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A rischio d'estinzione i banani selvatici

03/05/2006 21:43 AlimentaPress.it

La FAOsollecita la ricerca delle specie selvatiche

 

www.alimentapress.it - Roma, 3 maggio 2006 - Destapreoccupazione la progressiva scomparsa dei banani selvatici in India, ilmaggiore produttore mondiale, informa la FAO.

 

La FAO è impegnata a preservare la biodiversità delpianeta. Sotto gli auspici dell’agenzia, nel 2004 è entrato in vigore ilTrattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione el’Agricoltura. La prima sessione del suo Organismo Direttivo si terrà dal12 al 16 giugno 2006 a Madrid.

Con una produzione annua di circa16,8 milioni di tonnellate, l’India copre oltre il 20 per cento dellaproduzione mondiale complessiva, che nel 2005 è stata di 72,6 milioni ditonnellate.

Suscita allarme il fatto che lo sfruttamento eccessivo ela perdita di foreste a causa del disboscamento illegale, dell’urbanizzazione, di pratiche agricole non sostenibili, stianocausando una rapida scomparsa di banani selvatici millenari. Tra essi un antenato della Cavendish,la varietà che al momento domina quasi per intero il mercato mondiale, con unaproduzione totale di circa 20 milioni di tonnellate l’anno.

Le varietà di banane da cottura – consumate fritte,lessate, al forno o a pezzi - sono l’alimento base di oltre 400 milionidi persone nei paesi in via di sviluppo. Inoltre le banane sono anche impiegatenella produzione di fibre e di birra, ed in India anche nella medicinatradizionale.

La banana è il frutto più esportato al mondo, in terminidi produzione globale è infatti la quarta derrata dopoil riso, il grano ed il mais.

 

Preservare la biodiversità

“Il subcontinente indiano ha dato un contributoenorme alla base genetica mondiale di banane”, dice NeBambi Lutaladio,esperto FAO di agricoltura. “Maa causa della distruzione dell’ecosistema, è probabile che molte preziosefonti genetiche siano ormai andate perdute.

“Questo poterebbe causare seri problemi perché lebanane, soprattutto le varietà commerciali, hanno un patrimonio genetico moltolimitato e sono molto vulnerabili a parassiti e malattie”.

Negli anni ’50 la GrosMichel, la banana commerciale allora dominante, fu distrutta daceppi della Malattia di Panama, causata dal fungo Fusarium. La varietà Cavendish,che risultò resistente all’infezione, fuintrodotta allora.

Lutaladio ha fatto notare che in molte parti del mondo ipiccoli produttori coltivano un’ampia varietà di banane non soggette amolte dalle malattie che al momento minacciano le banane commerciali.

 

Individuare le specie selvatiche esistenti

Tra le specie di banani andate perdute in India vi è unavarietà che ha conferito resistenza genetica alla temuta patologia del bananoda fungo nero Sigatoka,responsabile della devastazione di intere piantagioniin Amazzonia ed altrove. Solo un clone della specie, il cuinome scientifico è Musa Acuminataspp. Burmannicoides,rimane oggi presso i Giardini Botanici Indiani a Calcutta.

La FAO raccomanda di andare alla ricerca, in modosistematico, dei rimanenti habitat di banani selvatici presenti in alcune delleregioni più remote dell’India e nelle giungle del sud-est asiatico, pervalutare il danno e catalogare il numero ed i tipi di specie selvatiche ancoraesistenti. Fa appello anche ad un maggiore impegno nel preservare le specieesistenti, puntando su una migliore gestione del territorio da parte dellepopolazioni locali, sulla ricerca e sull’espansione dell’uso dibanani selvatici nei programmi di selezione vegetale.

Storicamente è stato Alessandro Magno aintrodurre le banane in occidente nel 327 A.C., al ritorno dall’invasionedell'India, quando disse di averle mangiate e di averle gradite molto.

Il nome banana deriva dall’arabo banan, ovvero dito. La pianta è stataintrodotta in Africa dai mercanti arabi, mentre sono stati i portoghesi aportarle nei Carabi ed in America Latina.

  

Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org

(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

 

Notizie dalla FAOonline:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html



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