FAO: Nuove linee guida per l'allevamento dei gamberetti


Conclusa riunione FAOcon un appello per un’acquacoltura più eco-compatibile

www.alimentapress.it 
Roma/New Delhi, 11 settembre 2006 -L’allevamento di gamberi è spesso criticato per il suo impattoambientale. Vi sono però milioni di piccoli produttori in alcuni dei paesi piùpoveri al mondo – dove si produce il 99 per cento dei gamberid'allevamento - che da essi dipendono per la propriasussistenza. La domanda di gamberetti nei mercati dei paesi ricchi ha raggiuntolivelli record e le esportazioni si aggirano intorno a 8.7 miliardi di dollaril’anno.
La scorsa settimana nel corso della riunione del Sotto-Comitato della
FAO sull’Acquacoltura (New Delhi, 4-8 Settembre)si è cercato di sciogliere questo nodo, su cui per decenni si sono arrovellatiresponsabili politici ed economici. A conclusione dell’incontro, idelegati di oltre 50 paesi si sono trovati d’accordonell’individuazione di un insieme di principi internazionali nonvincolanti che offrono linee di orientamento su comeridurre l’impatto ambientale del settore, incrementando allo stesso tempoil suo contributo alla riduzione della povertà.
Vi è stato un generale consenso sul fatto che le norme, che non eranoall’ordine del giorno per una formale adozione da parte delledelegazioni, servano da punto di riferimento per lepolitiche e lo sviluppo futuro dell’acquacoltura. Esse toccano una seriedi questioni di rilevanza ambientale, come l’ubicazione degli allevamentied il modo come devono essere costruiti, l’impiego di risorse comel’acqua ed i mangimi, oltre al loro impatto sociale sulle comunitàlocali.

Il proliferare di norme genera confusione
Redatti nell’ambito in un processo di consultazioni durato cinque anni,che ha coinvolto numerose organizzazioni partner dellaFAO, tra cui il Network dei Centri di Acquacoltura dell’Asia e delPacifico, il WWF, la Banca Mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite perl’Ambiente (UNEP), i nuovi principi rappresentano il primo tentativo difornire un quadro internazionale comprensivo per migliorare la sostenibilitàdel settore.
Una serie di linee guida simili, anche se meno ambiziose, vengonogià usate da governi e dai compratori del settore privato, ma la proliferazionedi direttive e norme di riferimento ha creato problemi. Spesso non sonoarmonizzate fra loro e gli esportatori dei paesi in via di sviluppo che cercanodi portare i loro prodotti su differenti mercati internazionali spesso hannoincontrato difficoltà ad adattarsi a regole che cambianocontinuamente.
“Noi speriamo che questi nuovi principi aiutino a gettare le basi per unavisione più condivisa su come debba definirsi a livello mondiale lacoltivazione responsabile di gamberi”, dice Rohana Subasinghe, espertosenior del Dipartimento Pesca della FAO e Segretario del Sotto-Comitato.
“Possono anche servire da punto di riferimento per governi, ONG e perl'industria privata che lavorano allo sviluppo di sistemi di certificazione dieco-compatibilità e sostenibilità per gli allevamenti che rispondono a questirequisiti e che cercano di armonizzare sistemi già in vigore.

Le future iniziative della FAOsull’acquacoltura
I paesi presenti al Sotto-Comitato hanno fatto anche altre raccomandazioni allaFAO per il lavoro del prossimo biennio, tra esse la richiesta di convocareriunioni di esperti per esaminare i sistemi di certificazione che attualmentevengono impiegati per i gamberi d’allevamento e per altri prodotti diacquacoltura e per analizzarne i pro ed i contro e lavorare ad una loro armonizzazione.
Hanno anche chiesto alla FAO di sviluppare nuovi indicatori statistici permeglio misurare l’impatto sociale ed economico della pescad’allevamento.
La FAO ha inoltre identificato come “altamenteprioritario” per i prossimi anni lo sviluppo dell'acquacoltura in Africasub-sahariana, ed i membri del Sotto-Comitato hanno sollecitato la creazione diun programma speciale per migliorare l’accesso al credito ed alle risorsefinanziarie per lo sviluppo dell’acquacoltura nella regione e promuovereil trasferimento di know-how e tecnologia.

 

Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org

(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

 

Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

 

 
Chi siamo