La FAO interviene per sconfiggere un'infestazione di topi a Tuvalu


Dopo ilrischio di scomparire sotto le acque, adesso i topi

 

www.alimentapress.it - Roma, 8 maggio 2006 - Sino a nonmolto tempo fa il problema principale per gli abitanti di Tuvalu, una delle piùpiccole e remote nazioni del mondo, era che l’arcipelago scomparisse sommersodalle acque. Secondo alcuni scienziati, nei prossimi decennil’innalzamento del livello del mare a causa del riscaldamento globale, potrebbe cancellare Tuvalu dalla faccia dellaterra. Le nove piccole isole dell’arcipelago corallino della Polinesiasono, infatti, completamente piatte e, nel punto più alto, non superano icinque metri sul livello del mare.

 

Ma un’altra minaccia è sopraggiunta....i topi.

 

I famigerati Rattusrattus, o ratti neri, hanno cominciato ad imperversare tra gliatolli di Tuvalu, rosicchiando ovunque ed arrecando gravi danni alla principalecoltura per l’esportazione dell’isola: le noci di cocco.

Le noci di cocco e la copra (polpa essiccata dalla qualesi ricava l’olio di cocco) sono la principale risorsa economica degli abitanti.A parte, ovviamente, le royalty perla cessione del suffisso del dominio internet delpaese (.tv) ad una compagnia americana, pare per la modica cifra di 50 milionidi dollari.

I topi sono molto ghiotti di noci di cocco fresche e sonoinoltre particolarmente robusti ed aitanti. Un Rattusrattus è in grado di fare balzi sino ad un metro da terra e non haproblemi a saltare da un albero all’altro anche senza l’aiuto diliane, danneggiando oltre il 60 per cento della produzione.

Grazie alla FAO, i 9.000 abitanti di Tuvalu possonofinalmente tirare un sospiro di sollievo – senon per i rischi connessi con l’innalzamento del livello del mare almenoper quanto riguarda i topi. La FAO è infattiintervenuta con un progetto di gestione ecologica dell’infestazione peril valore di 200.000 dollari che ridimensionerà le razzie delle bande diroditori.

 

Il Granchio Ladro

Il programma sarà attuato da un esperto locale di lotta airoditori, che mostrerà ai contadini come liberarsi dei topi in modoeco-compatibile. Priorità assoluta proteggere la popolazionelocale di granchi del cocco – una specie in rapida estinzione, verameraviglia del mondo animale.

I granchi del cocco, conosciuti come Granchi Ladri –ed alcune volte soprannominati anche Granchi Godzilla – sono normalmente delle dimensione di un gatto, ma possono raggiungere fino a80 centimetri di lunghezza. Sono i più gradi invertebrati terrestri del mondo ele loro enormi chele riescono a sollevare massi pesanti anche 30 chili.

Come dice il nome, il loro cibo preferito sono le noci di cocco, sebbene a differenza dei ratti -normalmente aspettano che il frutto caschi per terra prima di farne unascorpacciata. Alcune volte, però, portano le noci di coccosugli alberi, le fanno cadere da tre quattro metri d’altezza, perpoi riscendere per mangiarle.

Il progetto FAO utilizzerà delle lattine di ananas riciclate contenenti esche appetitose trattate consostanze topicida. Le lattine saranno appese con fil di ferro così da essere fuori dalla portata dei granchi ma facilmente raggiungibilidagli agili topi.

Sul tronco dei cocchi saranno fissate placche di metalloper impedire che topi – o granchi - possano arrampicarvisi.

Progetti simili in altre zone hanno portato ad un aumentodella produzione del 180 per cento.

I risultati del progetto saranno a lorovolta esportati per la lotta contro i topi in quella parte del mondo.

  

Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org

(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

 

Notizie dalla FAOonline:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

 
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