Necessari oltre 300 milioni di dollariper le attività di controllo della FAO
A prescindere dalla prospettiva di un’epidemiaumana, le conseguenze della malattia sui volatili selvatici, ma soprattutto sulpollame domestico, sono enormi, avverte Domenech. L’effetto a catena sulsettore avicolo potrebbe infliggere un duro colpo alle economie locali,nazionali e di intere regioni del mondo.
A livello locale, le famiglie di piccoli allevatori chedipendono dal pollame per il proprio sostentamento o come fonte di reddito,sono minacciate dalla prospettiva di perdere gli animali o perché infetti operché abbattuti per evitare la diffusione della malattia. In molti paesi lapaura del contagio ha fatto crollare i consumi di pollame, mettendol’industria avicola in ginocchio.
La FAO è preoccupata che l’interesse internazionalesi sia focalizzato quasi esclusivamente sullapossibilità che l’influenza aviaria possa diventare un’epidemiaumana, e si sia trascurato invece l’impatto devastante sul pollame e sualtri animali. Quest’attitudine, dice Domenech, rischia di non far capireche il modo migliore per proteggere gli esseri umani è controllare e cercare disradicare la malattia tra gli animali.
L’agenzia insiste che la lotta a livellointernazionale va fatta con maggiore sorveglianza e monitoraggio, con strettemisure di biosicurezza, mediante l’abbattimento degli animali malati el’eliminazione sicura delle carcasse, controllando i movimenti
Inoltre, la FAO raccomanda ai piccoli allevatori, a chi necommercia le carni ed a tutti coloro che vengonostretto contatto con il pollame, di fare particolare attenzione affinché sianoapplicate basilari norme igieniche e siano rafforzate le misure dibiosicurezza. I movimenti del pollame, da e verso i mercati, e la gentecoinvolta nella sua produzione e commercializzazione,sono i principali veicoli della diffusione della malattia in aree prima
Una diffusione così rapida della malattia ha significatoun aumento dei fondi necessari alla FAO per il suo programma di controllo dellamalattia nei prossimi tre anni, ora stimati intorno a 308.5 milioni di dollari– una somma più che doppia di quella che era stata quantificata erichiesta alcuni mesi addietro. Sinora la FAO ha ricevuto soltanto 71 milionidi dollari.
La FAO e l’Organizzazione Mondiale per la SaluteAnimale (OIE) hanno organizzato per il 30 e 31 maggioa Roma una conferenza scientifica internazionale su influenza aviaria evolatici selvatici per cercare di capire meglio il ruolo che questi ultimihanno nella trasmissione della malattia.
Come agenzia ONU con il ruolo guida nella lotta control’influenza aviaria negli animali, la FAO parteciperà ad una conferenzaad alto livello che si terrà a Vienna il 6 ed il 7 giugno prossimi. Lariunione, convocata dalla presidenza UE, dagli Stati Uniti, dalla Banca Mondialee dalla Cina, vedrà la partecipazione di ministridella salute e dell’agricoltura, di veterinari, di epidemiologi e dialtri esperti dei paesi colpiti e dei paesi donatori.
L’intento è dare seguito agli accordi ed agliimpegni finanziari presi a gennaio in occasione della Conferenza dei donatori
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