Priorità alle zone rurali per raggiungeregli Obiettivi del Millennio
Müller ha fatto notare che non è possibile prescinderedall’assistenza esterna per affrontare la questione di oltre 94 milionidi bambini che vivono nelle zone rurali che non vanno a scuola. Ha ancheinvitato la comunità internazionale ad affrontare il problema della disparitàd'istruzione tra le zone rurali e quelle urbane.
Vivere nelle zone rurali di un paese in via di sviluppospesso significa povertà, fame ed analfabetismo. La percentuale di bambini nonscolarizzati è quasi il doppio che nelle zone urbane e la maggior parte di
“Le popolazioni rurali che hannoavuto l’opportunità di un’istruzione di base è più probabileche siano ricettivi a nuove tecniche e diventino più produttivi. Possono meglioadattarsi ai cambiamenti, migliorare le proprie condizioni di vita, rispettarela parità uomo-donna e diventare cittadini attivi", ha aggiunto Müller.
Un’iniziativa a livello mondiale
La riunione, organizzata dal Gruppo di LavoroInternazionale sull’Istruzione, è ospitata dalla FAO ed è partedell’Iniziativa Mondiale sull’Istruzione per le Popolazioni Ruralilanciata dalla FAO e dall’UNESCO in occasione del Vertice Mondiale sulloSviluppo Sostenibile di Johannesburg del 2002.
L’obiettivo di quest’iniziativa, che puntasull’interazione tra istruzione, conoscenze tecniche e sviluppo agricoloe rurale, è quello di fornire alle popolazioni rurali maggiori strumentiaffinché possano diventare protagonisti del processo di sviluppo.
Al momento questa iniziativaguidata dalla FAO è incentrata in modo specifico sulla creazione di capacità alivello nazionale per riuscire ad affrontare i problemi dell’istruzionerurale.
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Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
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