[AlimentaPress] FAO: Sbocchi commerciali per i prodotti a "protezione integrata"


Un progetto FAO in sei paesi mediorientali apre nuove opportunità di
mercato

[AlimentaPress] Roma, 17 luglio 2006 - Grazie ad un progetto della FAO,
che promuove l’impiego di tecniche di lotta integrata (IPM l’acronimo
inglese), potrebbero presto aprirsi nuove opportunità commerciali verso
i mercati esteri per i prodotti ortofrutticoli della regione
mediorientale.

Il progetto FAO “Lotta Integrata per le colture orticole della regione
mediorientale” introduce pratiche agronomiche innovative che fanno un
uso minimo di pesticidi e fitofarmaci. Il progetto, di due anni nella
fase pilota, è di circa 1,8 milioni di dollari e coinvolge sei paesi:
Egitto, Iran, Giordania, Libano, Siria e Territori Palestinesi ed è
finanziato dal governo italiano mediante il Fondo Speciale per la
Sicurezza Alimentare della FAO.

L’agricoltura, il settore dominante della regione, è severamente
penalizzata dalla ricorrente siccità. Le precipitazioni sono scarse e
sono presenti preoccupanti fenomeni di desertificazione. Il tentativo di
aumentare la produzione per l’esportazione ha spesso portato ad
un’intensificazione delle colture e ad un uso eccessivo di input tra i
quali i pesticidi sintetici.

Queste pratiche non sono servite, perché le norme più restrittive sui
livelli massimi consentiti di residui da pesticidi varate dall'Unione
Europea hanno precluso a questi prodotti l’accesso ai mercati esteri. Un
uso indiscriminato di sostanze anticrittogamiche oltre a causare gravi
scompensi all’intero agro-ecosistema, ha anche prodotto in alcuni casi
effetti contrari a quelli desiderati, causando recidive e parassiti
resistenti ai trattamenti.

Si stima che ogni anno siano almeno tre milioni i casi di avvelenamento
da pesticidi, e circa 220 mila le morti che possono farsi risalire ad
essi, con l’incidenza maggiore nei paesi in via di sviluppo ed in
transizione.

Le scuole sul campo

Il progetto FAO ha utilizzato come veicolo di divulgazione le "scuole
sul campo", un efficace mezzo per vincere la riluttanza dei contadini
verso nuovi sistemi, nella convinzione che l’uso di pesticidi sia
l’unica soluzione per combattere parassiti e fitopatologie.

Le scuole sul campo rappresentano un modo attivo di coinvolgere
direttamente gli agricoltori e le comunità locali. Divisi in gruppi che
variano da 15 a 25 persone, i contadini in Siria, in Iran, in Libano,
così come negli altri paesi, hanno avuto la possibilità di apprendere
dall’osservazione diretta e verificare nel corso di un’intera stagione
produttiva l’efficacia dell'impiego di tecniche agronomiche alternative
all’uso dei pesticidi per la lotta ai principali insetti nocivi,
parassiti e malattie.

Hanno imparato a distinguere tra insetti dannosi ed altri utili ed a
limitare al minimo concimi chimici e fitofarmaci di sintesi. Hanno
sperimentato di persona l’impiego di antagonisti naturali e di metodi
che hanno aiutato a proteggere le colture nel rispetto degli equilibri
naturali, a tutela della salute degli operatori e dei consumatori.

La strategia IPM ha implicato anche l’eliminazione dei pesticidi
obsoleti ed un controllo attento della qualità, della quantità e
dell’appropriatezza dell’uso di sostanze insetticide ed
anticrittogamiche riuscendo a ridurre il numero dei trattamenti.

Produzione non solo più sostenibile ma anche più redditizia

“In Siria – dice l’esperto FAO che coordina il progetto, l’agronomo
italiano Alfredo Impiglia – un decreto del governo ha stabilito una
certificazione biologica per le mele ed i pomodori prodotti nell’ambito
del progetto. I prodotti con il logo IPM potranno trovare compratori
locali ed europei con maggiore facilità, con un profitto maggiore per
gli agricoltori”, aggiunge.

In Iran - dove sono state organizzate oltre sessanta scuole sul campo
per i coltivatori di pistacchio, uva da tavola, cetriolo e melo - si sta
esplorando il modo per esportare questi prodotti in Europa con
l’assistenza della Ambasciata d’Italia a Teheran.

Proprio per analizzare i successi raggiunti dal progetto a due anni dal
suo avvio, e valutare la possibilità di estenderlo, si svolgerà domani
presso la FAO un seminario a cui oltre agli esperti FAO del programma
IPM ed ai responsabili regionali del progetto, parteciperanno anche il
Vice Direttore Generale della FAO del Dipartimento di Cooperazione
Tecnica, Tesfai Tecle, rappresentanti dei paesi coinvolti, del Ministero
delle Politiche Agricole italiano ed il responsabile della Cooperazione
Italiana allo Sviluppo, Giuseppe Deodato.
 
 
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979
 
Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

http://www.alimentapress.it/dblog/articolo.asp?articolo=456


 
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