Necessari oltre 300 milioni di dollari
per le attività di controllo della FAO
www.alimentapress.it - Roma, 19 maggio 2006 - La crisi dell'influenza aviaria non è solo un problema
immediato e di breve periodo, ma con tutta probabilità sarà un’emergenza
con cui si dovrà fare i conti per diversi anni, ha affermato oggi Joseph
Domenech, Veterinario Capo della FAO.
A prescindere dalla prospettiva di un’epidemia
umana, le conseguenze della malattia sui volatili selvatici, ma soprattutto sul
pollame domestico, sono enormi, avverte Domenech. L’effetto a catena sul
settore avicolo potrebbe infliggere un duro colpo alle economie locali,
nazionali e di intere regioni del mondo.
A livello locale, le famiglie di piccoli allevatori che
dipendono dal pollame per il proprio sostentamento o come fonte di reddito,
sono minacciate dalla prospettiva di perdere gli animali o perché infetti o
perché abbattuti per evitare la diffusione della malattia. In molti paesi la
paura del contagio ha fatto crollare i consumi di pollame, mettendo
l’industria avicola in ginocchio.
La FAO è preoccupata che l’interesse internazionale
si sia focalizzato quasi esclusivamente sulla
possibilità che l’influenza aviaria possa diventare un’epidemia
umana, e si sia trascurato invece l’impatto devastante sul pollame e su
altri animali. Quest’attitudine, dice Domenech, rischia di non far capire
che il modo migliore per proteggere gli esseri umani è controllare e cercare di
sradicare la malattia tra gli animali.
L’agenzia insiste che la lotta a livello
internazionale va fatta con maggiore sorveglianza e monitoraggio, con strette
misure di biosicurezza, mediante l’abbattimento degli animali malati e
l’eliminazione sicura delle carcasse, controllando i movimenti di animali e prodotti.
Inoltre, la FAO raccomanda ai piccoli allevatori, a chi ne
commercia le carni ed a tutti coloro che vengono
stretto contatto con il pollame, di fare particolare attenzione affinché siano
applicate basilari norme igieniche e siano rafforzate le misure di
biosicurezza. I movimenti del pollame, da e verso i mercati, e la gente
coinvolta nella sua produzione e commercializzazione,
sono i principali veicoli della diffusione della malattia in aree prima non colpite.
Una diffusione così rapida della malattia ha significato
un aumento dei fondi necessari alla FAO per il suo programma di controllo della
malattia nei prossimi tre anni, ora stimati intorno a 308.5 milioni di dollari
– una somma più che doppia di quella che era stata quantificata e
richiesta alcuni mesi addietro. Sinora la FAO ha ricevuto soltanto 71 milioni
di dollari.
L’organizzazione ha già
speso oltre 20 milioni nella fornitura di beni e servizi a 87 paesi: circa 10
milioni in attrezzature veterinarie e di laboratorio; oltre 6 milioni in
risorse umane, veterinari ed altri esperti; circa 1.5 milioni per formazione in
attività di laboratorio, analisi epidemiologiche ed interventi sulla fauna
selvatica; oltre 500.000 dollari per analisi diagnostiche e studi
epidemiologici sul campo; e 2 milioni per spese operative generali.
La FAO e l’Organizzazione Mondiale per la Salute
Animale (OIE) hanno organizzato per il 30 e 31 maggio
a Roma una conferenza scientifica internazionale su influenza aviaria e
volatici selvatici per cercare di capire meglio il ruolo che questi ultimi
hanno nella trasmissione della malattia.
Come agenzia ONU con il ruolo guida nella lotta contro
l’influenza aviaria negli animali, la FAO parteciperà ad una conferenza
ad alto livello che si terrà a Vienna il 6 ed il 7 giugno prossimi. La
riunione, convocata dalla presidenza UE, dagli Stati Uniti, dalla Banca Mondiale
e dalla Cina, vedrà la partecipazione di ministri
della salute e dell’agricoltura, di veterinari, di epidemiologi e di
altri esperti dei paesi colpiti e dei paesi donatori.
L’intento è dare seguito agli accordi ed agli
impegni finanziari presi a gennaio in occasione della Conferenza dei donatori di Pechino a sostegno dell’azione internazionale
contro l’influenza aviaria.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979
Notizie dalla FAO
online: http://www.fao.org/newsroom/it/index.html