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La scorsa settimana nel corso della riunione del Sotto-Comitato
Vi è stato un generale consenso sul fatto che le norme, che non eranoall’ordine del giorno per una formale adozione da parte delledelegazioni, servano da punto di riferimento per lepolitiche e lo sviluppo futuro dell’acquacoltura. Esse toccano una seriedi questioni di rilevanza ambientale, come l’ubicazione degli allevamentied il modo come devono essere costruiti, l’impiego di risorse comel’acqua ed i mangimi, oltre al loro impatto sociale sulle comunitàlocali.
Il proliferare di norme genera confusione
Redatti nell’ambito in un processo di consultazioni durato cinque anni,che ha coinvolto numerose organizzazioni partner dellaFAO, tra cui il Network dei Centri di Acquacoltura dell’Asia e delPacifico, il WWF, la Banca Mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite perl’Ambiente (UNEP), i nuovi principi rappresentano il primo tentativo difornire un quadro internazionale comprensivo per migliorare la sostenibilitàdel settore.
Una serie di linee guida simili, anche se meno ambiziose, vengonogià usate da governi e dai compratori del settore privato, ma la proliferazionedi direttive e norme di riferimento ha creato problemi. Spesso non sonoarmonizzate fra loro e gli esportatori dei paesi in via di sviluppo che cercanodi portare i loro prodotti su differenti mercati internazionali spesso hannoincontrato difficoltà ad adattarsi a regole che cambianocontinuamente.
“Noi speriamo che questi nuovi principi aiutino a gettare le basi per unavisione più condivisa su come debba definirsi a livello mondiale lacoltivazione responsabile di gamberi”, dice Rohana Subasinghe, espertosenior del Dipartimento Pesca della FAO e Segretario del Sotto-Comitato.
“Possono anche servire da punto di riferimento per governi, ONG e perl'industria privata che lavorano allo sviluppo di sistemi di certificazione dieco-compatibilità e sostenibilità per gli allevamenti che rispondono a questirequisiti e che cercano di armonizzare sistemi già in vigore.
Le future iniziative della FAOsull’acquacoltura
I paesi presenti al Sotto-Comitato hanno fatto anche altre raccomandazioni allaFAO per il lavoro del prossimo biennio, tra esse la richiesta di convocareriunioni di esperti per esaminare i sistemi di certificazione che attualmentevengono impiegati per i gamberi d’allevamento e per altri prodotti diacquacoltura e per analizzarne i pro ed i contro e lavorare ad una loro armonizzazione.
Hanno anche chiesto alla FAO di sviluppare nuovi indicatori statistici permeglio misurare l’impatto sociale ed economico della pescad’allevamento.
La FAO ha inoltre identificato come “altamenteprioritario” per i prossimi anni lo sviluppo dell'acquacoltura in Africasub-sahariana, ed i membri del Sotto-Comitato hanno sollecitato la creazione diun programma speciale per migliorare l’accesso al credito ed alle risorsefinanziarie per lo sviluppo dell’acquacoltura nella regione e promuovereil trasferimento di know-how e tecnologia.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
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