Nonostante i successi altrove, nelcontinente sarà una minaccia ancora per anni
Roma/Ginevra, 10 luglio 2006
“Nella maggioranza dei casi, dovunquel’influenza aviaria altamente patogena (HPAI) hafatto la sua comparsa noi, la comunità mondiale ed i paesi colpiti, siamo statiin grado di bloccarla sul nascere”, ha detto Harcharik, nella riunionespeciale dedicata all’influenza aviaria.
"L'influenza aviaria rappresenta una minacciacostante e con tutta probabilità dovremo prepararci a combatterla peranni", ha avvertito. È ancora fonte di grave preoccupazione in Indonesia econtinua ad espandersi in Africa, dove rischia di diventare endemica in diversipaesi.
Harcharik ha poi fatto riferimento alle difficoltàincontrate nell’attuazione di appropriate misuredi vigilanza, come l’abbattimento dei polli, piani di compensazione per ipiccoli allevatori e i controlli sui movimenti animali nei paesi africani.Un’altra difficoltà è stata il commercioillegale di pollame.
“Fintanto che questo tipo di commercio non saràcontrollato da autorità veterinarie più incisive, e fintanto che non vi sarannomigliori sistemi di sorveglianza, di allerta e risposta rapida, di diagnosi edi segnalazione dei casi, continueremo a convivere con il rischio”.
Ha poi sottolineato che perfermare l’influenza dovunque essa appaia è indispensabile che siintervenga tempestivamente e con decisione, perché finché il virus H5N1 sarà incircolazione continuerà ad esserci una minaccia per la comunità internazionale.
Il virus H5N1 sinora non si è modificato in una formatrasmettibile da uomo a uomo. Mase ciò dovesse avvenire, il risultato sarebbe una pandemia di vasteproporzioni, ha aggiunto.
Nei due anni e mezzo da quando si è sviluppatal’attuale emergenza, circa 200 milioni di polli sono stati abbattuti, conperdite economiche, nel solo sud-est asiatico, pari a 10 miliardi di dollari.Secondo gli ultimi dati aggiornati ai primi di luglio, sono 229 le persone chehanno contratto il virus, di esse 131 sono morte.
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