima
che nel paese il 23 per cento della popolazione adulta sia in sovrappeso o obesa, e che le malattie croniche connesse con la
sovralimentazione siano diventate una delle cause principali di morte.
Una delle soluzioni al problema è quella di mangiare più
frutta e verdura, ha detto Eric Kueneman, responsabile del Servizio FAO di
Produzione Alimentare.
“La FAO promuove attivamente la produzione di frutta
e verdura sia per motivi legati alla salute, sia perché possono generare
reddito per i produttori". L’iniziativa congiunta OMS/FAO in corso
rappresenta un’interessante strada per una maggiore e più estesa
cooperazione nel campo della salute, dell’agricoltura e della
formazione”, ha aggiunto.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
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(+39) 348 870 5979